Bonus ristrutturazione a rischio per il 2019

 

Per agevolare le ristrutturazioni ed il rinnovamento degli edifici negli ultimi anni è stato possibile usufruire del bonus ristrutturazione. Milioni di proprietari si sono serviti di questi incentivi ma il clima di cambiamento nello scenario politico italiano potrebbe far mutare la situazione.

Come funziona il bonus ristrutturazione?

Il bonus ristrutturazione prevede, a seguito di specifica richiesta in fase di dichiarazione dei redditi, il rimborso del 50% delle spese sostenute per effettuare lavori di ristrutturazione ed ammodernamento per un massimo di 96 mila euro. Questo rimborso viene spalmato in 10 anni e ricade sulle detrazioni IRPEF. Questa possibilità potrebbe però essere a disposizione degli italiani solo fino a fine anno, vediamo perché.

Possibili scenari dal 2019

Come detto, lo scenario politico fa pensare ad importanti cambiamenti in fase di legge di bilancio 2019. Il contratto di governo della maggioranza prevede investimenti importanti per la realizzazione della flat tax e per l’istituzione del reddito di cittadinanza, questo potrebbe portare in fase di bilancio a modifiche o abolizioni di bonus quali ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica e bonus 80€.
Le ipotesi sono sostanzialmente quattro. La prima, quella auspicata da chi ha in programma dei lavori di ristrutturazione, è che la proroga del decreto che ha portato il vecchio bonus dal 36% all’attuale 50% venga riconfermata anche per il prossimo anno. La seconda ipotesi vede non riconfermato il decreto e quindi il bonus verrebbe riportato al 36% con il tetto di spesa che tornerebbe a 48mila euro come era previsto fino a qualche anno fa. Potremmo anche andare incontro ad una rimodulazione del bonus o nella peggiore delle ipotesi alla completa abolizione dell’incentivo.

Cosa fare quindi?

Valutando le possibili ipotesi ci sentiamo di consigliare ai clienti che hanno già in programma dei lavori di ristrutturazione e non hanno altri impedimenti di non rischiare di perdere queste importanti agevolazioni e se necessario di anticipare l’esecuzione dei lavori in modo da affrontare tutte le spese entro dicembre 2018 ed essere sicuri di recuperare la metà di quello che si è speso.
Chi invece non è ancora convinto ed è in fase di valutazione potrebbe attendere ancora un paio di mesi e vedere se il governo si esprime a tal proposito in fase di discussione in autunno. Certo, è un discorso che potrebbe essere applicabile solo se si parla di lavori di medio-piccola entità perché ottenere le autorizzazioni necessarie per l’esecuzione di alcuni lavori potrebbe richiedere tempo ed il periodo natalizio contribuirebbe ad impedire l’inizio dei lavori entro la fine dell’anno.
Naturalmente il fattore economico ha un ruolo determinante, in quanto se da un lato è consigliabile anticipare i lavori che prevedono una spesa ingente è anche vero che oltre alle autorizzazioni bisogna disporre del capitale necessario.
In caso contrario si apre tutto un altro discorso legato a mutui e prestiti, è infatti possibile valutare dei preventivi di prestito per coprire le somme necessarie. Facendo una rapida somma degli interessi e delle spese di apertura prestito è possibile fare un confronto con le detrazioni e valutare l’effettivo risparmio, senza trascurare il fatto che il rimborso ottenuto sfruttando il bonus ristrutturazione sarà spalmato in dieci anni.

Lascia un commento