Come risparmiare sull’acconto IRPEF con il metodo previsionale

 

Con il decreto del 21 novembre 2011, lʼacconto IRPEF sugli affitti era stato ridotto allʼ82%, un interessante vantaggio per tutti coloro che possiedono delle case da affittare. Vediamo insieme quando lʼacconto sulla cedolare diventa meno sostanzioso calcolando diversi fattori. Tempocasa offre, grazie a questo articolo, assistenza ai suoi clienti in materia di cedolare secca, un punto dolente per coloro che decidono di affittare i propri immobili, ma sono spaventati dalle tasse da pagare.

Come viene effettuato il calcolo base dellʼIRPEF

Generalmente il calcolo sui redditi delle unità abitative date in locazione viene effettuato con il metodo storico, ovvero pagando il 95% delle imposte pagate lʼanno precedente. Ma questa tassa è riducibile grazie allʼapplicazione del metodo previsionale, ovvero si paga la tassa in base al reddito che presumibilmente si ricaverà quellʼanno sugli immobili affidati in locazione. Questa modalità però è riservata solo a coloro che non fanno parte di unʼimpresa, si presentano dunque come singoli e hanno debitamente compilato il modello dei redditi dellʼanno in corso.

Come è possibile risparmiare

La scelta di affittare un immobile porta sempre numerosi dubbi e perplessità soprattutto per le tasse che si andranno a pagare e la burocrazia da affrontare durante gli anni. Ma dal 2011 sono state introdotte delle agevolazioni per fare in modo che i proprietari delle case sfitte fossero incoraggiati a dare in locazione i propri immobili.
Il nuovo programma della Agenzia delle Entrate è semplice e garantisce al locatore un iter breve per registrare i contratti. Per stipularlo sono sufficienti infatti i nomi di locatore e conduttore, il canone da pagare e i dati dell’immobile. Per il risparmio di ogni singolo proprietario sono stati resi disponibili 17 punti percentuali che comportano un vantaggio circa di 400 euro allʼanno, unʼottima agevolazione per chi decide di affittare i propri immobili.

Ecco i punti fondamentali per poter risparmiare sulla cedolare secca. Qualora per la casa data in locazione si sia proceduto con un recesso o una risoluzione del contratto, senza che la casa sia stata affittata successivamente è necessario ricalcolare la cedolare in base ai mesi di affitto effettivo. Un’altra situazione è la riduzione del canone dʼaffitto, che deve essere debitamente registrata allʼAgenzia delle Entrate per avere tutto in regola e non incorrere successivamente in problemi legali. Se invece si è proceduto a vendere la casa nel corso dellʼanno, bisogna calcolare la cedolare secca relativamente ai mesi di locazione effettivi. Può capitare che si debba procedere nel corso di un anno a cambiare i nominativi allʼinterno del contratto dʼaffitto, poiché gli inquilini sono cambiati, ciò comporta anche una riduzione dellʼaliquota calcolata in base alla tassa. Ci sono anche casi in cui lʼinquilino della casa data in locazione non ha proceduto con i pagamenti dovuti, divenendo quindi moroso, ma normalmente il proprietario non può effettuare una riduzione della somma, poiché anche gli affitti non percepiti devono subire la tassazione prevista in base alla legge. Si può ovviare a questo presentando comunque una dichiarazione che attesti la morosità dell’affittuario, prima della regolare scadenza della denuncia dei redditi.

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