L’abito (non) fa il monaco

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Hr_abito_giugno
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In ogni azienda il senso di appartenenza è una componente imprescindibile. È fondamentale, infatti, che i collaboratori siano stimolati a conoscere i valori dell’azienda, facendoli propri per poi condividerli con consapevolezza ed energia.

Ma come si crea e come si veicola il senso di appartenenza?

Ce lo spiega Francesca Ravasi, Hr Manager di Gruppo Tempocasa: «Il senso di appartenenza si crea tramite aspetti informali e formali. Se i primi sono più intangibili e rientrano nelle sfere dei valori, dei princìpi e delle linee guida di un’azienda, i secondi sono al contrario concreti e tangibili: dal piano di carriera alla comunicazione, dai gadget alle riunioni, si tratta di elementi che il collaboratore vive e sperimenta esattamente come i suoi colleghi. Sono momenti di condivisione, oggetti che evidenziano i tratti aziendali, step di un percorso che qualunque collaboratore è chiamato a seguire».

Quali sono gli aspetti citati sopra?

Il primo aspetto formale capace di creare senso di appartenenza è il dress code. Un elemento di uso quotidiano, ma di importanza capitale. «Quello Tempocasa salta subito all’occhio, è una vetrina personale che rimanda a quella aziendale. Un biglietto da visita, capace di impattare sull’interlocutore a più livelli e di comunicare che chi lo indossa sposa e incarna i valori dell’azienda di cui fa parte», prosegue.

In Tempocasa il dress code è molto importante: la sua condivisione è uno degli aspetti che lega immediatamente collaboratori che si riconoscono nell’abito blu, cravatta/foulard e spilla aziendali. Questa divisa – uguale per tutti, eccezion fatta per la spilletta distintiva delle gerarchie aziendali – è utile innanzitutto per farsi riconoscere dal cliente (che identifica il professionista), ma anche per fargli percepire l’appartenenza a un Gruppo immobiliare, a un team (la spilla con logo).

Come nello sport, la maglietta di una squadra è uguale per tutti. I suoi colori, lo stemma, lo sponsor, sono elementi che contribuiscono alla definizione del club.

Ma c’è un però… Le magliette dei calciatori, tutte identiche frontalmente, sul retro sono pezzi unici, contraddistinte ognuna da un nome e un numero. «Perché è vero che ogni monaco ha l’abito, ma è altrettanto vero che non è solo l’abito a fare il monaco. Usando un gioco di parole, l’abito Tempocasa va “abitato” e personalizzato da chi lo indossa. Questo è un aspetto fondamentale perché nell’ambito lavorativo – che occupa circa l’80% del tempo di un professionista – ogni persona ha bisogno di esprimere la sua individualità. Solo così può “riempire” l’abito traendone soddisfazione e, al contempo, accrescendo il suo senso di appartenenza.

Da una parte, il rispetto delle regole e del contesto porta ad indossare la divisa aziendale. Ma, dall’altra, ogni collaboratore ha una sua discrezionalità, destinata ad aumentare in base al ruolo che ricopre in azienda. E proprio in questa discrezionalità emergono le caratteristiche di ognuno che, tutte insieme, contribuiscono a formare quel grande abito che si chiama azienda», conclude.