Intestazione prima casa: cosa fare per non trovare brutte sorprese

 

Il Governo ha messo a disposizione di quanti effettuano l’acquisto della propria prima casa un interessante Bonus che permette di accedere ad una serie di agevolazioni fiscali come la riduzione dell’iva dal 10% al 4% nel caso di acquisto direttamente dalla ditta costruttrice, una imposta ipotecaria e catastale fissa a 200 euro ed un’imposta di registro al 2% per compravendite tra privati.

Per poter accedere a questi interessanti incentivi è però necessario soddisfare una serie di requisiti:
non essere in possesso di un’altra abitazione su tutto il territorio italiano per la quale si è già fruito del Bonus. Nel caso questo fosse già avvenuto è tuttavia possibile ‘rimediare’ effettuando la vendita dell’altro immobile entro un anno dall’acquisto della nuova casa;
non essere proprietario nello stesso comune di un’altra abitazione;
spostare la propria residenza nella prima casa entro 18 mesi dalla data di acquisto;
non essere titolare di diritti di usufrutto o d’uso per altri immobili nello stesso comune.

Al bonus acquisto prima casa vanno aggiunti ulteriori vantaggi fiscali previsti dallo Stato a partire dall’esenzione dal pagamento dell’IMU e della Tasi. Insomma, tanti validi motivi ed agevolazioni che richiedono la massima attenzione sulla ottimale intestazione della prima casa. Partendo dalla premessa che in Italia ogni persona è libera di poter acquistare una casa ad un proprio familiare oppure ad un amico, è bene assicurarsi di non ‘forzare’ le normative vigenti in materia e di non mettere a rischio la proprietà dell’immobile.

Quando una persona acquista una casa per conto di un’altra, si parla di Donazione Indiretta.
Può avvenire con due modalità: l’acquirente può versare il denaro necessario all’acquisto sul conto del beneficiario, il quale a sua volta provvederà a saldare il venditore, oppure l’acquirente può versare il denaro direttamente al venditore facendo intestare la casa al beneficiario.
La casa può essere intestata a chiunque ma nel caso in cui si tratti di un familiare come ad esempio un figlio, è bene tener presente che si possono violare le cosiddette quote degli altri eredi legittimari. Infatti, la donazione viene intesa dalla Legge Italiana e quindi dal notaio come un anticipo sulla quota spettante sull’eredità del donante per cui lo stesso notaio dovrà assicurarsi che non vengano violati in tal senso i diritti degli altri eredi. È bene sottolineare come gli altri eredi potrebbero impugnare la donazione entro i 10 anni dopo il decesso del donante e quindi chiedere ed ottenere il risarcimento avvalendosi anche nei confronti di successivi acquirenti dello stesso immobile.

Un altro aspetto interessante riguarda la possibilità e necessità di intestare la casa ad un figlio minorenne in maniera tale da fruirne dei vantaggi di prima casa. Anche in questa situazione è bene andarci con i piedi di piombo. Infatti, affinché questo possa avvenire è necessario richiedere un’istanza in Tribunale per ottenere il parere positivo del giudice tutelare. Inoltre, nel caso in futuro si voglia vendere l’immobile e l’intestatario sia ancora minorenne, allora per poter procedere sarà necessario ottenere il parere favorevole dello stesso giudice, il quale potrebbe anche vincolare l’utilizzo del denaro ottenuto dalla vendita dell’immobile per l’acquisto di un’altra casa da intestare sempre al minore, oppure per acquisire prodotti e servizi utili a quest’ultimo.

Infine, se per convenienza si volesse intestare la casa al proprio coniuge, onde evitare brutte sorprese in caso di separazione, è opportuno stipulare una scrittura privata nella quale indicare chi dei due ha effettuato l’acquisto e quindi può rivendicarne la proprietà.

Lascia un commento