Cambiare i serramenti con il bonus fiscale

 

Il risparmio energetico degli edifici è un tema particolarmente sentito nel periodo attuale e anche il Governo italiano ha scelto di adottare contromisure efficaci nella lotta contro lo spreco e il cattivo efficientamento delle strutture residenziali e non. Tra i provvedimenti più interessanti c’è l’istituzione e la proroga del bonus fiscale per l’acquisto di finestre e serramenti che permette di ottenere una detrazione dall’Irpef in caso di lavori di riqualificazione della propria casa o del locale commerciale che si possiede. Gli estremi di questa normativa sono contenuti all’interno della legge di bilancio del 2017 per l’anno in corso, ma per avere informazioni pratiche su un determinato caso ci si può rivolgere direttamente agli esperti e ai tecnici di Tempocasa che ogni giorno si occupano di queste tematiche con alta professionalità.

Quali requisiti bisogna rispettare per ottenere il bonus fiscale

Per poter accedere alla detrazione fiscale con il bonus per l’acquisto delle nuove finestre bisogna rispettare alcuni requisiti fondamentali che, in caso non fossero osservati, potrebbero inficiare tutta la procedura. Tra i principali punti da considerare ci sono:
– gli infissi godono del bonus solamente se si tratta di edifici esistenti o in costruzione;
– rispetto agli infissi e ai serramenti precedenti, quelli nuovi devono garantire un miglioramento dell’efficientamento energetico dell’edificio;
– il bonus è concesso esclusivamente per quegli infissi che delimitano il volume riscaldato della struttura, pertanto qualsiasi finestra sia posta in una porzione di edificio non dotato di riscaldamento non godrà della detrazione fiscale;
– gli infissi nuovi devono rispettare dei precisi parametri tecnici stabiliti come i requisiti di trasmittanza imposti con decreto del ministro dello Sviluppo economico nel 2008 e rivisti nel 2010.

I limiti del bonus per l’acquisto delle finestre

Ci sono delle limitazioni da rispettare per poter beneficiare del bonus per l’acquisto delle finestre e dei serramenti, in particolare il periodo in cui richiedere la detrazione. La legge è stata prorogata fino al 31 dicembre 2018 a partire dal 1 gennaio dello stesso anno. L’entità dello sgravio fiscale ottenibile è pari al 50% della spesa sostenuta, tuttavia prima il titolare deve pagare ogni intervento eseguito e solamente in seguito potrà ottenere la metà della somma versata in 10 rate. Bisogna prestare attenzione però al tetto massimo raggiungibile nella ristrutturazione: oltre i 96.000,00€ il bonus non permette alcuna detrazione pertanto ogni incremento oltre questo valore diventerà totalmente a carico del committente.

Perché è conveniente sostituire finestre e infissi

Sostituire i vecchi infissi comporta numerosi vantaggi oltre alla possibilità di ottenere il bonus fiscale, il principale di questi è ovviamente il miglioramento energetico dell’edificio. L’installazione di prodotti moderni e tecnologicamente avanzati permette di risparmiare notevolmente sulle bollette per il riscaldamento, se paragonate infatti alle finestre tradizionali, quelle di recente sviluppo offrono un decremento di oltre il 20% della spesa per la climatizzazione dell’edificio. Inoltre comportano ulteriori note positive come la scarsa manutenzione visto l’impiego di materiali durevoli come il PVC o l’alluminio, nonché la bellezza di profili studiati non solo per essere energeticamente efficienti ma anche piacevoli alla vista e capaci di adattarsi sia ad uno stile classico che moderno.

A cosa prestare attenzione nelle procedure

Il bonus fiscale per l’acquisto e la sostituzione dei serramenti richiede una modalità di pagamento specifica ovvero tramite bonifico bancario oppure postale. Nella compilazione dello stesso bisogna indicare il codice fiscale di chi richiede la detrazione e quello della ditta che esegue i lavori di ristrutturazione. Non va dimenticato, inoltre, di immettere la causale poiché un’eventuale mancanza può risultare d’ostacolo per l’ottenimento del bonus. Qualora ci fossero delle sviste nella compilazione, si può comunque cercare di rimediare seguendo l’apposita procedura prevista. Oltre a questo, è importante richiedere dei documenti fondamentali come l’asseverazione del proprio tecnico abilitato, la scheda descrittiva di tutte le attività eseguite sull’edificio nonché la certificazione energetica realizzata da un professionista. Tutta la documentazione, infine, va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori all’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Lascia un commento