APPROFONDIMENTO | Mercato immobiliare: il 2021 è l’anno della ripresa

|
Megna: 2021, l'anno della ripresa
Megna: 2021, l'anno della ripresa

Se da una parte il 2020 è stato segnato dallo scoppio e dalla diffusione della pandemia, dall’altra ha saputo svelarci il valore di quello che molte – troppe – volte diamo per scontato. E che, quasi sempre, mettiamo in secondo piano: la casa. Ed è proprio vero: l’isolamento a cui siamo stati, e siamo tuttora, obbligati ci ha fatto capire il suo valore e immaginare i requisiti ideali che dovrebbe avere.

Oggi l’andamento del mercato immobiliare post lockdown avvalora questa rinnovata attenzione. L’emergenza sanitaria ha cambiato alcuni dei connotati del comparto del Real Estate e la casa è tornata al centro dell’attenzione per tante famiglie. Sebbene molti italiani apprezzino la casa in cui abitano, altri pensano di cambiarla, puntando a metrature più ampie e/o di spazi esterni. Il settore del mattone, quindi, si concentrerà su queste nuove esigenze. Nel frattempo il credito, principale propulsore del mercato, dovrebbe rimanere propizio per i mutui, con tassi ancora ai minimi e in linea con le politiche accomodanti garantite dalle banche centrali per appoggiare la congiuntura economica.

Per il 2021, al momento, le prospettive sono evidentemente influenzate dall’effettiva ripartenza dell’economia e dalla progressiva uscita dalla crisi pandemica. Nonostante questo, è comunque plausibile prevedere un ritorno alla normalità non prima del secondo trimestre dell’anno in corso. E, di conseguenza, stimare un recupero delle quote di mercato pari al 6% circa, equivalente a un volume d’affari di quasi 120 miliardi di euro (nella media del decennio passato). Detto altrimenti, le compravendite aumenteranno in quasi tutti i settori, in particolare nelle periferie delle grandi città (con una media del +4%). Unica eccezione il commerciale retail, che non sarà interessato dal rimbalzo per l’accumulo della domanda.

Sul fronte dei prezzi ci si aspetta un lieve calo, più marcato nei capoluoghi di provincia. Per quanto riguarda invece i tempi medi di vendita, bisogna dire che dopo il lockdown hanno subìto un’accelerata. In effetti, nonostante le conseguenze della pandemia, i tempi di vendita a luglio erano ancora in flessione e successivamente si sono portati a soli 109 giorni.
Proseguendo sulla scia degli indizi positivi rispetto alla ripresa del mercato, dopo un momentaneo rallentamento anche gli investitori si sono rimessi in moto durante la scorsa estate (con un incremento delle compravendite a fini di investimento), anche se poi hanno rallentato di nuovo a causa della seconda e terza ondata di contagi.

Infine, nella seconda parte del 2020 il mattone ha beneficiato anche degli incentivi per ristrutturare gli immobili “usati”, mentre sul nuovo sembrerebbe confermato l’orientamento che vede un adeguamento dell’offerta alle nuove caratteristiche ricercate dai potenziali acquirenti e consolidate sull’esperienza del primo confinamento forzato a causa del Coronavirus. Guardando al futuro si ipotizza una tenuta degli appartamenti signorili (settore per altro meno intaccato dalla pandemia) e si conferma il maggiore interesse di cui continuano a godere le località turistiche, che stanno investendo su un potenziamento dell’offerta.
A questo proposito, nonostante il calo dei flussi turistici dall’estero, queste località hanno tutto sommato tenuto grazie a un turismo di prossimità che potrebbe continuare a vivacizzare il mercato anche nel corso di quest’anno.

 


Francesco - Megna

Approfondimento a cura di

Francesco Megna
Referente commerciale Banca 
Dopo venticinque anni nei panni di Direttore di filiale in Istituti di Credito di medie dimensioni, da due anni lavora come referente commerciale.