Acqua in Italia: tra sprechi e cattive abitudini

 

L’acqua è un bene di cui si può fruire in qualsiasi immobile, e non riusciremmo neppure a immaginare un’abitazione, un ufficio o un altro tipo di contesto privo di rubinetti funzionanti.

L’acqua: un bene che non può essere sprecato

Abbiamo la fortuna di poter disporre dell’acqua per tutte le nostre esigenze quotidiane, dunque, ma ciò non significa che possiamo permetterci di sprecare questo bene così prezioso.
La domanda di acqua da parte delle popolazioni mondiali sta crescendo, e in un futuro non lontano la medesima potrebbe scarseggiare in maniera preoccupante.
Già oggi, d’altronde, in tante zone del mondo l’acqua è un vero e proprio lusso, e si stima che siano circa 2 miliardi le persone che non possono fruire di questo servizio.
L’allarme scarsità, come detto, si sta facendo più serio, sia perché la popolazione a livello mondiale sta crescendo, e sia perché il pianeta sta subendo alcuni cambiamenti non irrilevanti, come ad esempio dei costanti e preoccupanti processi di deforestazione.

Le proposte dell’ONU per fronteggiare la scarsità idrica

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, la quale è ricorsa lo scorso 22 marzo, l’ONU ha indicato una serie di soluzioni che potrebbero rivelarsi preziosissime per fronteggiare le emergenze idriche che verranno a presentarsi in tutta la loro problematicità nei prossimi decenni.
Una delle strade suggerite è appunto quella di prevenire la siccità favorendo dei processi di riforestazione e realizzando delle aree verdi.
Parallelamente a questi aspetti, ovviamente, è fondamentale che le popolazioni che oggi non hanno problemi nella fruizione dell’acqua seguano dei comportamenti virtuosi e interiorizzino il fatto che questa risorsa è limitata, e in quanto tale deve essere sempre utilizzata con razionalità.

Italiani e fruizione dell’acqua: abitudini poco virtuose

É molto interessante un’indagine condotta da In a Bottle relativa appunto alle abitudini degli italiani per quel che riguarda l’utilizzo dell’acqua nelle loro abitazioni.
La popolazione tricolore, purtroppo, non è particolarmente attenta ad evitare gli sprechi idrici: un italiano su 3 dichiara infatti di non fare neppure caso a tali aspetti.
Il 27% degli italiani lascia scorrere l’acqua mentre lava i denti, e se tutti interiorizzassero l’abitudine di chiudere sempre il rubinetto, anche solo per pochi secondi, si riuscirebbero a risparmiare quantità esorbitanti di acqua a livello nazionale.
Analogo discorso vale per gli uomini che fanno la barba: ben il 33% afferma infatti di lasciare il rubinetto aperto durante la rasatura prima di procedere con il risciacquo.

Comportamenti preziosi per razionalizzare il consumo d’acqua

Per evitare gli sprechi è molto opportuno preferire la doccia al bagno in vasca: optando per la prima soluzione, infatti, si consumano delle quantità di acqua inferiori fino al 70%.
Ovviamente è fondamentale accertarsi che la doccia sia in condizioni impeccabili e che non abbia delle perdite quando non è utilizzata: una doccia gocciolante può infatti implicare degli sprechi nell’ordine di oltre centinaia di litri annui.
Altri suggerimenti preziosi per chi desidera ridurre al minimo gli sprechi sono quelli di evitare di lavare le mani con dei getti d’acqua troppo forti, di utilizzare lavatrici e lavastoviglie solo quando sono a pieno carico, di evitare di lavare da soli la propria auto.

Le abitudini degli italiani relative all’acqua da bere

Sono assai interessanti anche alcuni studi relativi alle preferenze degli italiani per quel che riguarda l’acqua da bere.
Una ricerca realizzata da Lifegate in collaborazione con Culligan e con l’Istituto di ricerca Eumetra MR ha messo in evidenza il fatto che il 67% della popolazione tricolore preferisce acquistare l’acqua da bere nelle tradizionali bottiglie in plastica.
Le ragioni di questa tendenza sono diverse: c’è chi reputa l’acqua confezionata maggiormente sicura, chi la ritiene più pratica nel suo utilizzo e chi semplicemente ne preferisce il gusto.
Il 27% della popolazione fa ricorso all’acqua di rubinetto depurata, anche in questo caso per ragioni variegate, mentre il 18% beve acqua di rubinetto non sottoposta ad alcun processo di depurazione.
Gli italiani pretendono dunque delle maggiori garanzie di sicurezza per quel che riguarda la possibilità di bere l’acqua che sgorga nei loro rubinetti, e in tale ottica è molto significativo il fatto che la Commissione Europea abbia deciso di revisionare la direttiva 98/83/CE riguardante le acque potabili.

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