Qualità della vita fa rima con Alto Adige

 

Dove si vive meglio in Italia? In Alto Adige, almeno secondo l’indagine “Borghi felici 2015”, elaborata dal centro studi sintesi per “Il Sole 24 Ore”. A partire dalla lista degli 8 mila comuni italiani (tra i 5 mila e i 50 mila abitanti), si è proceduto ad una selezione basata su 47 indicatori tra cui le condizioni di vita materiali, lavoro, istruzione e cultura, partecipazione alla vita politica, rapporti sociali, sicurezza, ambiente, etc. Le prime tre posizioni sono saldamente in mano al Sud Tirolo: Brunico, Vipiteno, Egna. Se invece consideriamo le grandi città, Bolzano è al primo posto, Trento (l’altra provincia autonoma) al terzo.

Christmas Market in front of the Brixen´s cathedral (Duomo di Bressanone) in South Tyrol.

Mercatino di Natale di fronte al Duomo di Bressanone in Sud Tirolo.

MERCATO IMMOBILIARE ALTO ATESINO

I dati parlano chiaro. Merito anche e soprattutto di un’economia che funziona grazie a tante piccole e medie imprese. E ad alcune aziende familiari diventate veri e propri colossi. Da queste parti, quindi, si vive bene. Anche perché il sistema funziona: proprio la qualità degli indicatori economici, infatti, è uno dei parametri scelti per stilare la classifica, in un’area geografica che vede la sua economia crescere costantemente. A contribuire al successo dell’economia altoatesina, al fianco di una nutrita pattuglia di piccole-medie imprese che garantisce il 72% dell’occupazione complessiva locale, vi sono alcuni grandi marchi di successo che hanno un denominatore comune, oltre a quello geografico: sono imprese a conduzione familiare, in grado di coniugare tradizione e innovazione. Il nome più conosciuto è senza dubbio Loacker, nota azienda dolciaria nata vent’anni fa come piccola pasticceria nel centro di Bolzano, oggi con più di 800 collaboratori e un fatturato di 313 milioni di euro. Un altro leader del settore alimentare è il gruppo Forst, birreria fondata nel 1857 a Merano e ancora oggi di proprietà della famiglia Fuchs: attualmente fattura oltre 90 milioni di euro e dà lavoro a oltre 300 persone.

Ma l’Alto Adige è anche terra di alpinisti. Non a caso, qui ha sede uno dei principali marchi di abbigliamento sportivo: Salewa, portata al successo dall’altoatesino Heiner Oberrauch, 214 milioni di euro di fatturato e in totale dà lavoro a 600collaboratori. E ancora Thun, l’azienda dei famosi angioletti in ceramica, Wurth e altre ancora.

Ma è solo una questione economica?

Non è un caso che in provincia di Bolzano esista un numero di imprenditori e liberi professionisti sopra la media; non è un caso che le persone, qui, abbiano fama di essere motivate, energiche e produttive. Che si tratti di mondo del lavoro, di infrastrutture o di pubblica amministrazione: nella provincia più settentrionale d’Italia le cose funzionano in maniera più semplice.

Questo non è comunque l’unico motivo per il quale l’Alto Adige occupa la posizione di vertice nella classifica nazionale della qualità della vita. Ciò che attira circa 6 milioni di turisti ogni anno, arricchisce ovviamente anche le persone che qui vivono e lavorano. Un posto di lavoro con vista su un’imponente catena montuosa o su fertili colline vinicole riporta lo sguardo all’essenziale e facilita il recupero della concentrazione perduta a causa dell’incessante pulsare delle metropoli. La locale tradizione rurale o artigianale, ricca di secoli di storia ha la capacità di donare nuovi stimoli ai creativi. Chi invece vuole liberare la mente prima di un importante meeting o dopo una notte di lavoro, in 15 minuti può raggiungere l’altipiano.

Inoltre, gli stimoli sociali sono garantiti dal fermento della vita associativa, culturale e ricreativa (tradizioni, senso di appartenenza, sport, benessere, etc.); sono un altro punto vitale apportato allo stile di vita del “buon vivere” e da queste parti, in questo senso, c’è grande e continuo fermento.

E non dimentichiamo la festa del gusto che ogni giorno si consuma e celebra in Alto Adige: dal caffè espresso del mattino al bar o dal pranzo con i colleghi o, ancora, con la cena alla sagra del villaggio. Che un piatto di spaetzle fatti in casa o un menù degustazione di salumi e formaggi locali, magari innaffiato da un buon calice di Lagrein, possa incrementare la produttività lavorativa a breve termine, resta senz’altro da verificare. Sul lungo termine, però, saranno probabilmente in grado di conferire alla qualità della vita un valore aggiunto davvero considerevole!

Comprare e vendere in Alto Adige, alcuni dati

IMMOBILI IN ACQUISTO – BOLZANO CITTA: 3.800/5.000 €/M2
IMMOBILI IN ACQUISTO – BOLZANO PROVINCIA: 2.500/3.000 €/M2 Rispetto all’anno precedente, si segnala una sostanziale stabilità a Bolzano e un leggero aumento negli altri comuni; i valori massimi sono superiori ai 4.000 €/m2 in 17 realtà comunali, comprendenti Bolzano, Bressanone, i relativi comuni di cinta e i comuni turistici dell’area dolomitica; si hanno valori massimi inferiori a 2.000 €/m2 nei comuni periferici, soprattutto ubicati nella parte occidentale e settentrionale della provincia.

IMMOBILI IN AFFITTO – BOLZANO CITTA: 11/15 €/M2
IMMOBILI IN AFFITTO – BOLZANO PROVINCIA: 7/11 €/M2

TERRENI
I costi dei terreni, parte fondamentale nella determinazione del valore di un immobile, variano mediamente, in centro edificato, tra 295 e 432 €/m2. Nel capoluogo tali costi sono 4 volte superiori.

(fonte: www.altoadige.gelocal.it)

 

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