IMU e TASI: cosa fare in caso di mancato pagamento

 

Cosa sono TASI e IMU

Con l’acronimo TASI si intende la Tassa sui servizi indivisibili, una recente imposta comunale che è stata introdotta con la Legge di Stabilità del 2014. Mentre l’IUM è l’Imposta municipale unica, istituita con Decreto Legislativo del marzo 2011; dal 2014 l’IMU fa parte dell’IUC (Imposta unica comunale), ma fino al 2016 rimane invariata.

Chi deve pagare la TASI

La TASI deve essere pagata da chi detiene o possiede un immobile, un fabbricato o un’area edificabile, ad eccezione della prima casa e dei terreni agricoli. La novità introdotta dalla TASI, con la Legge di Stabilità del 2014, consisteva nel fatto che a pagare non era solamente il proprietario, ma anche l’eventuale affittuario dell’immobile, tuttavia con la Legge di Stabilità del 2016 è stata eliminata la quota a carico degli inquilini, qualora l’immobile in affitto venisse utilizzato come abitazione principale, con eccezione per gli immobili di lusso.

Chi è escluso

Dal suo versamento sono esenti gli immobili di proprietà dello Stato, così come tutti gli immobili posseduti da regioni, province, consorzi e comunità montane all’interno del proprio territorio. Sono inoltre esclusi dal pagamento gli immobili in possesso degli enti del SSN, i fabbricati destinati ad usi culturali, all’esercizio del culto, quelli di proprietà della Santa Sede, quelli appartenenti alle organizzazioni internazionali e agli Stati esteri, i fabbricati dichiarati inabitabili o inagibili.

Sono altresì esclusi dal pagamento di questa tassa, i terreni agricoli e quelli incolti. Inoltre, il singolo comune può prevedere delle esenzioni, o in alternativa delle riduzioni, in specifici casi, come per esempio per i fabbricati rurali abitabili, per soggetti occupanti che risiedono per più di 6 mesi all’estero o per le abitazioni con un solo occupante.

Chi deve pagare l’IMU

L’IMU si paga per le seconde case, per gli immobili locati, per i fabbricati produttivi, per le aree edificabili, per gli immobili rurali strumentali e per le abitazioni principali (solo se considerate di lusso). L’imposta municipale unica deve altresì essere corrisposta dagli usufruttuari ( cioè da chi gode del bene immobiliare a tempo determinato), dall’ex coniuge al quale la casa è stata assegnata e dal locatario ( colui che usufruisce del bene nel caso di di immobili concessi in leasing).

Chi è escluso

Come già specificato l’IMU non è dovuta per l’abitazione principale, e non è prevista per le case popolari e per gli immobili di cooperative edilizie a proprietà indivisa (se adibiti a ad abitazione). Più in generale sono esclusi dal pagamento dell’IMU tutti gli immobili che non sono sinonimo di ricchezza come: i terreni che si trovano in aree montane o collinari dei comuni considerati totalmente montani, serre, vasche per l’irrigazione e le tettoie.  Esenti anche gli edifici ad uso istituzionale o religioso.

Scadenze da ricordare, cosa fare in caso di inadempienza

Il pagamento di TASI e IMU prevede il versamento di un acconto (entro il 16 giugno) e un saldo in data 16 dicembre. Le tasse possono essere pagate con bollettino di conto corrente postale o tramite F24.

Nel caso in cui vi siate dimenticati di pagare l’acconto di IMU e TASI si può avviare un ravvedimento operoso (entro un anno), che consiste in una sanzione ridotta a fronte di un pagamento tempestivo.

Esistono diversi tipi di ravvedimento operoso:

  • Ravvedimento Sprint: con pagamento entro 14 giorni dal termine, ovvero il 30 giugno, con sanzione pari allo 0,2% sull’importo da versare.
  • Ravvedimento Breve: tra il quindicesimo e il trentesimo giorno dopo la scadenza con un interesse giornaliero del 3%.
  • Ravvedimento Medio: per un ritardo dai 30 ai 90 giorni con un interesse giornaliero del 3,33%.
  • Ravvedimento Lungo: dai 90 giorni fino al giugno 2017, con una sanzione fissa del 3,75% sul dovuto in aggiunta agli interessi giornalieri.
  • Dopo un anno: non è più possibile mettersi in regola.

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