Quali sono i permessi da chiedere per le pratiche edilizie

 

Nel nostro Paese, ormai da diversi decenni, è necessario ottenere i permessi per costruire e per effettuare particolari tipi di ristrutturazione.

Sebbene si tratti di operazioni praticamente all’ordine del giorno, in realtà non è così semplice districarsi tra le pratiche edilizie in Italia a causa di una burocrazia molto complessa che rende tutto molto più difficile.

Inoltre, vengono spesso effettuate delle modifiche e dei cambiamenti nelle pratiche e nell’iter, tali che se non si conoscono perfettamente le novità è ancor più difficile districarsi. Purtroppo, come si suole dire, la legge non ammette ignoranza e chiunque voglia cimentarsi nella realizzazione di un nuovo fabbricato o voglia effettuare dei lavori di ristrutturazione su un edificio in essere, deve necessariamente conoscere tutto quello che è necessario fare per ottenere i permessi da parte degli organi preposti.

Le procedure sono diverse caso per caso e questo causa spesso una profonda frustrazione da parte dei cittadini che, non trovando i giusti riscontri nella pubblica amministrazione quando desiderano avere informazioni o essere guidati, magari rinunciano a mettere in opera il loro progetto.

Cercando di fare un po’ di chiarezza, è necessario reperire le informazioni nel Comune e nella Regione di appartenenza: ognuna, infatti, ha una propria normativa, che spesso non coincide con quelle di altre amministrazioni e non sono nemmeno rari i casi in cui per il disbrigo di una stessa pratica si venga rimbalzati da un’ufficio a un’altro, senza concludere nulla.

Questa situazione aveva raggiunto livelli di caos molto elevati e per questo motivo recentemente è stato introdotto un nuovo pacchetto di norme e di soluzioni che hanno il compito di semplificare la richiesta dei permessi per le pratiche edilizie.

Il decreto legge Madia approvato nel 2016 è stato progettato e realizzato per fare ai cittadini e alle imprese dei punti di riferimento stabili e concreti a cui potersi rivolgere per sbrigare tutte le pratiche burocratiche.

In questo decreto sono state incluse anche tutte le diverse modifiche ai documenti, che sono stati modificati in un’ottica di maggiore semplicità modulistica, per evitare la produzione di innumerevoli documenti per un solo lavoro.

CIL: Abolizione della comunicazione di inizio lavori

Il primo intervento apportato dal Decreto Madia è l’abolizione della Comunicazione di Inizio Lavori (CIL): questo documento era prima indispensabile mentre oggi tutti gli interventi che lo richiedevano, quindi opere di ristrutturazione leggera ordinaria, possono essere eseguite liberamente senza dover dare nessuna informativa all’amministrazione comunale di riferimento.

Sono, quindi, da intendersi libere, tutte le attività di tinteggiatura interna, di pavimentazione interna ed esterna, le operazioni di installazione dei pannelli fotovoltaici a patto che l’edificio in questione non rientri all’interno dei confini della zona storica cittadina.

Sono libere da CIL anche le installazioni di sistemi di condizionamento aria-aria che abbiano una potenza nominale non superiore a 12 Kwh e gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, esclusi quelli che implicano la realizzazione di sistemi di ascensori o che, comunque, possono modificare la struttura dell’edificio.

Gli unici casi in cui i comuni richiedono ancora la CIL sono quelli che prevedono la realizzazione di opere atte a soddisfare esigenze contingenti ma temporanee, che quindi vengono distrutte o eliminate entro 90 giorni dalla loro realizzazione.

CILA: Dichiarazione di inizio lavori asseverata

Diversa, invece, è la dichiarazione di inizio lavori asseverata (CILA) per la quale è necessario rivolgersi a un professionista specializzato. E’ una pratica edilizia che viene utilizzata in tutti i casi che non rientrano nella pratica libera e nella richiesta del permesso di costruire.

SCIAO: Segnalazione certificata di inizio attivita

La SCIA “Segnalazione Certificata di Inizio Attività” è il documento maggiormente utilizzato, perché è quello che regolamenta la maggior parte delle operazioni edili non libere. Si tratta in particolare di lavori di edilizia straordinaria che interessano principalmente tutte le parti strutturali dell’immobile.

Anche, e soprattutto nel caso in cui si decida di effettuare interventi di ristrutturazione, sia su nuovi edifici e ancor di più su edifici di interesse storico è necessario presentare la SCIA. In alcuni casi, una volta presentata la comunicazione, potrebbe essere necessario attendere la verifica da parte degli organi del comune per verificare che sia tutto a norma.

Così come accaduto per la CIL, anche il permesso di costruire è stato notevolmente ridimensionato nella sua funzionalità con l’ingresso della SCIA. E’ necessario quando si intende realizzare un nuovo edificio o ampliarne uno esistente.

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