Affitti agevolati e canone ridotto, la classe energetica pesa fino al 10%

 

Canone ridotto per gli immobili di bassa classe energetica

Se hai una casa da affittare o ne stai cercando una, dovrai tenere presente i nuovi accordi territoriali sugli affitti agevolati. Da oggi il loro canone è determinato in base a numerosi criteri, tra cui il livello di efficienza energetica e le eventuali opere recenti di ristrutturazione dell’immobile.
Attualmente sono stati raggiunti 9 accordi sui contratti di locazione a canone concordato, temporanea o agli studenti universitari. Ad essi vengono applicati i criteri stabiliti dal Decreto emanato dal Ministero delle Infrastrutture il 16 gennaio 2017 e quelli del protocollo integrativo sottoscritto a Reggio Calabria. Secondo la Legge 431/1998, l’Accordo Nazionale per i contratti di locazione degli immobili destinati ad uso abitativo va rinnovato ogni 3 anni mediante l’intesa tra le associazioni nazionali dei proprietari e degli inquilini.
Le città riprendono i contenuti dell’intesa nazionale adattandoli al contesto locale, siglando degli specifici accordi che stabiliscono per ognuna le procedure e i fattori da valutare nella determinazione dei canoni di affitto di un immobile.
Per conoscere l’importo dei canoni concordati devi fare riferimento ai canoni-base previsti da ogni accordo territoriale, considerando anche gli elementi costruttivi che determinano il pregio dell’immobile. Ad esso devi aggiungere altri incrementi percentuali: se la casa è ammobiliata; se il contratto ha una durata superiore ai 3 anni; infine se sono presenti delle caratteristiche favorevoli per gli inquilini. Una novità recente, che ti farà risparmiare se cerchi un immobile in affitto, è che il canone si riduce in presenza di elementi negativi come la bassa classe energetica.

Attestazioni per il corretto calcolo del canone di locazione

In qualità di locatore o di conduttore potrai essere assistito da un’organizzazione per definire il contratto di locazione in maniera corretta. Puoi affidarti ad essa in maniera volontaria, dato che il DM del 16 gennaio 2017 prevede la possibilità di sottoscrivere contratti anche senza richiedere l’assistenza. Il nuovo Decreto stabilisce che gli accordi territoriali debbano definire “le modalità di attestazione, da eseguirsi, sulla base degli elementi oggettivi dichiarati dalle parti contrattuali, a cura e con assunzione di responsabilità, da parte di almeno una organizzazione firmataria dell’accordo, della rispondenza nel contenuto economico e normativo del contratto dell’accordo stesso, anche con riguardo alle agevolazioni fiscali”.
L’obiettivo dell’attestazione è certificare il corretto calcolo del canone, che non deve superare l’importo massimo previsto. Tuttavia la norma risulta poco chiara e lascia spazio a più interpretazioni, che potrebbero comprometterne l’efficacia.
In ogni caso, sia l’Agenzia delle Entrate che i Comuni avranno un elemento in più da considerare, ossia che il contratto a canone concordato abbia o meno previsto l’assistenza e quindi l’attestazione. Il Fisco è tenuto al controllo di ognuno per verificare che sia conforme alla Legge 431. Se opportuno, potrà negare al locatore di beneficiare dell’applicazione della “cedolare secca” con aliquota al 10% o di dedurre le tasse ordinarie del 30% per Irpef e Registro, in caso di mancato rispetto dei parametri stabiliti dalle intese locali. I Comuni avranno la facoltà di concedere sconti sulle tasse locali Imu e Tasi subordinandole al possesso di determinati requisiti, come il regolare versamento delle imposte da parte del proprietario.

Le nuove intese e il peso della classe energetica dell’edificio

Il nuovo Decreto Ministeriale non implica in automatico la decadenza degli accordi territoriali vigenti. Le organizzazioni di proprietari e inquilini hanno la facoltà di siglarne nuovi nell’immediato, ma probabilmente lo faranno via via che i vecchi giungeranno alla naturale scadenza. Nell’attesa, non sei però tenuto ad adeguare un contratto vigente alla nuova legge.
I canoni di riferimento per l’affitto di un alloggio cambiano a seconda della città, ma alcuni fattori comuni contribuiscono alla loro determinazione. Tra di essi, la classificazione energetica dell’edificio ha un ruolo di primo piano: a seconda del suo livello, gli importi possono cambiare in maniera significativa, avvantaggiandoti in quanto proprietario oppure affittuario. Per esempio, se vivi a Bergamo in un immobile di pregio appartenente ad una classe energetica inferiore alla B potrai risparmiare fino al 7% del canone di affitto. Se devi affittare a Jesolo un’abitazione di classe elevata, A o B, potrai guadagnare fino al 10% in più; risparmierai la stessa quota se prendi in affitto un immobile di classe energetica bassa, F o G. Per qualsiasi dubbio e ricevere una consulenza personalizzata rivolgiti all’Agenzia Tempocasa. Un team di esperti metterà a disposizione tutta la sua professionalità ed esperienza per aiutarti a trovare in breve tempo la soluzione migliore per te!

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