Ecobonus in condominio: cessione del credito anche per gli incapienti

 

Lo Stato Italiano negli ultimi anni favorisce tutti i cittadini che intendono ristrutturare le loro abitazioni. Nel caso dei condomini il passo è ancora più lungo, in quanto da tempo è previsto il cosiddetto Eco-bonus. Si tratta della possibilità di trasferire il credito di imposta, previsto dalla Legge di Stabilità, ai fornitori che hanno preso parte alla ristrutturazione. Con gli emendamenti del maggio 2017 tale trasferimento può avvenire anche verso altri soggetti terzi, come ad esempio gli istituti di credito.

La restituzione delle spese effettuate

Negli ultimi anni la Legge di Stabilità prevede la possibilità di richiedere un bonus fiscale per le ristrutturazioni poste in essere sull’abitazione di proprietà o anche su quella ottenuta in locazione. Tale bonus è definito come incentivo all’attuazione di una serie di migliorie che potranno portare il patrimonio immobiliare italiano ad un totale svecchiamento, migliorando l’efficienza energetica delle abitazioni, la resistenza agli eventi sismici, il consumo di materie prime per la gestione degli impianti. Tale bonus è stabilito in diverse percentuali, a seconda del tipo di lavoro svolto all’interno dell’edificio. Chiunque richieda il bonus può ottenere una detrazione diretta sulle imposte IRPEF, sempre che risponda ai prerequisiti necessari, che riguardano sia il tipo di lavori svolti, sia le metodologie utilizzate per il saldo delle fatture. L’incentivo ottenibile viene suddiviso in 10 rate, che si configurano come credito d’imposta. In pratica la quota stabilita viene annualmente detratta dalle imposte IRPEF da saldare. Chi non si trova a dover saldare un’imposta pari o superiore al credito maturato, non può ottenere un rimborso della cifra in esubero. Questi soggetti sono definiti come incapienti: in pratica l’imposta da saldare è inferiore al credito maturato.

La particolarità dei condomini

Già negli anni passati la legge prevedeva delle eccezioni, che riguardavano le persone incapienti che hanno la possibilità di ottenere una detrazione per opere di ristrutturazione che comprendono l’efficientamento energetico di parti comuni di un condominio, o che interessano per più del 25% le parti comuni dell’edificio, possono trasferire il credito d’imposta ai fornitori che hanno preso parte alla ristrutturazione. In pratica chi non è in grado di ottenere l’intera cifra prevista dal bonus, può richiedere che sia trasferita su uno dei soggetti che, in qualche modo, hanno collaborato alla ristrutturazione stessa, come ad esempio i professionisti che l’hanno posta in atto.

Le novità del 2017

Nel maggio 2017 un emendamento ha modificato le condizioni che riguardano la cessione del credito di imposta IRPEF. In particolare gli incapienti oggi potranno richiedere la cessione del credito di imposta a qualsiasi soggetto privato, tra cui anche gli istituti di credito. Quindi il credito di imposta maturato può essere trasferito ad un familiare, ma anche ad una banca o ad una finanziaria. In pratica è possibile saldare il conto per i lavori svolti tramite un mutuo, consentendo all’istituto che concede il mutuo la possibilità di beneficiare del credito di imposta, che così potrà avvenire in modo totale e non solo parziale.

In quali casi

In particolare ricordiamo che gli incapienti possono richiedere la cessione dell’eco-bonus a soggetti terzi solo nel caso di particolari lavori edilizi, tra cui: qualsiasi tipo di ristrutturazione che vada a modificare l’efficienza termica degli impianti che riguardano le parti comuni di un condominio; gli interventi di riqualificazione energetica che riguardano più del 25% delle parti di un condominio che possono essere considerate come involucro esterno; per le opere di ristrutturazione antisismica effettuate su condomini che si trovano in zone a rischi sismico 1, 2 e 3. In tutte queste situazioni è possibile per chi ha un’imosta IRPEF da saldare inferiore al bonus effettivo cedere il credito ad un soggetto terzo.

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