Local tax, l’unica imposta comunale sugli immobili

 

Si fa strada un nuovo orizzonte per il mercato immobiliare. Il Governo, già da tempo, sembra oramai concordare sull’introduzione di una nuova ed unica forma di tassazione denominata Local Tax. Questo nuovo tributo prenderà il posto e accorperà tutti i tributi locali. Non ci sarà più IMU, TASI, TOSAP ecc. ma una sola tassazione chiamata, per l’appunto, Local Tax.
In effetti non è la prima volta che si sente parlare di Local Tax. L’ipotesi della Local Tax era già emersa nel 2016, ma
era rimasta nel dimenticatoio sotto la direzione del Governo Renzi.
Negli ultimi giorni la Local Tax è ritornata con più vigore, occupando il centro dell’attenzione del Consiglio Nazionale Fimaa. Più in particolare, sono state formulate tre distinte proposte volte a contrastare l’abusivismo e strettamente correlate proprio con l’introduzione della nuova Local Tax. Le proposte hanno rappresentato il nucleo del dibattito svoltosi in questi giorni a Roma per volere del Consiglio Nazionale Fimaa. All’interno del Consiglio sono state vagliate tali proposte per superare, in tempi anche piuttosto brevi, la battuta d’arresto che in questi ultimi anni ha colpito il mercato immobiliare. Lo scopo ultimo sarebbe quindi quello di rilanciare il mercato immobiliare verso una prospettiva moderna e qualitativa.

Il progetto mira, per prima cosa, a semplificare e ridurre la tassazione locale. La Local Tax diventerebbe così l’unica imposta comunale sugli immobili che unificherebbe tutte le imposte che fino ad oggi hanno colpito le tasche degli italiani. Essa non dovrà essere più intesa come un aumento delle tasse. Inoltre, quale secondo punto della proposta, è previsto che la Local Tax diventerebbe anche deducibile per gli immobili strumentali delle imprese. Infine, come terzo punto, sarà previsto un incremento della quota deducibile ai fini IMU per ciò che riguarda gli immobili strumentali destinati all’esercizio delle attività turistiche. I temi della semplificazione e del riordino della tassazione locale promettono buoni risultati per accrescere la forza del nostro Paese e per gettare le premesse per rilanciare il mercato immobiliare.

Il presidente nazionale del Fimaa, Santo Taverna, in occasione del recente incontro ha inoltre spiegato l’importanza di elevare la formazione e la qualità dei servizi prestati degli operatori del mercato immobiliare. Del resto, la riqualificazione e la riorganizzazione degli agenti è stato sempre uno degli obiettivi primari del Fimaa, unitamente al rafforzamento del ruolo Fimaa nei confronti delle varie istituzioni. La Fimaa necessita di accrescere la sua modernità a tutti i livelli e di adeguarsi agli standard europei. Solo in questo modo gli utenti finali possono ottenere servizi di qualità ed ottenere una risposta efficace alle varie necessità. Santo Taverna ha evidenziato l’opportunità di regolamentare l’attività di intermediazione immobiliare. Sono necessari, a questo riguardo, norme che tutelino la trasparenza delle operazioni e che siano adeguate alle mutate esigenze del mercato. Le nuove norme dovranno salvaguardare le parti coinvolte nelle attività di intermediazione, nonché favorire l’acquisizione di maggiori quote di mercato. Pur in presenza di un clima dominato da una forte incertezza politica la discussione all’interno del Consiglio Fimaa sembra far sperare bene.

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