Agenti immobiliari e Covid-19: ecco come si è evoluta la professione

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Agenti immobiliari e codiv-19

Da sempre le professioni si evolvono per rispondere alle esigenze del proprio mercato di riferimento. E il settore immobiliare non fa eccezione. Quest’anno, in particolare, il comparto del Real Estate è stato chiamato a una sfida impensabile fino a poco tempo prima: portare uno dei mestieri più vecchi del mondo dalle piazze cittadine a quelle virtuali. Di fronte all’impossibilità di continuare a svolgere il proprio lavoro nel modo canonico, la risposta della categoria non si è fatta attendere. Così tutti (o quasi) nell’ambiente hanno abbandonato carta e penna e trasferito online tutte le loro competenze. Si è andata cioè a delineare una nuova figura: quella dell’agente immobiliare 3.0. Un agente multitasking che ha saputo fare della tecnologia e del digital i suoi più fedeli alleati.

A questo punto, però, viene da chiedersi: che impatto avrà sulla professione la rivoluzione apportata dal Covid-19? L’agente 3.0 continuerà ad esistere anche a pandemia finita? Gruppo Tempocasa ha provato a dare una risposta al quesito, a partire da un’analisi effettuata sugli strumenti utilizzati dalla rete biancoverde nei mesi estivi. Quando cioè l’allarme Coronavirus sembrava essere rientrato.
Dal sondaggio realizzato dal Dipartimento risorse umane è emerso che il 75% del campione rappresentativo intervistato ha dichiarato di aver continuato a utilizzare – dal momento della sua introduzione, avvenuta nel marzo scorso, a settembre 2020 – la firma in OTP (ossia la firma digitale che, in modo veloce e sicuro, permette di firmare i documenti anche a distanza). Insomma, anche nei mesi più caldi dell’anno, quando si pensava di essere tornati a una certa normalità, gli agenti Tempocasa non hanno fatto a meno di questo prezioso alleato per smarcare la maggior parte delle incombenze quotidiane. Non solo. Il 69% ha dichiarato di aver continuato a preferire la modalità digitale – a quella in presenza – per le riunioni e corsi di formazione.

Tra i dati più significativi emersi dallo studio, inoltre, ci sono quelli relativi agli “Open House” (letteralmente “Casa aperta”), ovvero alla modalità di visione degli appartamenti che consente a più persone di visionare lo stesso immobile in un determinato giorno e orario. Sebbene questo strumento sia da anni largamente utilizzato nel settore, il 90% dei titolari Tempocasa intervistati ha dichiarato di non averlo mai utilizzato prima del lockdown. Una tendenza che si è letteralmente capovolta durante i primi mesi della pandemia, quando la versione (ovviamente) 3.0 degli Open House è stata riproposta almeno una volta dall’intero campione, e che ha continuato ad avere seguito anche nel periodo maggio-settembre. Allo stesso modo anche gli appuntamenti virtuali – supportati da strumenti all’avanguardia come i matterport (virtual tour totalmente immersivi e innovativi) – sono diventati la normalità.

Un risultato sicuramente significativo che si va a sommare a un altro dato interessante: quello relativo all’utilizzo dei digital devices in senso più ampio. Dall’indagine emerge infatti che fino a marzo 2020 più della metà del campione intervistato utilizzava in maniera sporadica gli strumenti messi a sua disposizione dalla casa madre, mentre anche dopo il 4 maggio il 40% della rete ha continuato a sfruttare regolarmente queste tecnologie per più della metà delle attività quotidiane.

E qual è il percepito degli agenti Tempocasa? La stragrande maggioranza degli intervistati ha dichiarato di sentirsi sicuro a utilizzare questi nuovi strumenti e ha affermato di volerli continuare a utilizzare. La pandemia, in altre parole, pare abbia abbattuto il muro della diffidenza che il settore immobiliare aveva da sempre avuto nei confronti di tutto ciò che è digital.

«I risultati ottenuti nei mesi di lockdown sono quasi stati inaspettati da un certo punto di vista. Ma sono arrivati grazie a una rete che ha saputo muoversi compatta in un periodo di grandi difficoltà, sperimentando e facendo dell’innovazione il suo punto di forza. Tutte le novità tecnologiche sono state fondamentali per il raggiungimento di questi importanti risultati. Tra tutte, sicuramente, hanno avuto un ruolo centrale gli Open House 3.0 e le consulenze in digitale che, se possibile, hanno avvicinato ancora di più cliente e consulente, proprio in un momento in cui le pareti delle nostre abitazioni avevano provato a dividerci. In Tempocasa non ci siamo davvero mai fermati e abbiamo scoperto che le limitazioni non ci avevano penalizzato. Anzi, semmai, ci avevano rafforzato e avevano ampliato la nostra vision. Per questo sono sicura che la tecnologia continuerà ad essere un elemento fondante per la nostra rete», commenta Valerio Vacca, direttore comunicazione e marketing.

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