I manager Tempocasa si raccontano: intervista ad Alan Pisano

 

LO SPACCA MONTAGNE DALLA DISCIPLINA FERREA

Formazione, rigore e disciplina. Ma anche e soprattutto divertimento “perché la cultura è sì un dovere, ma anche un diletto e senza il piacere non si impara nulla”.
Ne è convinto Alan Pisano, fuoriclasse Tempocasa, che ha dedicato tutta la sua vita al coaching. Nato nel 1979 nella periferia di Milano da una famiglia modestissima, ha nel sangue il giusto mix tra calore mediterraneo e intransigenza nordica.
La prima lezione la impara sui banchi di scuola, quando a causa del suo peso viene costantemente preso di mira dai compagni di classe. “Sono un bambino paffuto. Il doposcuola lo passo dai miei nonni, dove ho sempre libero accesso alla dispensa. Il che, evidentemente, incide in modo negativo sulla mia crescita. Inizio da subito a prendere volume, ma è un volume del tutto differente da quello di oggi, sia chiaro. Ecco, tuttavia non si può dire che io non sia sempre stato una persona di peso” racconta, con quel velo di sarcasmo che lo contraddistingue.
“A scuola sono spesso oggetto di scherno e derisioni da parte dei miei compagni. Mi bullizzano a causa di quei chili di troppo, tanti in effetti, che mi trascino dietro con non poco imbarazzo. Ma, nonostante sia un bambino estremamente timido, non mi lascio mai schiacciare dagli sciocchi commenti che fanno sul mio conto. E, non appena prendo consapevolezza di me stesso, inizio da subito a lavorare sulla mia persona per trasformare i miei difetti nei miei punti di forza. Come avete tutti modo di vedere oggi, ci sono riuscito alla grande”. Forte anche dell’appoggio della famiglia, che l’ha sempre sostenuto.
“Ho dei genitori eccezionali e una sorella di sette anni più grande che si chiama Diletta. Da piccolo viviamo in affitto tutti e quattro in un bilocale a Paderno Dugnano. È vero, la nostra casa non è grande ma tra le nostre mura regna l’armonia”. Un’armonia che improvvisamente viene meno quando i proprietari dell’immobile decidono di mettere in vendita quel nido d’amore in cui Alan è nato e cresciuto. “I miei non possono permettersi di affrontare una simile spesa. L’unica soluzione in quel momento sono gli alloggi Aler, a Cusano Milanino. È forse quello il momento in cui prometto a me stesso che mi impegnerò al massimo per riuscire ad acquistare una casa tutta nostra, per vedere la mia famiglia di nuovo felice”.

A quel punto rimane solo da capire come fare. “Quando da piccolo mi viene chiesto quale sia il lavoro dei miei sogni, non ho dubbi a rispondere ‘il trasportatore’. Il motivo? Beh, semplicissimo. Mio papà fa il camionista e gira l’Italia trasportando le cose più disparate. Per questo è il mio eroe. Del resto, se ne va su e giù per il Paese soddisfando le richieste di mercato. Il che, tradotto, significa rendere felici le persone. E quale lavoro dà più soddisfazioni se non uno che ti permette di regalare un sorriso a qualcuno?”. Se il padre viene visto da Alan un po’ come il Babbo Natale degli italiani, la mamma è un vero portento della natura. “Oltre ad accudire me e Diletta
e gestire la casa,ccosa che già di per sé non è un compito facile,clavora anche nove ore al giorno come impiegata in una ditta che produce abrasivi”. Una famiglia semplice insomma, quella di Pisano, che però fa capire da subito ai figli il valore del lavoro.
“Ottenuto il diploma in ragioneria, decido di prendermi una pausa sabbatica di un paio di mesi per rilassarmi un po’ dopo lo stress della maturità. Voglio capire cosa fare una volta per tutte della mia vita. Sono molto confuso in quel momento e l’unica certezza che ho è che di fare il ragioniere proprio non ho nessuna intenzione. Ma non passa neanche una settimana prima che mia mamma mi butti letteralmente giù dal letto e mi dica che è ora che io mi trovi un lavoro”.

Inizia per Alan un periodo frenetico tra inserzioni, colloqui e impieghi che non lo appagano. “Mi butto a capofitto alla ricerca di un’occupazione. In quel periodo faccio veramente di tutto. Certo, tutti mestieri umili ma che mi insegnano molto. Dal lava auto al magazziniere per Tnt. Per diversi mesi mi spacco la schiena”. Finché un giorno un amico gli parla di un’agenzia immobiliare che ha da poco aperto nella zona e che è alla ricerca di giovani volenterosi da inserire nel suo organico. “Non penso minimamente di potercela fare. Né tantomeno che quello sia il posto giusto per me.
Del resto non sono che un diciannovenne allo sbaraglio. E non mi reputo di certo capace di maneggiare grosse cifre su un mercato, come quello immobiliare, di cui per di più non conosco neanche i meccanismi base. Ma il mio amico insiste così tanto che, alla fine, al colloquio ci vado”.
Il 9 ottobre 1999 Alan varca per la prima volta la porta dell’agenzia Tempocasa di via Borsieri 22, a Milano, e conosce quello che sarebbe poi diventato il suo socio in affari: Pierluigi Gallucci. “Ricordo il giorno del colloquio come se fosse ieri. Ma soprattutto ho ben impresso in testa il senso di smarrimento che provo mentre Pierluigi, per diversi minuti, cerca di spiegare a un me inebetito come si fa zona, come si devono cercare le case, come si valutano. Giuro, non capisco un tubo. Ma per quanto questo mondo mi sembri complesso, l’idea di passare la vita a sollevare scatoloni pesantissimi mi dà la spinta finale per accettare di buon grado il posto”.
Il 12 ottobre un giovanissimo Alan inizia il suo percorso in Tempocasa, per non uscirne più. “Comincio alla grande. Il secondo mese riesco a guadagnare dieci milioni di lire. È la stessa cifra che mio padre, pur alzandosi all’alba e rientrando a casa la sera tardi, porta a casa in cinque mesi di lavoro. E non ci capisco davvero più niente. L’unica cosa di cui sono certo è che per nulla al mondo mi sarei fatto buttare fuori da questa splendida realtà che, in così poco tempo, mi ha dato tanto. Anzi, mi riprometto che farò di tutto per avere successo all’interno dell’azienda”.

Alan Pisano e Pierluigi Gallucci di Tempocasa

Così è stato. Eletto per il 2000 migliore consulente d’Italia, riceve negli anni tantissime menzioni e altrettanti premi. “Per cinque volte i miei uffici sono tra i più forti d’Italia e non ricordo nemmeno il numero delle volte che entrano nella top ten. Un merito, questo, che mi sento di dover doverosamente condividere con tutte quelle persone che mi sono state a fianco e mi hanno aiutato a diventare il professionista che sono adesso”. Una su tutte? La moglie Luna che, comprensiva e premurosa, l’ha sempre supportato. “Non sarei sicuramente arrivato dove sono ora senza la comprensione di mia moglie. Perché quando fai un lavoro che per molto tempo ti tiene lontano da casa hai assolutamente bisogno che anche i tuoi affetti lo accettino e lo comprendano. Io, devo ammettere, sono stato molto fortunato perché ho avuto il privilegio di conoscere una persona che, oltre a essere bellissima fuori, lo è anche dentro. Con lei ho condiviso i dieci anni più entusiasmanti della mia vita. Non smetterò mai di ringra- ziarla per esserci sempre stata, nel bene e nel male, e avermi lasciato tutti gli spazi di cui necessitavo”.
“Un doveroso grazie va anche a Pierluigi Gallucci, Valerio Vacca, Alex Ferretti, Francesco Pica, Alessandro Polito, Cristian Fochesato: tutte persone meravigliose che ho avuto modo di conoscere durante il mio percorso in Tempocasa. Tutti grandi professionisti che mi hanno aiutato a individuare e valorizzare le mie qualità e rendermi la migliore versione di me stesso.

Da ognuno di loro ho cercato di prendere qualcosa. E a ognuno di loro spero di essere riuscito a dare qualcosa di mio in cambio. Perché nella vita non si può solo ricevere, bisogna anche sapere donare. Questa è la prima regola per essere felici!”.
La seconda, nel decalogo di Pisano? Studiare, studiare, studiare… perché “nessuno nasce imparato”. “Un uomo può essere bravo e talentuoso quanto vuole, ma se non si forma arriverà al massimo a essere un buon la- voratore, non di certo un eccellente professionista. È importante dedicare alla formazione un’attenzione giornaliera. Perché un giorno è buttato se non c’è una crescita, che prima di essere finanziaria deve essere personale”.

La stessa formazione che è stata alla base del successo di Pisano. “Grazie ai suoi tanti servizi, da Beautifulminds ai corsi di coaching, Tempocasa da sempre mi regala la possibilità di partecipare a momenti di formazione, tantissimi momenti di formazione per la verità, che sono essenziali per la mia crescita prima personale e poi lavorativa. Per questo mi sento di dire ai nuovi entrati in famiglia di impegnare almeno un’ora al giorno nello studio: leggete libri, partecipate a corsi ed eventi, approfondite! Ma soprattutto non fermatevi mai, perché chi si ferma è perduto. Per davvero”. Studio, certo, ma anche divertimento: questa è la ricetta della felicità secondo Alan Pisano. “A tanto lavoro deve corrispondere la giusta ricompensa. Altrimenti la vita non è degna di essere vissuta.

È importantissimo riuscire a ritagliarsi quotidianamente degli spazi per coltivare i propri hobby e le proprie passioni. Altrimenti, se si lavora e basta, si arriva a diventare degli automi e anche il processo di crescita finirà con l’interrompersi”. Come si gode la vita Alan? Riservando almeno due ore al giorno, sei giorni su sette, alla cura della sua persona. “Beh, avrete di certo notato che sono piuttosto largo. E a questa ‘larghezza’ tengo tanto. Per questo dedico gran parte del mio tempo alla palestra. Non è mai stato un sacrificio per me alzarmi presto la mattina o sostituire la pausa pranzo con un energico allenamento. Del resto lo faccio perché mi fa stare bene: ho trentanove anni e non mi sono mai sentito così in forma come oggi”. Un benessere non solo fisico, ma anche mentale, quello che Alan riesce a trarre dalle sue preziosissime ore in sala pesi. “Il fatto di riuscire a sopportare sforzi prolungati e di avere costanza mi permette di affrontare anche le difficoltà sul lavoro e nella vita di tutti i giorni in modo diverso. Senza contare che, dedicando molto tempo a questo genere di attività, si ha modo di conoscere tante persone. La palestra è un importante vettore di socializzazione, nonché una delle passioni che condivido da sempre con i miei amici. Anche per questo motivo non potrei mai rinunciarvi”.

Sì, perché se è vero che l’amore è stato fondamentale nella crescita personale di Alan, non di meno lo è stata l’amicizia. “Per me l’amicizia è uno dei valori più importanti nella vita di un uomo, è quello che ti riempie l’anima, insieme all’amore. Per questo coltivo con cura ogni legame che per me è prezioso. Ho tantissimi amici che vengono da mondi diversissimi tra loro. Frequento persone che condividono la mia stessa storia e il mio stesso passato, ma anche persone che sembrano stare su pianeti lontani anni luce dal mio”.
Uno su tutti? Cosimo Fini, in arte Gue Pequeno, uno dei rapper più apprezzati del panorama musicale italiano. “Per quanto appartenenti a due universi distanti, siamo in realtà molto più simili di quanto si possa immaginare. Anche lui da piccolo è stato per molto tempo vittima di bullismo da parte dei suoi compagni di classe a causa di un difetto all’occhio che l’ha sempre fatto passare per quello ‘diverso’, ‘sbagliato’. Esattamente come me quando, ancora ignaro di quello che ero capace di fare, ingurgitavo merendine su merendine, accumulando quei chili in eccesso per cui venivo costantemente deriso. Immagino sia proprio per tutto il male ricevuto da bambino che non mi fermo mai davanti alle apparenze, ma giudico le persone per quello che sono e che possono dare. Io, esattamente come Cosimo, che quando parla di ‘sofisticata ignoranza’ si riferisce proprio a questo”. Presenza, comprensione e voglia di esserci per l’altro: queste sono per Alan le qualità d’oro da ricercare in un amico. “La cosa più importante è circondarsi di persone uguali a te, che condividano il tuo stile di vita e il tuo modo di intenderla. Non è essenziale vedersi sempre, ma sfruttare al meglio il poco tempo che si ha a disposizione per le persone a cui si vuole bene. Prendiamo l’esempio di me e Cosimo. Lui fa un lavoro che lo porta spesso e volentieri lontano da Milano e dall’Italia, ma ogni volta che torna in città facciamo di tutto per cercare di far combaciare i nostri impegni e incontrarci. Credo sia proprio il fatto di essere capace di ritagliarmi tutti questi spazi per me essenziali a darmi la giusta forza e grinta per essere un uomo di successo sul lavoro”.
Certo, non senza qualche sacrificio, ma quelli sono basilari. “Dall’alto della mia esperienza voglio dare un consiglio ai tanti che si apprestano a iniziare questa splendida professione nella nostra meravigliosa azienda, davvero la migliore d’Europa: non abbiate paura di mettervi in gioco. E, soprattutto inizialmente, dedicate il 100 per cento del vostro tempo al lavoro: lavorate un’ora in più la sera, lavorate la domenica, lavorate quando tutti se ne saranno andati e nel vostro ufficio si sentirà solo l’assordante ticchettio delle lancette dell’orologio. Insomma lavorate e non cercate scuse.

Abbiate fede e fiducia perché in un Gruppo come il nostro la meritocrazia esiste sul serio e tutti i vostri sacrifici verranno ripagati! Fidatevi, non dovrete attendere a lungo prima di avere un ritorno, anche economico, da tutto il vostro impegno”.
Perché impegno in Tempocasa significa crescita e la crescita porta con sé una valanga di opportunità. “In questa azienda vi verranno date tantissime possibilità: non sprecatene neanche una. Se dimostrerete di meritare tanto, riceverete tanto. Un po’ come è stato con me. La presidenza mi ha sempre sostenuto e non ha mai mancato di premiare il mio impegno, per questo voglio ringraziare pubblicamente i tre Pres. Non me ne vogliano gli altri due, ma in particolare voglio ringraziare Flavio Ferrari perché è suo
il soprannome con cui in tanti mi conoscono, lo ‘spacca montagne’. Un soprannome che mi ha dato da subito e che effettivamente mi ha sempre contraddistinto, perché quando mi si presenta una difficoltà non importa quanto grande sia, io la prendo di petto e cerco di distruggerla. Fino ad oggi ci sono sempre riuscito”.

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