Esenzione IMU e TASI: chi ne può usufruire

 

In previsione del saldo (più o meno la metà dell’importo annuale) relativo all’IMU e alla TASI con scadenza 16 dicembre, l’argomento torna a suscitare polemiche e a destare interesse. E’ perciò giusto fare un po’ di chiarezza per fugare ogni dubbio.

Cosa sono TASI e IMU

L’IMU, anche conosciuta come Imposta Municipale Unica, ha preso il posto della vecchia Ici, ed incorpora oltre all’Irpef anche le addizionali regionali e comunali relative ai redditi fondiari riferiti ad immobili non locati.  La legge di Stabilità 2014 ha abolito, salvo eccezioni, il pagamento di questa imposta per la prima casa.

Sempre tale legge ha introdotto la TASI, o Tassa sui Servizi Indivisibili, una nuova imposta comunale relativa a servizi rivolti ai cittadini (illuminazione, manutenzione strade e altri).

Concorrono al calcolo di questa tassa tutti i fabbricati e le unità immobiliari (prima casa inclusa) al lordo di scoperti e aree edificabili e sono obbligati al suo versamento, in percentuali differenti, sia il titolare del diritto reale che l’eventuale occupante quando questi due soggetti non coincidono.

Chi deve pagare l’IMU e la TASI

Dopo il versamento della prima rata del 16 giugno i contribuenti proprietari di case di lusso e seconde case, si preparano al saldo dell’IMU e della TASI, ma con alcune esenzioni.

Il decreto Salva Italia definisce prima casa quella in cui il proprietario e il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente, cioè dove vivono realmente e abitualmente. Nel caso in cui i componenti di tale nucleo risiedono all’interno dello stesso comune, ma in case diverse, solo una di queste potrà rientrare nelle esenzioni (in caso di comuni differenti l’esenzione è valida per entrambe le case).

E’ giusto, innanzitutto, specificare che per abitazione principale si intende la dimora, unitamente alle sue pertinenze, dove si risiede effettivamente e che i benefici su tale abitazione decadono nei casi in cui l’immobile sia accatastato in categoria immobili di lusso A1, A8, A9.

Sono perciò esclusi dal calcolo dell’IMU e della TASI:

  • Gli alloggi sociali.
  • Gli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa che risultano abitazione principale dei soci.
  • Le unità immobiliari non locate di proprietà di dipendenti delle forze armate.
  • La casa coniugale in caso di separazione/divorzio assegnata con provvedimento del giudice.
  • Gli immobili non locati che fanno capo a soggetti anziani e disabili residenti in case di cura.

Esiste poi una specifica casistica che prevede il pagamento di queste tasse in misura ridotta come nel caso del contratto registrato di comodato gratuito a parenti entro il primo grado in linea retta, che abbassa l’imponibile del 50% (devono sussistere ovviamente una serie di requisiti).

Per le locazioni a canone concordato è prevista una riduzione IMU del 25%. La Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208), infine, ha introdotto l’esenzione a beneficio degli inquilini se il bene immobile oggetto della locazione è effettivamente l’abitazione principale ed esclusa dagli immobili definiti di lusso: case signorili, ville e castelli.

Le imprese di costruzioni pagano l’IMU dell’uno per mille sui beni immobili invenduti, mentre quelli inabitabili, inagibili e le dimore storiche beneficiano di una riduzione della metà dell’imponibile come base di calcolo delle due tasse. Sono previste agevolazioni anche per i residenti all’estero e per chi possiede terreni agricoli.

E’ bene inoltre ricordare che chi non effettua il versamento dell’IMU e della TASI o paga oltre i termini previsti dalla legge incorre in sanzioni amministrative.

 

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