Dubai: a due mesi dal decollo, primo bilancio positivo

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Due certezze. La prima: quello che fino a poco tempo fa era solo un sogno è ormai diventato realtà. La seconda: il progetto non poteva decollare meglio di così. Del resto capitanato da due fuoriclasse del calibro di Christian Carone e Gabriella Bondì – che vantano un’esperienza di oltre quindici anni nel comparto del Real Estate – non poteva che essere altrimenti.

Ma andiamo con ordine e vediamo cos’è successo dalla sua nascita a oggi nell’universo magico e lussuoso di Tempocasa Dubai. A raccontarci come sono andate le cose più da vicino è proprio il project manager junior biancoverde Carone. “Partiamo da una prima importante considerazione: a poco meno di due mesi dal debutto il bilancio non potrebbe essere più positivo. Abbiamo raccolto davvero tante richieste e c’è molto interesse. Ciò detto, queste settimane sono state da ‘apripista’, per farci conoscere e far capire ai nostri clienti come lavoriamo”.

Anche se, a causa della pandemia da Covid19, non è mancata qualche piccola difficoltà. “Più che difficoltà userei il termine dispiacere. Dispiacere perché fino a oggi non abbiamo potuto volare a Dubai per vedere di persona gli immobili che abbiamo ora in portafoglio – racconta ancora – Per questo non vediamo l’ora di fare le valigie e partire alla volta della città del futuro e, ormai, manca davvero poco”.

Ma quali sono gli obiettivi di Tempocasa Dubai da qui al prossimo quadrimestre? “Sicuramente uno dei prossimi step – prosegue Buondì – è organizzare per i nostri clienti una prima visita nella perla degli Emirati Arabi. Vogliamo che questo diventi a tutti gli effetti un appuntamento mensile, per permettere a chi ci sceglie di vedere dal vivo immobili e cantieri”. E quali sono invece quelli a lungo termine? “Siamo già al lavoro per ampliare la rete di vendita su Dubai. La nostra volontà è quella di provare a costruire qualcosa che attragga clienti e investitori immobiliari. I prossimi anni saranno decisivi – ha proseguito Carone – per la crescita della città degli Emirati. E per la nostra. Con Expo 2020 – poi rimandato al prossimo anno causa Covid-19 – sono già stati fatti tanti cambiamenti e sono state create tante opportunità, che cercheremo di sfruttare al massimo. Puntiamo a creare un gruppo di almeno cinque persone per gestire la mole di lavoro che arriverà in vista del 2021.”

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