Detrazione IRPEF: bonus ristrutturazione anche per chi non ha redditi

 

Grazie alle modifiche apportate alla disciplina per la detrazione IRPEF per le spese sostenute per effettuare interventi volti alla riqualificazione energetica di un immobile, è stata introdotta la possibilità di usufruire del cosiddetto Bonus ristrutturazione anche da parte di chi non percepisce reddito. Si tratta dell’applicazione dell’istituto della cessione del credito d’imposta ai condomini che, anche se non sono tenuti al pagamento dell’imposta sul reddito in quanto ne sono privi, sono tuttavia in teoria beneficiari delle detrazioni d’imposta previsti dal Bonus ristrutturazione.

In particolare, la cessione dell’agevolazione fiscale, si riferisce agli interventi per l’adozione di misure antisismiche riguardanti l’intero condominio oppure per la riqualificazione energetica che interessano le parti comuni dell’edificio. Di conseguenza i condomini beneficiari che non possono usufruire del beneficio possono cedere il loro credito d’imposta corrispondente in teoria alla detrazione spettante, cioè il 65% della percentuale delle spese per gli interventi agevolabili. La cessione può essere effettuata a favore di numerosi soggetti, in primo luogo i fornitori di beni e servizi necessari per la messa in opera dei lavori di riqualificazione energetica oppure delle misure antisismiche. In alternativa i condomini beneficiari possono cedere la loro agevolazione IRPEF a persone fisiche, enti, società e persino a titolari di attività oppure lavoratori autonomi. Invece è proibita per legge la cessione dell’imposta di credito a intermediari finanziari, istituti di credito e le stesse pubbliche amministrazioni. Inoltre è prevista la possibilità per i soggetti che ricevono il credito d’imposta di cederlo a loro volta. Bisogna tenere a mente che l’agevolazione fiscale e la conseguente cessione d’imposta riguardano esclusivamente i lavori effettuati dall’1 gennaio 2017 al 31 dicembre 2021.

Le modalità di cessione del credito d’imposta sono previste e disciplinate all’interno di due provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, messi a disposizione dei contribuenti nella sezione apposita del sito web istituzionale dell’ente. All’interno di queste due distinte risoluzioni sono stati istituiti anche i codici tributo che i soggetti nei cui confronti è stato ceduto il beneficio fiscale devono indicare nel proprio modello F24 per poter usufruire del credito acquisito. Inoltre saranno emanate successive disposizioni per disciplinare l’ambito riguardante le ipotesi previste dal disegno di legge di conversione del decreto legislativo 50/2017. Questa norma, infatti, consente ai soggetti no tax area di cedere a un numero maggiore di soggetti il credito d’imposta per i lavori di riqualificazione energetica eseguiti all’interno di condomini e ottenuti grazie alle detrazioni e cessioni da parte dei condomini stessi.

I condomini possono cedere il proprio credito d’imposta per intero oppure in parte: nel primo caso è necessario comunicare l’avvenuta cessione e l’accettazione del Bonus ristrutturazione da parte del cessionario entro il 31 dicembre dell’anno corrente all’amministratore del condominio. Inoltre bisogna indicare all’interno dell’atto anche il codice fiscale e la denominazione del cessionario. Fanno eccezione i casi in cui i dati riguardanti la cessione sono già stati registrati e comunicati nella stessa delibera condominiale con la quale sono state ripartite le quote delle spese per gli interventi e, di conseguenza, anche quelle per i benefici fiscali collegati. In entrambe le situazioni entro il 28 febbraio l’amministratore condominiale deve inviare i dati riguardanti la cessione e l’accettazione del credito d’imposta all’Agenzia delle Entrate utilizzando la stessa procedura messa a punto per la comunicazione all’ente dei dati per la dichiarazione dei redditi precompilata. A questo punto l’Agenzia delle Entrate deve ricevere il consenso del cessionario, identificato grazie alle informazioni ricevute, per l’attribuzione del credito d’imposta acquisito all’interno del cosiddetto cassetto fiscale.

Il soggetto potrà poi cederlo nuovamente a un’altra azienda o a un privato oppure utilizzarlo come detrazione nella dichiarazione IRPEF. Bisogna tenere a mente che il beneficio fiscale si può utilizzare in base alle disposizioni di legge: nel caso di lavori per la riqualificazione energetica viene ripartito in 10 rate annuali di pari importo, per quelli antisismici in 5. La prima quota si può impiegare a partire dal 10 marzo dell’anno in cui viene data comunicazione all’Agenzia delle Entrate da parte dell’amministratore.

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