Bonus prima casa: gli incentivi fiscali per chi acquista un’abitazione

 

L’acquisto di una casa rappresenta oggi un impegno finanziario molto rilevante, soprattutto per le giovani coppie che si sono appena affacciate nel mondo del lavoro.

Per questa ragione, e per favorire l’acquisto dell’abitazione di proprietà, da diversi anni la Costituzione italiana dà diritto ad usufruire di specifiche agevolazioni fiscali, per accedere alle quali è necessario però possedere determinati requisiti, ovvero rispettare alcune condizioni all’atto della compravendita.

Bonus Prima Casa: le agevolazioni previste

Le agevolazioni previste per l’anno 2016, alle quali si fa riferimento anche con il termine di “Bonus Prima Casa”, riguardano sostanzialmente l’abitazione principale che una persona o una coppia di coniugi acquisisce in proprietà.

In termini tecnici, l’agevolazione sulla prima casa si traduce in una riduzione dell’IVA e dell’imposta di registro. Nel primo caso si ha una riduzione cha varia dall’ordinario 20% al 4%, se il soggetto venditore è l’impresa costruttrice dell’immobile stesso.

Per quanto concerne l’imposta di registro invece l’indice va dal 9% al 2%, fino all’1,5% se l’acquisto della propria abitazione prevede l’accensione di un leasing, quando il venditore è un privato o comunque un soggetto che non opera la transazione come imponibile a IVA.

È opportuno ricordare che le aliquote sopra citate sono applicate sul valore catastale, che si ottiene moltiplicando la rendita catastale per il coefficiente fisso di 115,5 e non sull’importo pattuito tra le parti.

Chi ne ha diritto

Affinché siano applicate le riduzioni sopra indicate è importante che l’acquirente non abbia acquistato nell’intero territorio nazionale un altro immobile godendo delle medesime agevolazioni.

Se questa condizione non viene rispettata è ancora possibile acquistare un’abitazione in regime di prima casa esclusivamente se si effettua la vendita dell’immobile già in proprietà entro l’anno solare. Inoltre, occorre prevedere di associare la propria residenza al nuovo immobile entro il termine di 18 mesi dal rogito.

Qualora il soggetto acquirente sia costituito da due coniugi, oltre a dover stabilire entrambi la residenza nella nuova casa, gli stessi devono aver registrato la loro unione in regime di comunione dei beni.

L’obbligo di residenza può non essere soddisfatto a patto però che l’immobile acquistato in prima casa sia collocato all’interno del medesimo comune ove si trova anche la sede di lavoro dell’acquirente, anche se quest’ultimo svolge attività professionale autonoma.

Le caratteristiche dell’immobile

Dal punto di vista delle caratteristiche dell’immobile da acquistare esistono specifiche regole che identificano il regime di prima casa. Lo stesso non deve infatti essere classificato come “di lusso”, ossia non deve figurare nei registri catastali nelle categorie A/1, A/8 e A/10.

Se viene meno una delle condizioni sopra citate l’Agenzia delle Entrate può pretendere il versamento della differenza di denaro non corrisposta a seguito delle agevolazioni fiscali, ovvero l’applicazione delle aliquote ordinarie, e la maggiorazione del 30% a titolo di sanzione sull’importo non pagato. Tale sanzione è tuttavia riducibile mediante ravvedimento operoso.

Dopo l’acquisto dell’immobile in prima casa, il proprietario è tenuto a non venderlo per almeno 5 anni, pena la perdita dei benefici previsti dal bonus che possono comunque essere riacquisiti se entro l’anno solare dalla vendita si acquista un’altra casa alle medesime condizioni.

Questo vincolo temporale è stato istituito sostanzialmente per evitare la compravendita di immobili a prezzi calmierati a scopo squisitamente speculativo, poiché lo spirito delle agevolazioni sulla prima casa è quello di andare incontro alle esigenze economiche reali di alcune categorie della popolazione.

I benefici del Bonus Prima Casa si estendono anche alle spese sostenute per l’eventuale fruizione dei servizi di agenzia immobiliare. È infatti possibile detrarre dalle tasse (irpef) il 19% della provvigione corrisposta per i servizi di mediazione, con importo massimo detraibile pari ad euro 1.000 (detrazione massima 190,00 euro). Resta inteso che, se lacquisto è effettuato da più soggetti, la relativa detrazione viene calcolata sulla base delle rispettive quote di proprietà.

 

 

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