Seconda casa: gli stranieri preferiscono i piccoli borghi

 

L’Italia nascosta, l’Italia dei piccoli borghi di provincia è un patrimonio artistico e culturale infinito che il mondo ci invidia. Oltre alle grandi città, oltre ai grandi centri d’arte conosciuti per la loro bellezza e la loro storia, il territorio italiano è costellato di paesi che ai più potrebbero non dire nulla ma che, in realtà, sono dei piccoli capolavori di architettura che si sono conservati nonostante il tempo che passa. Tuttavia, negli ultimi anni sembra ci sia una vera e propria inversione di rotta, soprattutto grazie a un impulso che proviene dall’estero e che sta portando sempre più stranieri a innamorarsi e a investire nelle piccole realtà urbane della provincia italiana.

C’è stato un periodo in cui gli investitori puntavano ingenti capitali nelle nostre grandi città d’arte, in particolare sull’asse Venezia-Firenze-Roma. Questa corsa all’acquisto ha fatto impennare vertiginosamente i prezzi delle case e ha letteralmente saturato il mercato. Trovare, oggi, una casa in centro a Firenze è impresa quasi impossibile e trovarla a un prezzo ragionevole, sui livelli di mercato, lo è ancora di più. Forse per questo o, forse, perché attratti dal gusto della scoperta, sempre più stranieri scelgono la provincia italiana e non solo quella a ridosso delle grandi città d’arte.

Da nord a sud, infatti, dalle campagne alla costa, gli stranieri stanno popolando i piccoli borghi ormai dimenticati, che a partire dagli anni Trenta hanno iniziato a spopolarsi per via dei flussi emigratori che hanno portato gli abitanti a stanziare nelle grandi città. Sono delle perle di rara bellezza dove ancora sopravvivono le classiche abitazioni basse, spesso in pietra, ormai scomparse dalle nostre città per far posto ai colossi di mattoni e di cemento armato.

Un caso esemplare di questa nuova fase degli investimenti immobiliari stranieri in Italia è quello di Caccamo, un borgo dell’entroterra palermitano ad appena 10km dallo splendido mare siciliano, dove negli ultimi anni oltre 100 stranieri hanno deciso di acquistare una casa, spesso quella delle vacanze.

Tuttavia, non sono pochi coloro che, una volta raggiunta la pensione, scelgono questi incantevoli borghi come buen ritiro, dove trascorrere lunghi mesi di relax. I prezzi d’acquisto da queste parti sono ancora abbordabili e per uno splendido appartamento di 80mq, su cui effettuare qualche piccolo lavoro di ristrutturazione, possono bastare 30mila euro. Sono cifre allettanti per chi ha un piccolo capitale da parte e vuole investire in sicurezza, anche nell’ottica di una rendita assicurata.

Caccamo è solo uno dei borghi tra i più amati dagli stranieri: sempre in Sicilia, infatti, è la deliziosa Ortigia ad attirare le attenzioni degli investitori. Ci sono poi le colline dell’aretino e quelle lucchesi, le bellissime terre delle Langhe, dove sono ambiti i casolari con i vigneti annessi.

Sempre in cima alle preferenze degli investitori stranieri, poi, ci sono i grandi laghi italiani: da quello di Garda a quello Maggiore, passando per l’iconico Lago di Como o al lago d’Orta con la splendita Isola di San Giulio, chi davvero desidera acquistare una casa sulle loro sponde non bada spesso a spese e spende fino a 8mila euro al metro quadrato per una villa che si affaccia sullo specchio d’acqua.

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Tuttavia, ovviamente, vanno per la maggiore le case dei paesi sconosciuti, quelle che necessitano di qualche intervento amorevole per tornare agli antichi splendori, che hanno un costo medio di circa 200/300 euro al metro quadrato.
Le case dei piccoli borghi, una volta che sono state ristrutturate, nella maggior parte dei casi vengono affittate come appartamenti vacanza nei periodi in cui non sono abitate dai loro proprietari.

La sharing economy ha spalancato le porte a un nuovo tipo di mercato immobiliare: Airbnb è una delle realtà più attive in questo senso, anche e soprattutto per l’impegno nella valorizzazione delle tradizioni territoriali. Il colosso americano ha da poco stanziato un fondo per perseguire questo obiettivo e supportare le amministrazioni locali, che da qualche tempo possono contare anche sull’aiuto della Comunità Europea e del Governo Italiano, grazie al piano strategico per il turismo, che ha l’obiettivo di sostenere concretamente le piccole realtà di provincia, la vera ricchezza del nostro Paese.

Turisti scandinavi ma, soprattutto, tedeschi, inglesi e francesi, visitano queste località quasi per caso, spinti dalla curiosità, per poi innamorarsene e lasciarci il cuore, eleggendole come loro seconda casa.

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