Acquistare la seconda casa: le spese da effettuare

 

La seconda casa è un acquisto importante, su cui sempre più famiglie italiane scelgono di investire. Che sia al mare o in montagna, o semplicemente un’abitazione secondaria, la seconda casa è, nell’immaginario collettivo, associata con il concetto di tranquille vacanze e di una situazione economica serena. Trascorrere le vacanze in un luogo di interesse, lontano dal traffico e dallo smog della città, permettere ai figli di alloggiare lontano da casa durante un soggiorno di lavoro o di studio, ricavare una rendita con un affitto, sono alcuni dei motivi per cui l’acquisto di una seconda casa può rendersi necessario, o addirittura indispensabile. Le preoccupazioni che pesano maggiormente sugli italiani che decidono di acquistare una seconda casa, o la ricevono in eredità, sono di tipo finanziario e fiscale: l’interrogativo riguarda infatti le tasse da pagare.

Cosa concede il fisco per la seconda casa

Se per l’acquisto di una prima casa il Fisco si dimostra benevolo e concede condizioni vantaggiose, lo stesso non si può dire riguardo l’acquisto della seconda casa, per il quale non sono previste agevolazioni. Scegliere di acquistare una seconda casa si può dunque trasformare in un impegno gravoso dal punto di vista fiscale. Per orientarsi nelle norme che regolano questo settore Tempocasa offre i suoi consigli, per fornire ai suoi clienti un quadro chiaro della situazione. Per valutare l’acquisto di una seconda casa è bene per prima cosa accertarsi di avere liquidità sufficiente a coprire i costi. In caso contrario sarà necessario chiedere un mutuo alla banca. Molti istituiti di credito praticano notevoli agevolazioni per chi acquista una prima casa, ma purtroppo non per chi ne acquista una seconda: infatti gli interessi di questa risultano un po’ più alti. Oltre la rata del muto si vanno a sommare poi le spese connesse ala gestione dell’accensione del mutuo come polizze, perizie bancarie e interessi pre-ammortamento. Tutti aspetti tecnici di cui bisogna tener conto per avere un quadro dettagliato e completo. Al momento del rogito vanno aggiunte le spese notarili. Tempocasa ricorda che, sebbene le tariffe professionali siano state abrogate, è sempre bene chiedere un preventivo al notaio, per una migliore valutazione. Alla parcella notarile si sommeranno poi le imposte da pagare, legate alla compravendita.

Le tasse sulla seconda casa

L’imposta di registro, normalmente attestata al 2% per la prima casa, sale al 9% per la seconda casa: le tasse ipotecarie e catastali ammontano a 100 euro complessivi. In caso di acquisto della seconda casa da una ditta, l’Iva sarà al 10% ( se l’immobile riveste pregio storico artistico o è classificato come bene di lusso, l’Iva sale al 22%) e le imposte ipotecarie e catastali saranno di 400 euro in totale.
Una volta ottenuto il mutuo e stipulata la compravendita, bisognerà tenere conto delle spese ulteriori: si tratta di Imu e Tasi che, abolite per la prima casa, permangono per la seconda casa. A prescindere dalla categoria catastale, infatti, le seconde case restano soggette a questa tassazione. In tal proposito esistono però delle agevolazioni fiscali: se l’immobile viene concesso in comodato d’uso ai parenti entro il primo grado (per esempio tra genitori e figli) la base imponibile su cui calcolare Tasi e Imu è ridotta al 50%).

Come beneficiare delle agevolazioni

Per poter beneficiare di questa agevolazione è necessario però soddisfare alcuni requisiti. Prima di tutto che comodato d’uso gratuito sia regolarmente certificato e che il parente beneficiario risieda in Italia, sia registrato anagraficamente nella stessa dimora nella quale vive in comodato, e che il comodante possieda un solo immobile. Qualora il proprietario scelga di dare in locazione l’immobile a canone concordato, la riduzione fiscale è più modesta, si attesta al 25%. Queste agevolazioni rendono di fatto molto più vantaggioso l’acquisto di una seconda casa per i figli o per parenti stretti, ed è alla base della scelta di investimento operata ogni anno da milioni di italiani che beneficiano del vantaggio fiscale sulla seconda casa in comodato d’uso per aiutare i figli che lavorano lontano da casa o proseguono gli studi nei capoluoghi o nella grandi città. Col mutare delle esigenze della vita moderna, infatti, anche il concetto di seconda casa si evolve: non più solo casa delle vacanze ma soprattutto abitazione d’appoggio.

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