Donazione immobili, quali sono le novità dalla legge di bilancio 2019

 

Nella manovra economica per il 2019 varata dal governo presieduto da Giuseppe Conte ed approvato dal Consiglio dei Ministri, sono presenti importanti novità che riguardano il settore immobiliare. In particolare è stata introdotta una norma che va a modificare in maniera sostanziale la donazione di immobili soprattutto per quanto concerne la relativa tassazione. Una svolta storica e culturale incentrata su imposte che andranno a variare in funzione del grado di parentela esistente tra il donante ed il beneficiario allo scopo di favorire, come peraltro si legge nella nota pubblicata da Palazzo Chigi, ‘la circolazione degli immobili oggetto di donazione’.
Andiamo a scoprire nel dettaglio di cosa si tratta e quali sono i cambiamenti più significativi introdotti.

Immobili oggetto di donazione: una nuova imposta diversificata in funzione del grado di parentela

Entrando maggiormente nel merito, la norma inserita nella manovra 2019 fa un importante distinguo in sede di quantificazione dell’imposta da versare all’erario in funzione del grado di parentela esistente tra il donante ed il beneficiario.
Un cambiamento che dovrebbe consentire un più agevole passaggio di proprietà rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi. Infatti ricordiamo che la donazione essendo un atto pubblico richiede la presenza di un notaio con due testimoni e quindi una serie di costi non indifferenti di cui farsi carico. Tornando a quanto deciso dal governo, la normativa appena introdotta prevede che se il beneficiario è il coniuge oppure un figlio del donante allora vi è una franchigia pari ad 1.500.000 euro (l’imposta si applica esclusivamente alla base imponibile che supera tale soglia).
Se invece il beneficiario è un fratello oppure una sorella del donante allora la franchigia si abbassa drasticamente a 100.000 euro mentre nel caso in cui il beneficiario sia portatore di handicap secondo la definizione offerta dalla legge 104 allora la quantificazione delle imposte viene effettuata in funzione della parte eccedente il valore di 1.500.000 euro.

Ecco quanto dovuto all’erario

Nella nuova norma introdotta dal governo nell’ambito della manovra economica, oltre ad evidenziare una diversificazione della soglia di franchigia in funzione della parentela tra il donante ed il beneficiario, ci sono novità anche per l’aliquota da corrispondere mantenendo sempre una diversificazione sostanziale rispetto al grado di parentela. In particolare nel caso si tratti di un coniuge oppure di un figlio l’imposta da pagare è pari al 4% della parte eccedente la franchigia che come detto in precedenza è di 1,5 milioni di euro (esempio: immobile del valore di 1,65 milioni di euro per cui imposta pari al 4% di 150 mila euro ossia 6 mila euro).
Se invece si tratta di un fratello oppure di una sorella questi deve versare nelle casse dello Stato imposte pari al 6% della parte superiore alla franchigia di 100 mila euro mentre nel caso di altri parenti fino ad un massimo di quarto grado sarà necessario pagare sempre il 6% ma senza alcuna franchigia.
Infine per quanti non hanno nessun grado di parentela con il donante l’imposta è stata fissata all’8%. Va comunque ricordato che con la nuova normativa indirizzata alla donazione di immobili sono restate attive altre forme di tassazione ed in particolare si dovrà pagare l’imposta ipotecaria pari al 2% del valore dell’immobile e l’imposta catastale fissata all’1% dello stesso valore.

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