Legge di Stabilità 2018: Bonus 50% per diagnosi energetiche e sismiche

 

La Legge di Stabilità del 2017, prorogata ufficialmente per tutto il 2018, aveva messo a disposizione dei cittadini la possibilità di scalare, in sede di dichiarazione dei redditi, il 50% dei costi di ristrutturazione ai fini di una migliore coibentazione termica. Una nuova proposta è al vaglio del Parlamento in queste ore: quella di includere, nel progetto di sgravio fiscale, anche le diagnosi energetiche e sismiche.

La Legge di Stabilità per il 2018

La Legge già approvata per tutto il 2018 ricalca esattamente quella del 2017. Sarà possibile, al momento della dichiarazione dei redditi, presentare le fatture relative ai costi di ristrutturazioni per isolare meglio le abitazioni termicamente, ed ottenere uno sgravio fiscale pari al 50% della spese effettuata. Questa Legge è stata sancita per incentivare gli italiani a risparmiare energia e, quindi, ad inquinare meno e ad ottenere bollette più leggere. Nel progetto rientrano tutte le migliorie fatte a scopo di coibentazione termica, quindi: infissi e serramenti nuovi, portoni nuovi, interventi sui muri come cappotti alle pareti esterne, contropareti e controsoffitti interni, trattamenti contro l’umidità di risalita. Inoltre, rientrano nel progetto l’acquisto e l’installazione di tutti gli impianti fornitori di energia pulita ed alternativa: impianti fotovoltaici, stufe a pellet, impianti geotermici. Chi ha deciso di non usufruire degli aiuti statali per rimettere a posto eventuali danni di un terremoto subito può, sempre in sede di dichiarazione dei redditi, ottenere uno sgravio fiscale del 50% anche sulle opere di risistemazione di case danneggiate dal sisma. Al momento, alla somma della spesa effettuata per questi interventi, può essere aggiunta anche la fattura di sopralluogo e studio preliminare, ossia la diagnosi energetica o sismica. Lo sconto fiscale sulla diagnosi energetica o sismica, però, può essere attuato solo contestualmente ad una seguente ristrutturazione, e verrà sgravata del 50%, rientrando nelle spese accessorie delle opere edili a scopo coibentante e di tutela edilizia. La proposta di Legge prevede che lo sconto fiscale possa essere applicato, in percentuale del 50%, anche alla sola diagnosi, senza l’obbigo di procedere con i lavori.

Cos’è la diagnosi energetica

La diagnosi energetica viene fatta da ditte specializzate. Un tecnico qualificato esegue un sopralluogo ed analizza la spesa sostenuta, in un anno, per l’energia elettrica, mettendola in rapporto con i dispositivi che fungono da isolanti. A quel punto saprà valutare se la casa è adeguatamente isolata e coibentata o se possono essere presi in considerazione interventi, sostituzioni, opere murarie o edili atte a risparmiare energia. Il tecnico rilascia un preventivo dell’eventuale piano di ristrutturazione, corredato da dati percentuali sui risparmi ottenibili. Il cliente ha poi facoltà di accettare e dare inizio ai lavori oppure no.

Cos’è la diagnosi sismica

La diagnosi sismica, al pari di quella energetica, prevede la valutazione di un tecnico specializzato, che possa fare un’ipotesi di rischio di danni in caso di catastrofi naturali come, ad esempio, un terremoto. La diagnosi sismica è una prevenzione importante, soprattutto per chi vive nelle zone ritenute ad alto rischio di eventi sismici. Permette, infatti, di prevenire danni ingenti, effettuando delle modifiche atte a rendere l’abitazione più resistente e sicura in caso di terremoto.

La proposta di legge per gli sgravi fiscali sulle diagnosi edili

La proposta portata in Parlamento, per la quale si attendono risposte, è quella di includere nella Legge di Stabilità del 2018 anche dei bonus per lo sconto fiscale sulle singole diagnosi edili, senza che queste debbano essere per forza seguite da ristrutturazioni. Si parla di uno sgravio sulle tasse del 50%, che verrà restituito a rate negli anni seguenti, esattamente come funziona per gli altri ecobonus. Incentivare le diagnosi energetiche e sismiche sarebbe un ottimo piano di prevenzione. Permetterebbe, infatti, di avere un dato certo sui costi sostenuti in un anno per le spese energetiche e la possibilità di valutare opzioni per risparmiare. Stesso dicasi per la diagnosi sismica: sapere cosa potrebbe succedere alla propria abitazione in caso di terremoto, permette di effettuare le modifiche ed i rinforzi necessari per prevenire la maggior parte dei danni. Questo consentirebbe una maggiore sicurezza anche per le persone, nell’eventualità che si verifichi un sisma.

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