Bonus compra-affitta: che cos’è e chi ne può usufruire

 

Nel corso del 2016 sono state tante le innovazioni che hanno interessato tutto il mercato immobiliare. Ai fini di incentivare gli investimenti sul mattone. Il Governo ha introdotto diverse misure, a partire dalle detrazioni e dai bonus previsti per tutte le ristrutturazioni e i miglioramenti che interessano l’efficienza energetica di un edificio.

Accanto a queste, sono state previste altre agevolazioni che permetteranno anche ai locatari di beneficiare di specifiche deduzioni sul reddito. Stiamo parlando infatti del Bonus compra-affitta, introdotto con Decreto legge n.133 del 2014, chiamato anche Sblocca Italia.

Il Bonus compra-affitta

Questa detrazione è stata pensata per tutti coloro che acquistano un immobile con l’obiettivo ultimo di affittarlo. Nello specifico la deduzione ai fini Irpef sarà pari al 20% del valore della casa. Sarà possibile far valere la detrazione anche sugli interessi passivi di un eventuale mutuo, ma con la clausola che il limite di spesa sia pari a 300 mila euro, compresa Iva. Sono da includere anche le spese sostenute per la ristrutturazione edilizia, il risanamento conservativo, il restauro, i costi di eventuali contratti di appalto e dei relativi servizi applicati.

Il Bonus compra-affitta viene applicato a tutti gli immobili acquistati dai cittadini privati (non aventi attività commerciali) nel periodo compreso tra il 1° gennaio del 2014 e il 31 dicembre del 2017. L’acquisto deve interessare costruzioni nuove ed invendute, destinate ad uso esclusivamente residenziale.

Un’eccezione riguarda però tutte le costruzioni che, alla data del 12 novembre 2014, risultavano in possesso del titolo abitativo edilizio o si trovavano nella condizione di costruzione parziale. Questo bonus risulta incompatibile con altre agevolazioni riferite allo stesso immobile.

Ai fini della detrazione fiscale, a partire dalla data del contratto di locazione, il rimborso Irpef verrà ripartito in otto quote a base annuale e di pari importo. La deduzione in ogni caso non potrà superare i 60 mila euro totali, quindi non più di 7.500 euro all’anno. Inoltre è bene specificare che si farà sempre riferimento alle aliquote Irpef dello stesso locatario.

Chi ne può usufruire

Per ottenere l’agevolazione prevista dal Bonus compra-affitta è fondamentale inoltre rispettare alcuni requisiti fondamentali: prima di tutto l’immobile deve risultare accatastato come abitazione residenziale e non come abitazione in villa (categoria catastale A/8), abitazione signorile (categoria A1) o dimora storica e castelli (categoria A/9).

L’immobile deve essere ceduto in locazione con un contratto che abbia la durata di almeno otto anni. Valgono anche le formule dei contratti 6+2 a canone concordato e dei contratti 4+4 a canone libero. Il proprietario ha sei mesi di tempo dall’acquisto (o dalla cessazione dei lavori di costruzione) per stipulare un contratto di locazione. Nel caso in cui il contratto venisse rescisso prima del termine stabilito, vi è l’obbligo di stipularne uno nuovo entro un anno dalla data di risoluzione.

La legge è chiara anche sugli importi dell’affitto, che dovranno rispettare i valori stabiliti a livello locale per l’edilizia convenzionata. In alternativa, la cifra dovrà far riferimento all’importo minimo tra il canone concordato e il canone speciale, previsto dai Comuni ad alta densità abitativa. La costruzione inoltre dovrà possedere la certificazione energetica di classe A o di classe B e non dovrà risultare nelle zone adibite ad uso agricolo (le cosiddette zone omogenee di classe E).

Ultima clausola necessaria è l’assenza di rapporti di parentela di primo grado tra chi acquista l’immobile, quindi il proprietario locatario, e chi lo acquisisce in affitto. Una buona notizia però è stata divulgata con la circolare numero 27/E del 13 giugno 2016: per usufruire della deduzione Irpef, non sarà più necessario che le costruzioni siano vendute da cooperative edili o da imprese di costruzione.

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