Mutuo casa, arriva il decreto legge che tutela i consumatori

 

Che cosa cambia perché vuole accendere un mutuo?
Il 2017 rappresenta un anno di svolta per i consumatori che, grazie al decreto mutui n. 72/2016, approvato a maggio del 2016 ed entrato in vigore nel mese di novembre, godranno di una maggiore tutela e trasparenza.
L’anno appena concluso ha fatto registrare un incremento dell’acquisto delle case e, analizzando gli ultimi dati, nei prossimi 12 mesi questa tendenza continuerà ad aumentare.

Prospetto informativo europeo standardizzato
In base all’ultimo decreto, chiunque voglia accendere un mutuo, dovrà avere accesso ad informazioni trasparente e chiare per questo il Pies (Prospetto Informativo Europeo Standardizzato) dovrà contenere tutte le informazioni relative alle commissioni bancarie, al tasso di interesse e al tasso annuo effettivo globale (TAEG).

Annunci pubblicitari chiari
Nessuno sconto neanche per le pubblicità, al loro interno dovrà essere presente un esempio pratico per il calcolo del muto indicando anche il tasso di interesse, altrimenti dovrà essere presente una scritta in cui si indica al consumatore dove reperire informazioni più precise.

Clausola anti insolvenza nel contratto
Con il nuovo testo, il pignoramento di un immobile avviene dopo il ritardato pagamento 18 mensilità del mutuo e non più di 7 rate. Questa clausola però, può essere applicata solo se inserita all’interno del contratto stipulato tra le parti.

Fondo di solidarietà statale
Non riuscite a pagare l’affitto? Grazie al decreto potrete interrompere per massimo 18 mesi il pagamento delle rate usufruendo del Fondo di Solidarietà dello Stato. Inoltre, tale sospensione non comporta nessuna ulteriore spesa di istruttoria, commissione o richiesta di garanzie aggiuntive.

Preventivo e perizie della banca
Per poter valutare le diverse offerte degli Istituti di Credito, il preventivo che viene rilasciato è gratuito e vincolante per sette giorni. Durante questo arco di tempo, non possono essere modificate le condizioni contrattuali. Ci sono novità anche sul fronte delle perizie che, per poter essere valide, dovranno essere rilasciate da professionisti iscritti ad appositi albi e con un’esperienza di almeno tre anni.

Per ulteriori informazioni potete consultare il sito della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

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