Comunità energetiche, Piemonte precursore in Italia

 

In alcune zone del Nord Europa si sta velocemente diffondendo un interessante fenomeno sociale, culturale e soprattutto economico che sta dando vita alle cosiddette comunità energetiche. In pratica aziende, semplici cittadini, enti privati o pubblici e qualsiasi altro genere di soggetto in possesso di un impianto in grado di produrre energia pulita e rinnovabile, che hanno deciso di creare un gruppo il cui principale scopo è quello di utilizzare la “propria” energia per soddisfare tutte le necessità anziché veicolare il surplus nella rete pubblica.
Una trovata resa possibile grazie alle innovazioni introdotte dal progresso tecnologico che non solo consente di produrre energia da fonti rinnovabili con impatto praticamente nullo sull’ambiente ma anche di accumularla ed utilizzarla all’occorrenza secondo le proprie necessità.
Mentre in diverse zone dell’Europa del Nord quella delle comunità energetiche è una realtà consolidata, in Italia anche in ragione di leggi che tecnicamente non ne permetterebbero la diffusione, si incominciano ad intravedere i primi segnali in tal senso.

Regione Piemonte precursore in Italia

Nel corso degli anni Sessanta e per la precisione con l’avvento della rete elettrica nazionale è stato abolito il meccanismo dell’autoscambio. Un meccanismo che è alla base del concetto di comunità energetiche per cui sembrerebbe impossibile pensare ad una situazione di questo genere nel nostro Paese. Tuttavia, complice anche un rinnovamento del tessuto sociale e l’introduzione di tante innovazioni tecnologiche negli ultimi anni, in Piemonte un’azienda di multiservizi locale (l’ACEA) sta portando avanti un esperimento in tal senso. Si tratta di una vera e propria comunità energetica in quanto tutta l’energia prodotta tramite fonti rinnovabili da enti pubblici, aziende e privati cittadini viene utilizzata e scambiata in maniera diretta tra loro.
Da un punto di vista esclusivamente legislativo questa iniziativa dell’ACEA è stata resa possibile anche grazie all’intraprendenza della Regione Piemonte che nella scorsa estate è stata la prima a recepire quanto introdotto da una direttiva dell’Unione Europea per effetto della quale viene reso possibile l’autoscambio di energia.
Probabile che questo esperimento possa fare da traino e soprattutto possa essere preso in considerazione per alcune situazioni particolarmente adatte allo scopo come nel caso di condomini. Infatti, un condominio potrebbe installare un unico impianto fotovoltaico per alimentare non solo le utenze degli spazi comuni ma anche e soprattutto le singole unità abitative a tutto vantaggio del risparmio energetico.

Progetto ACEA attivo entro il 2019

L’amministratore delegato dell’ACEA, Francesco Carcioffo, in una intervista rilasciata a Il Sole 24 Ore, ha sottolineato come in realtà l’Italia sia stata precursore dei tempi in questo ambito. Ha ricordato come sin dai primi anni del Novecento nel nostro Paese vi fossero esempi di comunità energetiche che sono arrivati fino ai giorni nostri come nel caso di E-Wark a Bolzano oppure della Secab ad Udine senza dimenticare i comuni della Carnia ed altri ancora. Tuttavia allo stato attuale delle cose in altri Paesi con particolare riferimento a Germania e Danimarca, vi sono esempi di comunità energetiche ben più strutturate dalle quali è possibile capire concretamente i tanti vantaggi economici ed ambientali che esse permettono. Lo stesso Carcioffo ha ricordato come il progetto dell’ACEA per poter concretizzarsi, necessiti del superamento di alcuni ulteriori scogli burocratici anche se il tutto dovrebbe partire entro la fine del 2019.
Alla realizzazione del progetto sta collaborando anche il Politecnico di Torino attraverso un apposito studio dal quale sono emersi dati molti interessanti: prendendo in oggetto una comunità composta da 5 cittadine per complessivi 19 mila abitanti, sfruttando il solo fotovoltaico si riuscirebbe a soddisfare già il 42% delle necessità energetiche domestiche.
Infine, Angelo Tartaglia, docente dello stesso Politecnico, ha voluto ribadire come il progetto sia perfettamente in linea con quanto previsto dalle normative dell’Unione Europee che a partire dal 2019 prevedono l’introduzione della figura del Prosumer ed ossia produttore e consumatore (una figura che calza al pennello con il progetto comunità energetiche).

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