Mancata comunicazione lavori in casa all’Enea, niente sanzioni

 

Da tempo è stato stabilito per legge l’obbligo di effettuare comunicazioni all’Enea di tutti gli interventi per il risparmio energetico a carico di edifici ed immobili, che per chi non lo sapesse, hanno diritto al 50% di detrazione Irpef. La normativa prevede però che la comunicazione avvenga entro 90 giorni dalla data di ultimazione delle opere, o almeno da quella di collaudo. Purtroppo in molti non hanno effettuato la comunicazione nei tempi, e si domandano quali possano essere le conseguenze.

L’Agenzia delle Entrate in un suo comunicato ufficiale, risponde (risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019), affermando che nonostante la comunicazione all’Enea sia obbligatoria, la sua eventuale omissione non inficia la possibilità di accesso al bonus fiscale. Non si perdono diritti e non si va incontro a sanzioni, il che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a molti contribuenti che hanno dimenticato di eseguire la comunicazione all’Enea.

Il rapporto all’Enea

Già come per quanto previsto per l’accesso all’Ecobonus, i lavori che hanno una rilevanza dal punto di vista dell’ottimizzazione degli edifici in un’ottica di risparmio energetico devono essere comunicati per legge all’Enea. La lista di questi lavori è molto lunga ed articolata, perché comprende la sostituzione degli infissi con altri più adatti e realizzati con le nuove tecniche per l‘isolamento termoacustico degli ambienti rispetto all’esterno, la sostituzione delle caldaie obsolete con altre di ultima generazione, a condensazione, oppure generatori di aria calda, sempre basati su questa tecnologia. Sono anche incluse le pompe di calore per climatizzazione. Altri interventi che rientrano nella lista sono l’impiego di generatori di calore a biomassa, scaldacqua a pompa di calore ed ibridi, istallazione di impianti solari e fotovoltaici, interventi su pareti e pavimenti per ridurre la dispersione termica ed altri sempre in ambito di clima e condizionamento. Rientrano negli interventi da segnalare anche l’impiego di sistemi di contabilizzazione e gestione digitale e informatizzata della distribuzione del calore per gli impianti distribuiti.

Sempre nell’obbligo si trovano le informazioni relative all’acquisto di elettrodomestici in classe A+ (per i forni basta la classe A) come lavatici, lavastoviglie, forni, frigoriferi e sistemi combinati, che rientrano sotto il così detto “bonus mobili”, se collegati da un intervento di recupero delle unità abitative o degli immobili, al fine di aggiornamento energetico e dei consumi, che sia iniziato almeno dal 1° gennaio 2017.

Come recuperare

Come già detto, la mancata comunicazione non determina conseguenze, ma è necessario effettuarla, anche se con ampio ritardo. Per beneficiare del bonus casa con interventi che terminino entro il 2019 è necessario compilare il form presente all’indirizzo internet https://bonuscasa2019.enea.it, da cui si può trasmettere tutta la documentazione redatta e relativa agli interventi che hanno diritto alle detrazioni fiscali.

Anche se, come già detto, non si corrono rischi, la comunicazione deve avvenire entro 90 giorni dalla fine dei lavori, intesa come collaudo, mentre la data di pagamento, ovviamente non fa fede. Nel caso in cui il collaudo non faccia parte degli obblighi per l’intervento di ristrutturazione, la data utile s’intende coincidente con quella di emissione della documentazione da parte del prestatore d’opera o del tecnico preposto alla compilazione della scheda informativa.

Fonte immagine: Affari foto creata da freepik – it.freepik.com

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