Cedolare secca, le novità del 2019

 

Nonostante se ne parli da parecchio tempo la cedolare secca resta un tema caldo, anche perché la platea interessata all’argomento è piuttosto ampia. Si tratta di una misura relativa ai redditi da locazione generalmente più favorevole del regime fiscale, in quanto l’aliquota applicata è inferiore. Questa agevolazione è fruibile soltanto a determinate condizioni e rispettando alla lettera alcune precise regole. Vediamo di seguito come funziona la cedolare secca 2019.

Cedolare secca 2019: di cosa parliamo

In buona sostanza, la cedolare secca permette di applicare un’imposta sostitutiva sui redditi da locazione in luogo alla tassazione Irpef ordinaria. Le novità più interessanti sono:

  • la possibilità di fruire della cedolare anche in caso di locazioni brevi, vale a dire di affitti di durata inferiore ai 30 gg;
  • aliquota agevolata del 10% sui canoni concordati, prorogata anche per l’anno 2019;
  • fruizione del regime agevolato anche in caso di immobili commerciali (cat. C1).

Cedolare secca 2019: chi può accedervi?

La cedolare secca è un regime agevolato a cui possono accedere solo determinate categorie di soggetti e quando ricorrono precise condizioni. Possono beneficiare della cedolare i locatori persone fisiche proprietarie degli immobili e, per accedere al diritto, i soggetti interessati non devono agire per conto di imprese o nell’esercizio di professioni.

Il decreto legge 47/2014 ha previsto la possibilità della cedolare secca pure per i contratti di affitto di unità abitative purché stipulati con Enti che non abbiano alcun fine di lucro, con cooperative o studenti universitari. Come già visto in precedenza, è possibile fruire del regime agevolato anche in caso di brevi locazioni, cioè per i contratti di affitto di immobilidi durata al di sotto dei 30 gg. Rientrano tra le categorie assoggettabili al regime favorevole gli immobili ad uso abitativo (cat. da A/1 a A11), fatta eccezione per i contratti di locazione di immobili destinati a uso ufficio. Invece, è precluso l’accesso alla cedolare agli Enti commerciali e alle società di persone e di capitali. A tal proposito va precisato che la nuova Legge di Bilancio ha previsto la possibilità di fruire del regime (aliquota al 21%) anche in caso di contratti di affitto di immobili commerciali. Un ulteriore provvedimento che però interessa soltanto le locazioni con determinate caratteristiche:

  • contratti stipulati nel 2019;
  • immobili rientranti nella categoria C/1;
  • immobili con superficie non superiore a 600 metri quadrati.

Cedolare secca 2019: aliquote e scadenze previste

Le aliquote previste dalle norme attualmente in vigore sono le seguenti:

  • contratto libero 21%;
  • contratto di locazione concordato 10%, un’aliquota prorogata fino alla fine del 2019 per effetto della Legge di Bilancio 2018 (comma 16).

Una volta calcolato sull’imponibile l’importo da versare, la somma dovuta va pagata in acconto e saldo in base alle stesse scadenze previste per l’IRPEF. L’acconto va pagato in una sola soluzione (entro il 30/11) quando la somma da versare è inferiore a euro 257,52; mentre va versato in 2 rate quando la somma dovuta è maggiore di euro 257,52. In quest’ultimo caso i termini da rispettare sono i seguenti:

  • entro il 30 giugno prima rata pari al 40% dell’importo da versare;
  • entro il 30 novembre la parte restante (60%).

Il saldo, invece, va versato entro il termine del 30 giugno dell’anno seguente oppure entro il 30 luglio pagando una maggiorazione pari allo 0,40%. I versamenti vanno effettuati con l’F24 riportando l’indicazione dei seguenti codici:

  • acconto 1° rata: codice 1840;
  • acconto 2°rata oppure soluzione unica: codice 1841;
  • saldo: codice 1842.

In caso di mancato versamento dell’imposta dovuta è possibile rimediare con il ricorso al ravvedimento operoso.

Vista la delicatezza della materia è buona regola affidarsi alla consulenza di professionisti seri e preparati, con le competenze e l’esperienza adeguate per risolvere eventuali problematiche.

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