APPROFONDIMENTO | Mutui: mai così tante richieste negli ultimi 10 anni

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Megna: Mutui primo quadrimestre 2021
Megna: Mutui primo quadrimestre 2021

L’abbiamo detto e ridetto, ma una volta in più di certo non guasta: la pandemia ha completamente trasformato i nostri modelli abitativi. E la casa, oggi, è al centro non solo della vita familiare, ma anche di quella lavorativa, sociale e relazionale. Questo cambio di paradigma, sommato agli incentivi fiscali messi in campo dallo Stato, ha spinto molti a cercare nuove soluzioni.

Lo dimostra la crescita del numero di mutui nei primi mesi del 2021 che – rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando il settore era stato congelato dal primo lockdown a marzo e aprile – ha segnato picchi significativi. Anche l’importo medio richiesto, legato in molti casi a ricerca di case più grandi, ha registrato un incremento.

Ma vediamo la situazione più nel dettaglio. Il quadro che emerge dall’analisi delle richieste indica un aumento dell’80% circa rispetto ad aprile 2020. L’impennata della domanda nelle ultime settimane va attribuita alla vivacità dei richiedenti al di sotto dei 35 anni, quantificabili nel 30% circa del totale (era il 25,3% un anno fa).

Non solo. Se si considera il mese di aprile, i volumi di richieste di mutuo sono i più elevati in assoluto degli ultimi 10 anni. Un record che è sicuramente favorito dal crescente miglioramento del clima di fiducia, ma anche dai notevoli vantaggi offerti da tassi di interesse ai minimi storici e da prezzi ancora contenuti.

Sul fronte creditizio in particolare scende l’importo medio richiesto, che si attesta a 138.000 euro circa. Si tratta comunque del valore più elevato dell’ultimo anno. Per quanto riguarda la distribuzione per fascia di importo, le richieste tra i 100.000 e i 150.000 euro rimangono (esattamente come nel 2020) la soluzione preferita dagli italiani (circa il 35% del totale). Al secondo posto (con il 25%) la classe di importo tra 150.000 e 300.000 euro, mentre i valori al di sotto dei 100.000 euro contraddistinguono 4 richieste su 10. Con riferimento alla durata, in cima alle preferenze si conferma la fascia compresa tra i 25 e i 30 anni. Il fatto che quasi 7 richieste su 10 prevedono piani di rimborso superiori ai 15 anni è una conferma della prudenza delle famiglie italiane, che tendono a distribuire la restituzione del finanziamento su un orizzonte temporale adeguatamente lungo, nel tentativo di ridurre quanto più possibile il peso delle rate sul bilancio familiare. Il 35% circa dei richiedenti appartiene alla classe di età compresa tra i 35 e i 45 anni.

A tutto questo si aggiunge il recente provvedimento del Governo (decreto sostegni bis) che prevede agevolazioni per l’acquisto dell’abitazione per i giovani fino ai 36 anni: per le compravendite fino al 30.6.2022 è stata infatti prevista l’esenzione dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale e del credito d’imposta pari all’imposta IVA, per le vendite che sono soggette all’imposta sul valore aggiunto.

Sui mutui per acquistare l’abitazione principale è stata inoltre eliminata l’imposta sostitutiva. E per i giovani con ISEE inferiore a 40.000 euro è anche prevista la garanzia dello Stato all’80 per cento.

Le conseguenze? Per il futuro prossimo ci si può attendere un ulteriore consolidamento del peso di questo segmento di clientela.


Francesco - Megna

Approfondimento a cura di

Francesco Megna
Referente commerciale Banca 
Dopo venticinque anni nei panni di Direttore di filiale in Istituti di Credito di medie dimensioni, da due anni lavora come referente commerciale.