Consumo dell’acqua calcolato sui millesimi

 

Come devono essere divise le bollette dell’acqua intestate al condominio?

Quando si parla di consumo dell’acqua calcolato sui millesimi, è necessario ricordare che, in ambito condominiale, solo i consumi d’acqua relativi alle parti comuni dell’edificio andranno ripartiti per millesimi, a meno che non siano assenti i contatori a discarica o di sottrazione per la lettura dei consumi individuali.

In questi casi, infatti, secondo quanto riportato dall’articolo n° 1123 del Codice Civile (comma 1) e stabilito dalla sentenza del Tribunale di Roma nel gennaio 2017, la ripartizione delle bollette per il consumo d’acqua del condominio andrà divisa proporzionalmente rispetto al valore della proprietà di ciascun condomino.
Ma vediamo più nel dettaglio come funziona la ripartizione delle spese condominiali relative al consumo d’acqua.

Bollette d’acqua condominiali: come devono essere ripartite?

Il Codice Civile indica la ripartizione in millesimi come metodo generale per la divisione delle spese condominiali. Tuttavia, quando si parla del consumo dell’acqua calcolato sui millesimi, è necessario considerare che questo criterio di divisione delle spese non tiene conto del numero di inquilini per appartamento e si fonda invece semplicemente sul valore di ogni unità abitativa presente all’interno del condominio. Se non sono presenti contatori individuali per ogni singolo immobile, quindi, quali sono i criteri da seguire per ripartire in condominio le bollette d’acqua senza incorrere in controversie?

Le norme da seguire in questi casi sono state stabilite dalla Cassazione del Tribunale di Roma lo scorso gennaio. La ripartizione delle spese condominiali deve avvenire, come previsto dal Codice Civile, basandosi proporzionalmente sul valore di ogni appartamento, in base quindi ai millesimi di proprietà.

Quando si parla di utenze, invece, è necessario stabilire in principio se è possibile calcolare il consumo di ogni proprietario. Bisogna quindi fare una distinzione:

– Nei condomini in cui sono presenti contatori di sottrazione o a discarica (ovvero collegati ciascuno ad un singolo appartamento) è possibile stabilire il consumo d’acqua di ogni unità abitativa. In questi casi, secondo quanto riportato dal Codice Civile, la ripartizione delle spese relativa al consumo di acqua andrà effettuata basandosi sul consumo individuale di ogni proprietario. Le spese per ciascun titolare di appartamento andranno stabilite in base a quanto indicato dal contatore stesso. L’unica spesa che farà capo a tutti i condomini sarà l’utenza intestata al condominio e quindi i consumi d’acqua relativi alla gestione delle parti comuni dell’edificio, come le scale o il giardino. In queste situazioni, la ripartizione andrà fatta secondo la norma del consumo dell’acqua calcolato sui millesimi, come previsto dal Codice Civile.

– Qualora sia presente un solo contatore intestato all’intero condominio e non contatori individuali intestati ad ogni singola unità abitativa, vige il criterio di “Riparto Generale” stabilito dal Codice Civile. In questi casi, la bolletta relativa all’utenza dell’acqua arriverà a nome di tutto il condominio e le spese andranno ripartite per millesimi, quindi in proporzione al valore della proprietà di ogni condomino. Le spese possono essere ripartite seguendo un criterio differente da quando stabilito dal Codice Civile solo qualora sia presente una delibera dell’assemblea condominiale che preveda l’utilizzo di un sistema di divisione delle spese differente, che dovrà essere approvata all’unisono da tutti i condomini.

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