L’ufficio Tempocasa Milano Città Studi Pacini è il migliore d’Italia

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Quando ha aperto i battenti per la prima volta, lo ha fatto come un’agenzia periferica, quasi di scarto. E così è rimasta per qualche anno, finché nel 2008 è stata rilevata dal top manager Valerio Vacca e dall’area manager Cristian Fochesato.
Da quel momento il lavoro è stato costante per trasformarla in un ufficio pilota, così come l’impegno per portarla ai vertici. Tanto che, a metà giugno, l’obiettivo è stato centrato nel migliore dei modi possibili: alla convention internazionale Tempocasa l’ufficio di Milano Città Studi Pacini è stato incoronato il migliore d’Italia, davanti a colleghi agguerriti e nelle prime posizioni da molto tempo.
Un risultato incredibile, che ha fatto letteralmente decollare il punto vendita e dato una carica adrenalinica allo staff che lo compone. Per capire questo successo però è necessario fare un passo indietro: “Abbiamo rilevato il negozio nove anni fa e nel 2011 abbiamo avviato il progetto per trasformarlo in un ufficio di punta, trovando dei locali più grandi e facendo investimenti importanti”, spiega Vacca. Accanto a lui, in questi cinque anni, oltre a Fochesato nelle vesti di titolari ci sono stati Marco Vacca e Antonio Siciliano.
“La squadra non si è formata con uno schiocco di dita. Abbiamo fatto diversi tentativi, inserendo personale e sbagliando in più occasioni. Ma da qui sono nate delle vere perle, come Antonio Siciliano, Alessandro Suglia, Marco Vacca o Filippo Costa. Oggi contiamo su una quindicina di persone, ognuna con un ruolo ben definito e un forte attaccamento alla squadra. Ciascuno interagisce con gli altri ed è in grado di sostituirli, pur avendo competenze specifiche”, aggiunge.
Negli ultimi cinque anni si è lavorato sodo, ottenendo ottimi riscontri fino alla medaglia d’oro della convention: “È il nostro traguardo piùm importante, l’apice a cui aspiravamo e a cui volevamo arrivare.
Il segreto? La programmazione, da noi nulla viene lasciato al caso. A dimostrazione del fatto che ogni ufficio, se vuole, può raggiungere la vetta”. Di certo la sana competizione all’interno del mondo biancoverde ha aiutato: “Ci è servito ispirarci a uffici come Binasco, Cesano Maderno, Milano Repubblica o Napoli Fuorigrotta, tra i più rappresentativi e da tempo tra le primissime posizioni nelle graduatorie nazionali”.
A questo punto, per il futuro, non si smette di pensare in grande: “Non sarà facile tenere alta l’attenzione né per chi è stato protagonista di questo momento, né per chi ne eredita le redini. L’ambizione rimane comunque quella di non smettere di formare giovani per dare continuità a noi e all’azienda. Ci piace pensare che Pacini sia un po’ come la “cantera” del Barcellona, una fucina di talenti per la nostra grande famiglia”.

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