I manager Tempocasa si raccontano: intervista a Marcello Tiepido

 

“Tempocasa è il mio credo”

Un titolo da team manager, 52 uffici all’attivo spalmati su due regioni e un’area record composta da ben 320 persone. Ma per Marcello Tiepido tutto questo non è ancora abbastanza. E forse non lo sarà nemmeno quando vedrà realizzato il suo più ambizioso progetto lavorativo fino a oggi: vedere aperti, entro il 2022, la bellezza di 100 punti vendita targati Tempocasa tra Piemonte e Liguria, in quella corsa per temerari che è la “Road to 100”.

Del resto nel corso della sua vita Marcello ha più e più volte dimostrato che lui, di accontentarsi, proprio non ne è capace. E la sua storia ne è l’esempio. Classe 1972, nasce e cresce a Torino, ultimo di tre fratelli maschi. Dopo un diploma da geometra si butta nel mondo del lavoro e, prima di conoscere Tempocasa, si cimenta in tre diversi settori, uno diversissimo dall’altro.  “Debutto come venditore di pentole porta a porta perché, fin da subito, cerco un impiego nel campo commerciale data la mia naturale predisposizione caratteriale. So che non è il lavoro della vita, ma a conti fatti organizzare le riunioni con le massaie per piazzare quel che devo vendere mi aiuta a formarmi e ancora oggi ricordo quel periodo con affetto”, racconta. Tuttavia non si limita a questo: parallelamente si tuffa nel mondo della musica e comincia a vendere le serate di alcuni artisti di punta di allora (come gli Eiffel 65 e Gabry Ponte) nelle discoteche italiane. Comunicazione, contatto con il pubblico, predisposizione alla vendita: Marcello capisce che sono queste le leve che gli permetteranno di avere successo. Però si rende conto in fretta che, quel successo, non vuole ottenerlo nei settori dove ha mosso i primi passi. Così molla tutto e si unisce al fratello maggiore, che gli propone di seguirlo nell’attività di vendita di prodotti termoidraulici.
“Il lavoro di venditore di sanitari non è appagante per me. Sebbene mi permetta di allenare le mie qualità, non riesco a farmelo piacere. Durante le giornate sono da solo e questo aspetto mi pesa abbastanza. Decido di lasciare anche questo impiego e provo a cimentarmi nel ruolo di agente immobiliare prima in un ufficio a Torino e poi mi sposto a Settimo Torinese. Ci metto poco a capire di avere finalmente trovato la strada giusta: mi piace quello che faccio, ottengo risultati e le soddisfazioni non mancano”. Ed è proprio dopo circa un anno di gavetta che Marcello si imbatte per la prima volta nel nome di Tempocasa. All’epoca, a una manciata di anni dall’inizio del nuovo millennio, in Piemonte per il marchio biancoverde c’è Carmine Gargano. È lui che sta sviluppando in prima persona la regione e si sta occupando di aprire nuovi punti vendita con i ragazzi che decidono di seguirlo. Tiepido diventa uno di loro, sposa il progetto dei nostri Presidenti e il 5 dicembre 1998 alza la saracinesca del suo primo negozio, nel centro di Settimo Torinese. “Non è facile e devo fare parecchie rinunce. Una su tutte? Vendere la mia amata Fiat Punto cabriolet, la prima auto nuova che avevo acquistato. Se ci penso oggi mi viene da sorridere ma a quei tempi, quando devo cederla e sono costretto a ripiegare su una Panda 750 mezza scassata, è un sacrificio non indifferente. Però lo faccio perché il desiderio di farcela è moltissimo e rinunciare a qualcosa a cui tengo per inseguire un sogno mi dà forza e determinazione”. Il motivo di così tanta grinta, per lui, è semplice da spiegare: essendo il piccolo di casa, terzo di tre fratelli, si sente in dovere di dimostrare quanto possa valere. “Da ragazzo vivo un po’ all’ombra dei miei fratelli, più per una questione anagrafica che per altro. Loro sono più grandi di me e, quando sono un bambino, per ragioni d’età non posso fare le stesse cose che fanno loro. Crescendo il mio leitmotiv è proprio quello di dimostrare quanto valgo, che posso farcela anch’io. E l’apertura dell’agenzia ne è la prova calzante”, spiega. Soprattutto durante i primi tempi di rodaggio Marcello si affida con costanza ai consigli della famiglia, che di fatto lo ha sempre sostenuto in ogni scelta.
“I miei genitori e i miei fratelli sono stati, e sono tuttora, i miei più grandi maestri di vita. In particolare mamma e papà mi insegnano i valori e il rispetto. Da loro imparo cosa significa appunto rispettare qualcuno e come farsi rispettare. Ma non solo: all’inizio della mia avventura è fondamentale anche tutto quello che ho appreso durante il servizio militare, nel 1993. Nei mesi in divisa ho capito che, per quanto illogici possano sembrare i problemi, le situazioni e le difficoltà che ti si presentano davanti, una soluzione esiste e va trovata. Sempre e comunque. Il primo passo per farlo è accettare questo: qualsiasi cosa ti capiti, cioè, non devi sprecare tempo prezioso a domandarti perché sia successa proprio a te. Prendi fiato, accettala e datti da fare per cercare un rimedio”. Con questi insegnamenti in testa Marcello va dritto spedito verso il successo. Il punto vendita di Settimo Torinese cresce e, con il tempo, diventerà poi l’ufficio pilota per la nascita e lo sviluppo di tutti gli altri.

“Con le prime soddisfazioni lavorative arrivano anche quelle prettamente personali. Nel 2000 compro la mia prima casa, mi sposo e ci vado a vivere con mia moglie. L’anno successivo, il 1 novembre 2001, nasce mia figlia Elisa, la gioia più grande che potessi mai immaginare. Diventare padre è una sensazione indescrivibile, un momento di felicità pura. In quel periodo il lavoro va bene, la famiglia si è allargata e ogni cosa sembra andare per il verso giusto”. In realtà però non è tutto oro quello che luccica: l’equilibrio casalingo è piuttosto delicato e, a soli due anni dal sì pronunciato all’altare, Tiepido si separa dalla moglie. La situazione precipita in fretta, decisamente troppo. “Elisa ha solo nove mesi quando mia moglie ed io scegliamo che è arrivato il momento di prendere due strade differenti. Ma è da lì che inizia per me un calvario faticoso e molto doloroso. Tanto che il 1 novembre 2002 succede quello che mai mi sarei aspettato: dovrei festeggiare insieme a Elisa il suo primo compleanno e invece questo non accade. Credo sia uno dei momenti più brutti in assoluto, che non auguro di vivere a nessuno”.
Ma le cose, anche quando non pare più possibile, peggiorano ulteriormente. “Qualche mese più tardi ricevo un’altra batosta. Elisa ha circa un anno e mezzo quando inizia a chiamare papà il nuovo compagno della mia ex moglie, un uomo che non sono io e che non è suo padre. Di fronte a quella scoperta posso comportarmi in due modi opposti: perdo la testa con la consapevolezza di perdere pure mia figlia per sempre oppure faccio un lungo respiro, conto fino a dieci e cerco di seppellire in un cassetto della memoria quello che ho appena saputo. Decido di scegliere la seconda strada e mi affido alla regola delle ‘10P’. Di cosa si tratta? Semplice: ‘Prima pensa, poi parla, perché parole poco pensate possono pesare’. E da quel momento quella frase diventa il mio motto: ogni volta che mi ritrovo in difficoltà, in una situazione scomoda o di fronte a una persona cattiva, respiro e mi ripeto in testa a mo’ di cantilena questa grande verità”.
Le difficoltà, da lì in avanti, nella vita di Marcello proprio non mancano. Tutto il contrario. “L’odissea per la gestione genitoriale di mia figlia dopo la separazione dura quasi dieci anni. Quasi dieci anni di tribunali, avvocati, visite con psichiatri e psicologi infantili. Quasi dieci anni di preoccupazioni, con il timore di non poter essere presente a sufficienza nella vita della mia adorata bambina. Ma alla fine ne esco vincitore. Oggi i rapporti per fortuna sono sereni e io capisco una lezione importantissima, di cui credo dovrebbero fare tesoro tutti: non perdo mai, o vinco o imparo”.
Intanto il lavoro sotto la bandiera di Tempocasa procede e, nonostante le distrazioni private spesso e volentieri dirottino i pensieri di Marcello fuori dall’agenzia, i successi in azienda non mancano. Già nel 2002, in pieno processo di separazione dalla moglie, Tiepido riesce ad aprire il secondo punto vendita a San Mauro Torinese. “È un evento di particolare importanza. Capisco che sono sulla strada giusta per raggiungere il mio obiettivo – ossia collezionare quanti più uffici Tempocasa mi è possibile – E poi in società con me c’è un ragazzo che ho formato e cresciuto in prima persona. Vederlo diventare un titolare mi riempie il cuore di gioia, mi rendo conto che sto facendo bene”. Come dice lui stesso, non tutti i mali vengono per nuocere e con il divorzio si immerge al 100 per cento nel lavoro, senza fermarsi più. Ma anche senza cadere mai nell’errore di non crearsi un diversivo. Dove lo trova? Nei viaggi. “A un certo punto, carico come sono di incombenze e preoccupazioni, mi convinco che una vacanza mi aiuterebbe di certo a stare meglio. Così decido di partire per il primo viaggio in solitaria, destinazione Cuba. Mi innamoro dell’isola e della sua gente, al punto tale che successivamente ci tornerò addirittura altre quattordici volte e diventerà il mio chiodo fisso per l’apertura di un punto vendita là, regime e burocrazia permettendo. È in quell’occasione che scopro quanto mi affascini viaggiare. Entrare in contatto e scoprire nuove terre, nuovi mondi e culture così diverse dalla mia è un processo fenomenale, che non voglio assolutamente perdermi. Per cui ogni volta che posso butto le prime cose che mi capitano in valigia e mi concedo un break”. Alla passione dei viaggi si unisce presto quella per lo sport: “Nel 2003 riprendo a giocare a tennis a livello agonistico e comincio a partecipare ai tornei. In più scelgo di inserire questa disciplina all’interno del mondo Tempocasa: istituiamo una nostra Federazione tennis, con una classifica mobile che permette a chiunque ne abbia voglia di sfidarsi e divertirsi”.

Nel 2004, poi, inizia per Tiepido una nuova avventura aziendale quando viene scelto dalla presidenza per diventare relatore Tempocollege, il dipartimento interno di formazione. “Quella è per me una grandissima opportunità. Mi consente di girare l’Italia, conoscere meglio la struttura aziendale e le sue varie declinazioni territoriali, acquisire maggiore visibilità ma soprattutto mi dà la possibilità di accrescere il mio bagaglio culturale. Il mio background lavorativo non è più costituito solo da quanto accade nelle agenzie, la formazione comincia a rivestire un ruolo chiave”. Come se non bastasse, nello stesso anno Carmine Gargano cede le redini del Piemonte e Marcello viene nominato dai Pres area manager, il suo obiettivo più importante. Ricevuta la carica, allinea tutti gli uffici a standard comuni, interrompe i rapporti con quelli distonici e nel 2005 riparte, più carico che mai. Al suo fianco c’è il fratello Massimo, con cui da allora condivide la carriera biancoverde. “Homo faber fortunae suae: questo è il mio credo lavorativo. È inutile piangersi addosso e continuare a scaricare le proprie responsabilità sugli altri: questi sono atteggiamenti che non portano a nulla di buono. Per avere successo nella vita occorrono impegno e determinazione, ma soprattutto la consapevolezza di essere gli unici artefici del proprio destino”.
Marcello dimostra ancora una volta di che pasta è fatto nel 2008, quando la crisi immobiliare non risparmia nemmeno lui, che nel frattempo è arrivato a quota venti punti vendita. Affronta tre anni duri, che richiedono moltissime energie. “È un periodo davvero difficile. Siamo costretti a chiudere diversi uffici e risanarne degli altri. Rimaniamo con i più forti e io personalmente riparto da Settimo Torinese: per tre anni sono in prima linea, mi rimbocco le maniche e torno a fare l’agente immobiliare sul campo. Come se non fosse sufficiente, a darmi il colpo di grazia arriva pure Equitalia con un conto salatissimo da pagare. Ma non mi abbatto, abbasso la testa e mi do da fare ancora più di prima per riuscire a salvare il salvabile”.
Inutile dire che ce la fa. Del resto il suo titolo da team manager e i suoi 52 uffici ne sono la prova provata. “Nel 2013, in Convention, vengo eletto Uomo dell’anno, una carica che mi riempie il cuore di gioia e che arriva come un importante riconoscimento di merito al lavoro svolto l’anno precedente. Una soddisfazione incredibile, se possibile superata solo dalla nomina a global manager al Congresso 2018 – la carica che ancora oggi riveste ma con una dicitura differente. Tuttavia devo fare una precisazione: se sono arrivato fino a qui il merito è anche e soprattutto di ogni singola persona con cui ho condiviso e condivido tuttora le mie giornate e attività lavorative. Sono contento di avere ricevuto così tanto nel corso degli anni dai miei ragazzi, colleghi e soci perché, alle persone, ho sempre dato grandissima importanza. E tantissime sono state le volte in cui ho preferito rinunciare a qualcosa di materiale per investire il mio denaro in nuove figure da inserire all’interno della squadra. Perché a puntare sui giovani non si sbaglia mai”. Così come gli ha insegnato l’azienda in cui è cresciuto: “Tempocasa è il mio credo, non ho mai pensato neppure per un secondo di andarmene in questi vent’anni di carriera. Il Gruppo è cresciuto e cambiato e io l’ho fatto con lui. Di momenti di difficoltà ne ho avuti tanti, ma veramente tanti. Eppure non ho mai voluto mollare perché per me è cruciale affrontare la vita in modo positivo. Sono convinto, e lo dico sempre, che tutto si possa fare. È la pura e semplice verità”.


Oggi, inanellato un successo dopo l’altro, Marcello non si sente comunque un uomo arrivato. Anzi, ha ancora tanti obiettivi da raggiungere, lavorativi e non. Uno su tutti? La laurea in Scienze della comunicazione, facoltà a cui è iscritto da qualche tempo. “I libri mi hanno aiutato molto nel mio percorso, sia personale che professionale. Alla formazione, mia e di chi mi sta attorno, ho dedicato tempo ed energie. E di lezioni, nonostante la vita me ne abbia impartite parecchie, non mi stanco mai. Le più importanti che ho ricevuto? Formati sempre, sorridi e credici, non cercare la felicità nelle cose, trova una mente maestra, pensa al tuo benessere fisico e mentale, viaggia, ricordati la regola delle ‘10P’ e infine sacrifica tutto ma mai la famiglia, perché è la sola cosa che conta davvero. Rispetto a quest’ultimo punto c’è una frase che mi accompagna da sempre e credo sia il mio mantra: ‘Percorro il mondo intero per cercare quello che trovo a casa’.

Ecco, posso dire che mia figlia, i miei genitori, i miei fratelli, i miei nipoti e mia moglie Samantha sono il tesoro più grande di questi quarantasei anni”.

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