Effetto spread sul mercato immobiliare?

 

L’insicurezza economica che sta percorrendo l’Italia in questo periodo, potrebbe rendere ancora più instabile la ripresa immobiliare che negli ultimi anni non è ancora riuscita a riprendersi in modo deciso. Nonostante questo la compravendita immobiliare continua la sua crescita e si stima un aumento del 5,6% per la fine del 2018.
Mentre i prezzi degli immobili stanno registrando nuovamente un calo del 1%. Si evidenzia una crescita nel settore degli affitti immobiliari, principalmente quelli a breve termine, e stanno notevolmente aumentando anche gli acquisti a scopo d’investimento. Di seguito un riassunto di quanto è stato rilevato dal “3°Osservatorio Immobiliare di Nomisma” presentato da Cariplo.

La brusca frenata dello sviluppo economico, associata ai molti dubbi che sono emersi dallo scontro tra Governo e Commissione Europea, hanno prodotto non poche ripercussioni sul mercato immobiliare italiano. L’abbassamento della fiducia, e un’ipotizzabile mancanza di flessibilità dei presupposti di accesso al credito, alla lunga indebolirebbero la prospettiva di ripresa del mercato immobiliare.
“Nomisma” afferma che la percentuale della compravendita immobiliare effettuata con il contributo di un mutuo negli ultimi anni è salita dal 44% al 60%, con elargizioni che sono passate da 22 a 50 miliardi di euro.

A fare da contrappeso al continuo ristagno dei prezzi c’è la crescita delle locazioni. Il mercato delle più importanti città italiane è stato trasformato dalle locazioni brevi, che da una parte hanno portato un vantaggio per i proprietari grazie alla più alta redditività e ai bassi rischi di inadempienza a cui vanno incontro, ma dall’altro hanno spiazzato la classica richiesta da parte delle famiglie che si sono viste aggravare gli oneri che non si può però ricondurre a un’evoluzione del reddito.

Dopo molti anni di discesa del mercato immobiliare, il primo dei rincari è stato di solo 0,1% rispetto alla media. A tal proposito la speranza è che la domanda immobiliare permanente o legata a fattori di guadagno come ad esempio gli atenei, continui a rappresentare la migliore strategia di investimento in modo da poter sperare in una crescita futura.

Calcolando un costo medio per una casa in Italia di circa 170 mila euro, il giro d’affari che si crea si aggira intorno ai 95 miliardi di euro. Secondo una stima ci sarebbero circa 3 milioni di famiglie in cerca di un’abitazione per un giro d’affari di circa 450 miliardi di euro nel prossimo anno.

Gli investimenti continuano comunque a crescere, nel 2017 hanno avuto un rialzo del 6%, mentre quest’anno del 15,5%. L’aumento di questa domanda sarebbe dovuta oltre che a una convenienza finanziaria degli immobili, anche al fatto che, al momento, non ci sono alternative migliori di investimento.

Il valore delle locazioni residenziali invece è stato stimato intorno ai 22 miliardi di euro, e per l’anno prossimo si presuppone che le famiglie che affitteranno una casa aumentino, quindi con un introito di circa 12 milioni di euro annui. Solo il 53% degli italiani cerca un’abitazione di proprietà, il 47% invece preferisce una casa in affitto.

Parlando invece di mercato immobiliare aziendale, la grandezza generale degli investimenti resta moderata e principalmente nutrito da stranieri, non ripetendo comunque la performance ottenuta nel 2017. La diminuzione delle quote è stato uguale a quello delle case riferito ai negozi con un calo di quasi 1%, mentre è andata decisamente peggio per gli uffici, che hanno subito una diminuzione di circa l’ 1,6%.

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