Attestato di prestazione energetica per immobili: quando è necessario

 

La tematica del risparmio energetico è stata per anni ed è tuttora al centro dell’interesse dell’Unione Europea, poiché si inscrive nel quadro più generale della tutela ambientale e delle energie rinnovabili. Già nel 2006 il legislatore europeo ha fissato l’obiettivo di ridurre i consumi energetici del 20% entro il 2020, richiedendo l’adeguamento delle leggi interne degli stati membri alla nuova normativa sovranazionale.

Attestato di Prestazione Energetica (APE)

Allo scopo di ridurre lo spreco di energia primaria e di promuovere tutte le azioni a favore della tutela dell’ambiente e del risparmio energetico, l’Unione Europea ha predisposto un sistema di classificazione delle strutture edilizie basato sulle prestazioni energetiche degli immobili.

La classificazione energetica degli edifici prevede la divisione in dieci classi, dalla A4 alla G, dove la classe A4 raccoglie gli immobili dotati di una maggiore efficienza energetica (quindi consumi più bassi e risparmi più alti), per diminuire progressivamente fino alla classe G, che identifica gli immobili a più bassa prestazione energetica (più consumi, meno risparmio).

A questo scopo è stato predisposto il sistema di etichettatura degli edifici attraverso un documento ufficiale introdotto dalla normativa europea sulle certificazioni energetiche (Legge Europea n. 91 del 2002) denominato Attestato di Certificazione Energetica (ACE) o Attestato di Prestazione Energetica (APE), un certificato che descrive le caratteristiche energetiche di un determinato immobile e dunque i suoi livelli di consumo.

Lo scopo della misura è quello di aumentare il valore di mercato degli edifici ad alti rendimenti energetici in modo da promuovere il risparmio energetico e il basso impatto ambientale. L'”Obiettivo 20-20-20″, così come previsto dall’Unione Europea, è quello di ottenere un risparmio sui consumi di energia di circa 1000 euro all’anno per famiglia.

Quando è obbligatoria la Certificazione Energetica

Con Decreto Ministeriale del 26/6/2009 e successive modifiche la Certificazione Energetica è stata resa obbligatoria per tutti gli immobili oggetto di compravendita e locazione. In particolare, l’articolo 1 comma 7 del Decreto Legge 145 del 23 dicembre 2013 ha disposto che i contratti di compravendita e locazione di immobile contengano una specifica clausola che impone all’acquirente o all’affittuario di dichiarare di aver ricevuto tutta la documentazione relativa all’immobile acquisito in proprietà o in affitto, dunque anche una copia dell’Attestato di Certificazione Energetica.

La redazione dell’APE è a carico del proprietario e deve essere consegnata, al momento dell’alienazione, al nuovo proprietario, mentre va mostrata all’affittuario all’inizio della trattativa.

In caso di mancata dichiarazione o allegazione dell’APE al contratto di compravendita o locazione, l’atto non risulta nullo ma il proprietario dovrà pagare una sanzione pecuniaria variabile dai 3000 ai 18.000 Euro in caso di vendita, e dai 1.000 ai 4.000 Euro in caso di locazione.

Restano invece esclusi dall’obbligo i contratti di locazione di durata inferiore ai 30 giorni all’anno, nonché l’alienazione e la locazione di immobili quali box auto, cantine, autorimesse, ruderi, fabbricati isolati la cui superficie sia inferiore a 50 mq, luoghi di interesse storico, religioso o culturale.

L’Attestato di Prestazione Energetica è altresì obbligatorio in caso di trasferimenti a titolo gratuito dell’immobile, ad esclusione dell’eredità per successione.

La Legge 90/2013 ha inoltre reso obbligatoria la Certificazione Energetica per gli edifici di nuova costruzione. L’obbligo è a carico del costruttore, che dovrà consegnarla al Comune in cui è stato realizzato l’immobile al termine dei lavori insieme alla restante documentazione relativa all’unità o all’edificio.

La normativa dispone inoltre che il certificatore sia un soggetto estraneo alle altre fasi di realizzazione dell’immobile, dunque non può essere un professionista che ha partecipato alla progettazione o alla direzione dei lavori.

La stessa procedura va osservata in caso di ristrutturazioni significative che interessino una superficie maggiore del 25% dell’involucro di un edificio, in quanto si tratta di interventi in grado di modificare le prestazioni energetiche di un immobile, nonché per la sua demolizione, per gli edifici pubblici e aperti al pubblico la cui superficie totale superi i 250mq: in questo caso l’APE deve essere affisso all’ingresso della struttura.

La Certificazione Energetica è infine obbligatoria in caso di interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica: sostituzione dell’impianto di riscaldamento e/o climatizzazione, infissi, caldaia. Qualora l’immobile sia già dotato di APE è obbligatorio il rinnovo al termine dei lavori. Il rinnovo della Certificazione Energetica è comunque obbligatorio al termine dei 10 anni di validità dalla sua erogazione.

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