Intervista a Emilio Antoniani, Miglior Sviluppatore Tempocasa

 

“Ho creduto in un ideale e ho realizzato un sogno”

“Ho creduto in un ideale a tal punto che con un pizzico di follia, tanto coraggio, determinazione, passione e le persone giuste al mio fianco, sono riuscito a realizzare quello che inizialmente poteva sembrare impossibile anche solo sognare”. Del resto con i suoi trentadue uffici in Italia, a cui vanno aggiunti quelli in Lussemburgo, il ruolo da team manager per le regioni Campania, Calabria e Sicilia e quello di responsabile del gruppo dei project manager junior, Emilio Antoniani, Uomo dell’anno nel 2015, ed eletto nuovo Miglior Sviluppatore alla Convention del 3 marzo 2019, ha davvero di che essere fiero e orgoglioso.
Partito dal nulla, come ci tiene a precisare, ha raggiunto e realizzato “imprese grandissime per chiunque si affacci al mondo immobiliare e, in particolare, all’incredibile azienda che è Tempocasa. Come? Semplice, sposando la filosofia aziendale e lavorando duramente ogni giorno, senza mai sentirmi arrivato. Se si vogliono raggiungere obiettivi importanti nella vita, del resto, bisogna mettere davanti a se stessi le proprie aspirazioni, crederci e investire tutto il tempo necessario per realizzarle”.
E la sua vita ne è una grandissima riprova. Classe 1975, Antoniani nasce in un’umile famiglia, “nella città con il golfo più bello del mondo: Napoli. Nonostante le finanze in casa non abbondino mai, i miei genitori non mi fanno mancare nulla. Anzi, devo loro una ricchezza inestimabile: avermi insegnato valori fondanti come l’onestà, la meritocrazia e l’essere magnanimo e comprensivo con il prossimo. Tutti principi, questi, che mi hanno permesso di diventare l’uomo che sono, sia nella vita che sul lavoro”.
Meccanico, tappezziere e tanti, tanti lavoretti saltuari: prima del debutto in Tempocasa Emilio le prova tutte, ma nessuna strada intrapresa riesce a soddisfarlo davvero. “Tra le più svariate professioni che sperimento, prima di iniziare il lavoro da agente immobiliare, una in particolare mi segna e insegna molto: quella dell’animatore. Quel mestiere mi consente infatti di acquisire ottime capacità comunicative e relazionali, che mi aiutano molto nella successiva crescita personale e professionale. Per questo, guardandomi indietro, non posso fare altro che riconoscere che quell’impiego è stato fondamentale per me e per il mio successo”. Un successo, quello di Antoniani, che in Tempocasa non tarda ad arrivare. “Se mi chiedono come sono stati i primi mesi in azienda rispondo sempre citando il fatturato che siglo nel 1996, quando nei soli primi venti giorni di lavoro guadagno due milioni e ottocentomila lire. Credo che basti questo per far capire quanta grinta e ‘fame’ ho al mio ingresso nel Gruppo. Del resto la prima cosa che imparo in Tempocasa è l’importanza di portare sempre a termine gli obiettivi giornalieri. Non mi tiro mai indietro: lavoro duro e lascio l’ufficio solo quando li raggiungo. Tanto che dopo solo un mese di lavoro sono io a gestire le chiavi dell’agenzia: apro alle otto di mattina e di sera chiudo sempre dopo le ventidue”.
Impegno, determinazione e passione: sono questi gli ingredienti alla base della fortuna di Antoniani, che presto si concretizza nell’apertura del primo ufficio, a distanza di meno di un anno dall’ingresso nella rete. “Il 22 novembre 1997 realizzo il mio primo grande sogno con l’apertura del punto vendita di Napoli-Fuorigrotta insieme al mio socio Pino Chianese – ricorda con un velo di nostalgia e tanto orgoglio – Sono solo un ragazzino, ma non sono assolutamente spaventato. Anzi, ho tantissima voglia di mettermi in discussione e, nonostante il grande traguardo appena tagliato, mi metto subito all’opera per estendere il mio ‘territorio’”.
In tre anni i negozi di Emilio arrivano a sei e su di lui cade una pioggia di record. “Quello in assoluto più significativo di quel periodo è il traguardo raggiunto a dicembre 1997, quando nell’arco di quattro settimane riesco ad acquisire dodici incarichi e metto nel cassetto sette vendite. A cui vanno aggiunti i tantissimi successi degli anni a seguire da parte del mio gruppo di lavoro. Successi che ci consentono di conquistare, con l’ufficio di Napoli-Fuorigrotta ottimi posizionamenti nelle classifiche nazionali, che ci vedono per quattro volte sul gradino più basso del podio, per due volte al secondo posto e per altre quattro volte incoronati primi assoluti”.
Auto, moto e viaggi costosi: la vita di Emilio cambia sensibilmente. Tuttavia, nonostante i grandi traguardi raggiunti, lui non si ferma neanche un secondo per godersi la sua condizione e, anzi, continua a schiacciare sul pedale dell’acceleratore. “Nel 2004, dopo avere aperto dieci agenzie su Napoli città, ottengo la nomina di area manager. Come se non bastasse, a rendermi ancora più fiero del mio lavoro nel 2005 divento relatore Tempocollege, per poi ricevere nel 2007 la carica di capo regione Campania. Sono davvero soddisfatto di me stesso, credo che niente possa piegarmi e come un toro punto dritto verso nuovi obiettivi”.
Ma proprio nel momento del massimo successo lavorativo, il 27 gennaio 2009, il papà all’improvviso si ammala e pochi mesi dopo perde la sua battaglia più importante con la vita. “È un periodo difficile quello per me. Soprattutto perché, assorbito come sono stato dal lavoro, in quegli ultimi anni mi sono allontanato un po’ dalla famiglia. Credo che senza la mia grandissima squadra e i miei ragazzi – che non hanno mai mancato di sostener- mi e farmi sentire il loro affetto e appoggio – non sarei riuscito a superare quel momento. Ma, oltre a mostrarmi quanto in questa azienda le persone contino, questo evento mi consente anche di capire quanto realmente sia importante ritagliarsi – anche quotidianamente – degli spazi per le persone a cui vogliamo bene, perché non c’è niente di peggiore nella vita dell’avere rimorsi”.
Una lezione, questa, che non si scorda quando nel 2010 decide di crearsi una famiglia tutta sua. “Sposo mia moglie nel 2010 e nel 2011 nasce il nostro primogenito, Lorenzo. Anna è una donna straordinaria, dolcissima e premurosa con tutti, nonché una mamma eccezionale, sempre attenta a non far mancare nulla ai nostri figli. Sì, al plurale, perché dopo Lorenzo è arrivata la mia dolce principessa Emanuela. Ricordo ancora la telefonata con cui mia moglie mi comunica la notizia: sono a Londra insieme alla mia squadra e ci stiamo preparando a camminare sui carboni ardenti – una delle tante attività che ho organizzato per quell’occasione – quando scopro che sarei diventato papà per la seconda volta”. E se c’è una cosa che adora di questo lavoro “sono proprio gli eventi. Da quelli motivazionali alle manifestazioni aziendali, credo siano momenti importanti.

Per questo cerco sempre di dare un contributo significativo in quelle occasioni. Perché sono quelle in cui possiamo sentire il calore della famiglia Tempocasa e quelle che ci offrono di volta in volta sempre nuovi stimoli, per migliorarci sempre più”. Cosa, questa, che Emilio non ha mai smesso di fare.
“Conquistata Napoli, ancora non mi sento soddisfatto. E più cerco di trovare una via di sbocco che mi permetta di crescere, più rimango incagliato nella mia indecisione. C’è una frase che mi piace ripetere ai miei ragazzi: ‘Se credi in quello che fai, quando gli stimoli rallentano arrivano le nuove sfide. Coglile, senza farti tante domande’. Così faccio anche in quella circostanza. Un giorno infatti ricevo una chiamata da parte di Stefano Somma, un mio ex collaboratore che si è trasferito in Lussemburgo. Parlando del più e del meno, inizia a raccontarmi che in quel piccolo Paese c’è un mercato immobiliare particolarmente vivace e aperto e dell’idea, che gli è balenata, di esportare il marchio Tempocasa fino a lì”. Credete che indugi? Assolutamente no. Emilio si butta a capofitto in questa nuova avventura e i successi arrivano. “Nel giro di brevissimo tempo – nonostante le difficoltà di muoversi su un mercato straniero, di cui non capiamo nemmeno la lingua, riusciamo ad affiliare ben dieci agenzie. Ma la cosa che mi dà più soddisfazione è il fatto di essere riusciti a esportare, oltre al marchio, anche il metodo Tempocasa. E per di più di averlo fatto integralmente, senza modificarlo di una virgola o piegarlo alla cultura locale”.


Se questo non bastasse, in contemporanea alla conquista del Lussemburgo Antoniani lancia l’“Accademia io apro”, una sorta di scuola di formazione per giovani imprenditori. “L’Accademia nasce con lo scopo di fornire ai ragazzi desiderosi di crescere e di aprire la propria agenzia i giusti strumenti per diventare imprenditori accorti e ‘famelici’. Questo è uno dei progetti a cui tengo davvero di più e anche quello che mi rende più fiero. Basti pensare che insieme al mio socio Francesco Loffredo (project manager junior del Gruppo) in soli quattro anni siamo riusciti ad aprire ben dodici nuovi uffici Tempocasa: un risultato straordinario”.
“La gioia più grande in assoluto però da quando indosso i panni da agente immobiliare la provo nel 2015, anno in cui vengo eletto Uomo dell’anno. Ricordo ancora il momento in cui Flavio Ferrari, davanti a più di duemila persone, chiama il mio nome. Mi tremano le gambe e credo seriamente di rischiare un infarto in quel momento. Quel titolo per me è stato e continua a essere un grandissimo onore. Credo di poter affermare – senza rischiare di peccare troppo di superbia – che quell’anno me lo meritai. Ricordo che la sera, quando torno a casa dalla mia famiglia, subito dopo cena mi chiudo nel mio ufficio e mia moglie, per potermi parlare, deve telefonare. Investo ogni centesimo del mio tempo per la crescita di Tempocasa. Per cui ricevere quel premio è per me il giusto riconoscimento per i tanti sacrifici e investimenti – in termini di tempo, uomini e risorse – fatti”.
Ma come dice sempre Antoniani “raggiungere un traguardo straordinario deve diventare la partenza per un nuovo progetto ancora più ambizioso”. Così non passa molto tempo prima che venga scelto dalla presidenza per far crescere il marchio Tempocasa in Sicilia e Calabria, due regioni storicamente più arretrate da questo punto di vista. “Questa è una vera e propria sfida perché se in Sicilia le realtà Tempocasa si possono contare sulle dita di una mano, in Calabria fino a quel momento non ce n’è nemmeno una. Ma ne usciamo comunque vincitori. In pochissimi anni riusciamo ad aprire due filiali in Calabria – a Soverato e Vibo Valentia – e a ripristinare tutti gli uffici siciliani, favorendo una nuova apertura a Messina centro, ritirando una nuova opzione sempre su Messina mentre oggi siamo in procinto di firmarne ancora un’altra”.
Credete sia tutto? No, perché Antoniani di recente raccoglie una nuova sfida: rendere grande il progetto project manager junior d’Italia insieme a Marco Uboldi, l’altro responsabile. “Questo progetto mi permette di stare a contatto con dei supereroi: persone che lavorano duro, giovani imprenditori che stanno iniziando il loro percorso manageriale. Per questo sto cercando di dedicare a questa attività il massimo impegno. La forza di questa azienda, d’altronde, è sempre stata il personale e dal canto mio ho sempre creduto che aiutare i nostri ragazzi a crescere sia una gratificazione stupenda, al di là della grande responsabilità che abbiamo”.
Ma cosa c’è alla base del suo successo? Antoniani non ha dubbi: “La differenza la fa il rapporto che si instaura con le persone. Nella mia area abbiamo la massima attenzione per ciascun componente. I nostri titolari investono tanto tempo affinché i propri uomini crescano economicamente, umanamente e professionalmente. Ma se le persone vengono prima dei numeri, è pur vero che la nostra attività è fatta di contatti: 1,2,3… 100.000. L’unica cosa che conta è non fermarsi mai”.

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