Da Couchsurfing a Gnammo: tutte le app per condividere la propria casa

 

Couchsurfing, per molti é solo un sito, per altri un vero e proprio stile di vita. La traduzione della parola aiuta meglio a capirne il significato: couch vuol dire divano, surfing fare surf. Surfare sui divani e quindi passare una vacanza ospitati da persone sconosciute sparse in tutto il mondo. O almeno questo è il senso originario.

Se anni fa si parlava di condivisione di un viaggio per risparmiare sull’alloggio o sul carburante, oggi il principio della sharing economy coinvolge molti campi d’azione: non solo couchsurfing, si parla quindi di una vera e propria condivisione della propria abitazione.

In una recente indagine sette italiani su dieci si dicono pronti ad una esperienza di questo tipo e ritengono che condividere la propria casa con dei perfetti sconosciuti sia molto attraente. Per il proprietario dell’abitazione sono molto i benefici in ballo. In primis si tratta di una fonte di guadagno, ma non è tutto qui. 

Per gli appassionati di musica potrebbe essere un’occasione per ospitare un concerto privato restando seduti sul proprio divano. Gli amanti dell’arte possono organizzare una mostra esclusiva di qualche artista emergente, infine i food lover possono pianificare eventi di social eating per conoscere nuove persone accomunate dalla stessa passione. Per chi si sente competente in determinati campi, infatti, è possibile organizzare cene o corsi privati fai-da-te. Sarà sufficiente iscriversi ad un portale di sharing economy, compilare il proprio profilo e realizzare una proposta accattivante!

Il couchsurfing nasceva per viaggiare, ma ora la sharing economy riserva moltissime altre opportunità da sperimentare in casa propria, tra cui tessere relazioni e conoscere persone da tutto il mondo nei modi più divertenti. 

Ecco tutte le app per condividere gli spazi della propria casa.

Couchsurfing Travel App

Questa fantastica applicazione ti permetterà di accogliere turisti nella tua casa per il pernottamento.

Nata con scopo di permettere alle persone di viaggiare di più, Couchsurfing consente di abbattere quasi totalmente costi come quelli dell’alloggio, fare amicizia e vivere come i locali condividendo esperienze. Per gli ideatori di Couchsurfing la sicurezza è molto importante ed ogni alloggio che intende registrarsi deve essere verificato. Tutto si basa sulla fiducia, cioè su commenti o recensioni presenti nei portali.

AirBnB

Questa applicazione è conosciuta in tutto il mondo e permette di affittare la propria casa (o anche solo una stanza o un posto letto) ad un prezzo modico.
Ogni recensione è scritta dagli host o dai viaggiatori della community ed ogni ospite ha 14 giorni dal momento del check out per recensire l’host che lo ha accolto.

Gnammo

Come organizzare una cena nella propria abitazione oppure scegliere un evento e ritrovarsi a mangiare a casa di cuochi sconosciuti! Si tratta di un sito che permette di condividere esperienze di social eating, scegliendo il menù e la location e prenotandosi pagando anticipatamente.
D’altronde quale miglior mezzo di socializzazione se non quello del cibo: in tutte le città d’Italia sono quasi 3000 i cuochi amatoriali!

Solunch 

Ecco la pausa pranzo social: basta prenotare e pagare dal sito in base al menù, alla posizione e al prezzo pubblicato dal Sochef (si spende circa 10 euro a persona). Un’occasione di incontro tra studenti, viaggiatori o businessman.

ComeHome!

La app tutta milanese per partecipare a feste in casa. Nata dall’idea di 4 giovani studenti milanesi nel 2017, offre una proposta variegata di eventi privati che vanno dagli aperitivi jazz ai karaoke, per un prezzo medio di 15 euro, da pagare prima della serata.

Sofan

Per gli appassionati di sport, ecco la app che permette di condividere il sofà e lo schermo di casa in occasione delle partire di calcio o altri eventi sportivi. Il costo a testa è di circa 5-7 euro e durante la partita c’è chi offre anche spuntini o una cena completa.

Nextdoor

Spesso non si conosce il proprio vicino di casa. Ecco la app studiata per incontrarsi e scambiarsi informazioni in base al proprio luogo di residenza. Perché non provare!

Condividere la propria casa: è davvero pericoloso?

In molti si chiedono se le esperienze di sharing economy siano affidabili. D’altronde è normale avere dei dubbi sulle persone da accogliere in casa propria.

Le varie applicazioni hanno dei sistemi piuttosto rigidi per garantire l’affidabilità degli utenti. Sono questioni che toccano un tema più ampio e generale, ovvero quello dell’educazione digitale.

Come per i social network, ogni applicazione deve essere utilizzata in modo prudente. È importante entrare nel giusto mindset, utilizzare frequentemente queste piattaforme e partecipare all’interno della community.  In questo modo sarà molto più semplice evitare dei raggiri.

Certamente non si tratta di una sicurezza al 100%, ma questo aiuterà a vivere in modo più sano gli strumenti innovativi del Web. Una regola che non guasta mai è quella del buon senso: se un ospite sembra sospetto, è opportuno assicurarsi di aver preso quante più informazioni possibili e aver fatto adeguate verifiche.

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