Affitto a canone concordato: tutti i vantaggi per il locatore e il locatario

 

Quando si decide di prendere una casa in affitto si è soliti valutare quali sono le soluzioni più vantaggiose, sia a livello pratico che a livello monetario. Come ben sappiamo esistono però tante diverse tipologie di affitto, ognuna delle quali garantisce un risparmio per una certa classe di acquirenti piuttosto che un’altra.

Che cos’è il contratto di affitto a canone concordato

Vediamo nello specifico una tipologia contrattuale che è per molti aspetti conveniente, sia per l’affittuario che per il locatore: l’affitto a canone concordato.

Come funziona questo tipo di affitto, quando e a chi conviene? Va innanzitutto specificato che tra tutte le tipologie di contratto d’affitto, quello a canone concordato risulta in media il più vantaggioso; tuttavia bisogna tener conto di molti aspetti per determinare se davvero la nostra casistica rientra tra quelle che possono ottenere un risparmio consistente da questa soluzione oppure no.

Ciò che in primo luogo determina un notevole vantaggio per entrambe le parti che stipulano un contratto di locazione a canone concordato è l’aspetto fiscale. Infatti grazie alla Legge di Stabilità 2016, i proprietari che affittano un immobile con un contratto di locazione a canone concordato possono ottenere una riduzione della tassa IMU pari al 25% della stessa.

Ma le agevolazioni non si riducono solamente all’aspetto fiscale. Vediamo infatti attraverso alcuni esempi tangibili, quali sono i vantaggi concreti che derivano dalla stipulazione di un contratto a canone concordato.

Ad esempio è utile sapere che questa forma contrattuale ha delle linee generali stabilite dalle principali organizzazioni che tutelano da una parte i locatori (o più in generale le sigle che rappresentano la proprietà edilizia come l’ASPPI o Confedilizia) e dall’altra i consumatori, o in questo caso gli affittuari, che vengono rappresentati dalle più note associazioni sindacali dei conduttori (SICET, UNIAT, SUNIA e molte altre) in presenza dell’assessore comunale o del Sindaco in persona.

Questi accordi rendono possibile, come vedremo in seguito, un risparmio notevole sull’affitto, dovuto all’imposizione di limiti rigorosi sui costi, che tengono in considerazione molteplici fattori come: la durata del contratto e il rinnovo, l’importo del canone concordato, la tipologia di contratto a vantaggio di specifiche classi sociali (agevolato, transitorio, per coppie giovani e per studenti universitari), clausole di rescissione dal contratto, divisione delle spese, oneri accessori, migliorie, modifiche ed esigenze specifiche del locatore o dell’affittuario.

È possibile così definire con precisione una suddivisione del territorio comunale in partizioni omogenee, che determinano il costo di un immobile sito in una zona specifica, il cui prezzo è determinato dal valore di mercato per l’accesso a particolari servizi come ad esempio le dotazioni infrastrutturali pubbliche (scuole, servizi sanitari, parchi e trasporto) oppure la tipologia edilizia, suddivisa per classi energetiche e categorie di immobili.

Per ognuna di queste aree sono stati stabiliti diversi accordi a livello provinciale. Accordi territoriali tra le associazioni rappresentative sopra citate che vanno a definire un prezzo minimo e un valore massimo concordato del canone tenendo in considerazione: la categoria catastale alla quale l’immobile appartiene, lo stato di manutenzione dello stesso e la necessità di eventuali interventi che contribuiscono ad abbassare il prezzo d’affitto, la presenza di complementi d’arredo o mobilia e l’eventuale vicinanza a strutture pubbliche e spazi comuni.

Come avrete capito, in base a questi parametri viene stabilito un canone su base annua o mensile, che viene calcolato tenendo conto della metratura dell’immobile e dell’area in cui si trova. L’ importo stabilito viene quindi inserito nel contratto che, firmato da entrambe le parti viene, rimane a disposizione come documento di riferimento per chiunque scegliesse di accedere al contratto di locazione a canone concordato.

I comuni che adottano il contratto di affitto a canone concordato

Questa tipologia contrattuale è accessibile in molti comuni italiani, da nord a sud, in particolare nelle zone limitrofe alle città metropolitane. Le città interessate sono: Milano, Venezia, Roma, Bari, Palermo, Bologna, Napoli, Torino e Firenze.

Per verificare se il vostro comune rientra nella disponibilità del contratto a canone agevolato, basterà collegarsi al sito del comune oppure rivolgendosi alle associazioni di categoria che si trovano sul territorio.

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