Come chiedere il rimborso della TARI

 

Se si pensa di aver pagato, nei precedenti 5 anni, una o più quote di TARI troppo alte rispetto al dovuto, è possibile procedere con un’istanza per ottenere il rimborso del sovrapprezzo corrisposto.

Cos’è la TARI

La TARI è la Tassa Applicata sui Rifiuti Urbani e viene richiesta a chiunque sia proprietario di un immobile, ad uso residenziale o commerciale, che produce rifiuti urbani. Gli introiti della TARI servono ai Comuni per gestire lo smaltimento dei rifiuti, per acquistare mezzi per migliorare lo svolgimento della raccolta differenziata e per far funzionare gli organi di deposito e smaltimento delle immondizie urbane. È una tassa gestita dai Comuni e, in base alle norme Costituzionali, ogni paese o città ha le sue tariffe e calcola la tassa in base a quanto stabilito in sede di assemblea comunale. La TARI deve essere comunque calcolata su dati reali ed uguali per tutti e tenere conto di alcuni fattori imprescindibili. Ad esempio:

la metratura dell’immobile interessato;
la tariffa calcolata in base alle visure catastali.

La TARI non può essere applicata sulla superficie delle aree comuni di un condominio, né sulle superfici esterne all’immobile, se pur di proprietà del titolare dell’immobile stesso.

Quali sono i comuni errori di cui si accorge un cittadino che ha pagato una TARI troppo alta?

Gli errori di calcolo più comunemente riscontrati si relazionano, appunto, al calcolo della TARI su superfici non sensibili di tassazione. Può succedere, infatti, di pagare la TARI su una superficie che include anche il giardino, il terrazzo o la zona privata davanti casa, aree esterne che non dovrebbero essere conteggiate. Oppure, in caso di appartamenti in condominio, può essere indebitamente conteggiata come superficie, divisa tra i millesimi attribuiti a ciascun condomino, quella dei pianerottoli, delle scale comuni, dell’atrio di ingresso. Se ci si accorge di aver pagato la TARI su una superficie maggiore di quella che dovrebbe rientrare nel calcolo esatto, bisogna presentare un ricorso, per ottenere il rimborso dell’esubero pagato.

Come si richiede il rimborso della TARI?

Il rimborso della TARI va chiesto all’organo di gestione dei rifiuti urbani in carico per il determinato periodo di errore. In caso l’azienda privata non esistesse più, l’istanza va presentata al Comune di ubicazione dell’immobile, tramite posta certificata PEC o raccomandata con ricevuta di ritorno. La lettera d’istanza per chiedere il rimborso della TARI deve essere precisa, specifica e completa di tutti i dati verificabili:

anagrafica del titolare dell’immobile, con fotocopia del documento di identità e codice fiscale;
periodo di pagamento in cui si pensa di aver pagato una TARI troppo alta rispetto all’effettivo valore;
ricevute di pagamento della TARI in oggetto e di tutte le altre;
la spiegazione dettagliata del problema: i documenti catastali che attestano le misure di superficie, la tabella dei pagamenti TARI per scaglioni di superficie, l’addebito fatto, sul quale si possa verificare l’eventuale errore.

Una volta presentata l’istanza per richiedere il rimborso cosa succede?

Quando il Comune riceverà la lettera di istanza, naturalmente, procederà a fare le relative verifiche. Il comportamento degli organi competenti può essere di diverso tipo, nei confronti del contribuente che protesta per aver pagato una quota indebita di Tassa Rifiuti.

Caso A: il Comune riconosce l’errore e procede a rimborsare il contribuente;
Caso B: il Comune non riconosce alcun errore ed invia al contribuente una lettera di diniego, dove sostiene che non è disposto a rimborsare, in quanto non ha rilevato nessuna incongruenza;
Caso C: il Comune non rimborsa il contribuente e non invia nessuna notifica di spiegazione.

Cosa si può fare se l’istanza di rimborso non viene accolta?

Se l’istanza per il rimborso TARI non viene accettata, ma si è sicuri di aver pagato una quota inesatta e non sono scaduti i termini dei 5 anni dall’evento, dopo i quali l’eventuale errore va in prescrizione, si può fare ricorso. Il ricorso può essere fatto entro 60 giorni dalla data di ricezione della lettera di negato rimborso. Il ricorso si fa davanti al Giudice di Pace, al quale si porteranno tutte le documentazioni necessarie, per fare le verifiche del caso. Se il contribuente non riceve nessuna lettera di negato rimborso, dopo 90 giorni dalla spedizione della lettera di istanza può aprire una causa giudiziaria e recuperare, in questo modo, le somme che gli spettano.

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