Mercato immobiliare 2018, a Milano si continua a sorridere

 

Se il mercato immobiliare è tornato ad avere segno positivo a cavallo tra il 2016 e il 2017, l’anno da poco inaugurato non sarà di certo da meno. Il 2018, infatti, si preannuncia decisamente positivo per il settore, con grandi aspettative in particolare sulla Lombardia e, ancora più nello specifico, su Milano.

Nei dodici mesi da poco chiusi le compravendite, entro i confini italiani, si sono infatti attestate intorno alle 545.000. E nel prossimo triennio, grazie alle favorevoli condizioni del contesto economico generale, continueranno a crescere. Tanto che ci si aspetta che nel 2018 tocchino quota 560.000, nel 2019 arrivino a 586.000 e nel 2020 a 606.000.

La ventata di ottimismo, come detto, interessa fortemente Milano. “Ogni mercato attraversa dei cicli e quello lombardo non è da meno. Se è vero che l’intero settore immobiliare viene influenzato in misura massiccia da quello delle grandi città, nel 2017 si sono registrate a Milano compravendite a prezzi molto vicini a quelli degli anni d’oro (2002-2006). Questo fa ben sperare in una ripresa generale”, commenta il top manager meneghino Valerio Vacca. “Negli ultimi dodici mesi parecchi investitori hanno guardato al mercato italiano con occhi diversi rispetto ai precedenti sette anni, manifestando l’intenzione di tornare ad acquistare immobili partendo proprio da Milano. Dal mio punto di vista il mercato in città è definitivamente ripartito grazie alla volontà delle banche di ricominciare a erogare mutui”, prosegue. Nel primo trimestre 2017 le compravendite sono aumentate e, sebbene si sia registrato un -1,7% nel secondo trimestre, la fiducia delle banche sta appunto già trasmettendo in maniera chiara la ripresa. “L’effetto onda farà ripartire il settore prima nelle province più vicine e poi in tutta la Lombardia. Bisogna però segnalare che il cliente di oggi è molto più preparato ed esigente rispetto a quello degli anni d’oro e quindi c’è differenza, sia di prezzo che di ‘vita’ sul mercato, tra il ristrutturato-nuovo e l’usato da ristrutturare”, precisa.

Come accennato, nel biennio 2016-2017 il capoluogo lombardo ha registrato valori positivi: nel primo semestre 2017 in città l’indice residenziale ha assunto segno +, marcando così il passaggio da una condizione di recessione a una espansiva. Le ragioni? Una maggiore velocità di assorbimento delle abitazioni in vendita (diminuzione dei tempi di permanenza sul mercato), la crescita della domanda e delle transazioni e una riduzione dello sconto sul prezzo offerto. Da segnalare, infine, la consistente domanda abitativa di quelle famiglie che, dopo essersi trasferite nell’hinterland spinte dal calo dei prezzi e da un’offerta di buona qualità, stanno invertendo la rotta per tornare a Milano. Dove? In particolare nelle zone universitarie di pregio e in centro.

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