Lecite le telecamere esterne per proteggere la casa

 

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione dell’Aquila: non sussiste reato per chi decide di installare telecamere (a protezione della propria abitazione) sui muri perimetrali di un edificio condominiale con affaccio su una strada.

Accade inevitabilmente che, installando telecamere all’esterno di un immobile, queste possano riprendere azioni di individui inconsapevoli di venire filmati; questo fatto ha costituito materia di contenzioso tra abitanti di un medesimo condominio.

Il fatto di essere sorvegliati senza autorizzazione, magari nell’atto di compiere azioni non consentite, come ad esempio parcheggiare in zone di divieto oppure non raccogliere le deiezioni dei cani, ha provocato numerose reazioni avverse.

In seguito alle denunce di chi si è sentito vittima di una condotta illecita, in quanto lesiva della privacy, i giudici hanno emesso una sentenza di violenza privata condannando chi aveva montato le telecamere.
Tale condanna è stata confermata sia in primo grado che in appello, ma non in Cassazione; per la Corte Suprema, infatti, la videosorveglianza è lecita se adeguatamente segnalata tramite appositi cartelli.

Le finalità di questo metodo di sorveglianza sono riconducibili alla salvaguardia non soltanto dei beni personali, ma anche di quelli comuni.
Evitare intrusioni di malintenzionati rappresenta un vantaggio per tutti gli abitanti di uno stabile e non unicamente per chi decide di servirsi di questo tipo di sorveglianza.

Secondo la Cassazione il presupposto fondamentale che consente l’impiego di sistemi di videosorveglianza dipende da un equilibrato compromesso tra libertà di scelta individuale ed esigenze di sicurezza pubblica.
In altre parole, la telecamera che viene installata per controllare un’abitazione, anche se monitorizza il comportamento di persone inconsapevoli (e forse non pienamente consenzienti), offre un indiscusso vantaggio anche per la loro sicurezza.

I giudici in primo grado si erano trovati d’accordo nel considerare tali telecamere come intrusive nella vita di persone che, condizionate da tale sistema di sorveglianza, si erano trovate costrette a modificare molte abitudini, condizionando il proprio stile di vita.
Secondo il loro parere, una situazione di questo tipo poteva essere considerata come violenza privata.

Con la sentenza della Corte Suprema, invece, il reato non sussiste, a patto che le telecamere vengano indicate con adeguata segnaletica, allo scopo di informare tutti sulla loro presenza.

Che cosa sono le telecamere per videosorveglianza esterna

I moderni sistemi di videosorveglianza consentono di vedere, ascoltare e registrare tutto quello che succede nella zona coperta dalla telecamera, offrendo in tal modo un’assoluta sicurezza in ogni situazione.

Tramite le app disponibili su tablet o smartphone, in definizione HD, è possibile gestire agevolmente tutte le opzioni offerte dal sistema, per controllare ogni evento anche senza essere presenti materialmente.

Le telecamere esterne digitali IP sono apparecchi senza fili di tipo WiFi, caratterizzate da requisiti di tenuta stagna per resistere ad ogni tipo di variazione ambientale e climatica.

Di solito possiedono un sensore di acquisizione video in HD (alta risoluzione), ed un sistema led a raggi infrarossi che consente la visione notturna; infatti sono proprio le ore della notte, caratterizzate da scarsa illuminazione, ad essere maggiormente soggette a riprese anti-intrusione.

Una volta installate, queste videocamere permettono un controllo ad ampio raggio d’azione su parcheggi, cortili, strade e giardini posti nelle vicinanze dell’edificio soggetto al monitoraggio.

Tramite la registrazione delle immagini è dunque possibile visionare i fotogrammi anche in tempi successivi rispetto al momento della registrazione, per offrire l’opportunità di analizzare con calma i movimenti riportati.

Montando tali apparecchiature, la qualità della vita migliora decisamente, soprattutto per chi abita in ville con giardino oppure in zone isolate dove il pericolo di intrusioni è maggiore.

Quando i sistemi di videosorveglianza vengono applicati a muri perimetrali di immobili condominiali con affaccio su strade di passaggio, possono insorgere i problemi accennati sopra e riguardanti il monitoraggio di persone non consenzienti.
In queste situazioni gli ostacoli possono essere superati utilizzando cartelli che indichino chiaramente la presenza delle telecamere, come stabilito dalla recente sentenza della Cassazione presso il Tribunale de l’Aquila.

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