Mutui 2018, le banche abbassano gli spread a 0,18%

 

Il settore finanziario è in costante evoluzione e molto spesso introduce novità più o meno interessanti per il popolo italiano. Succulente news in questo caso stanno avvenendo per ciò che concerne il mutuo.

Nel corso degli anni passati (circa due) il mercato è stato portato avanti dall’emergere delle surroghe, ossia il trasferimento di un vecchio mutuo in una nuova banca in grado di offrire condizioni migliori e più convenienti. La popolazione italiana ha dunque deciso di adeguare i propri mutui alla nuova era dei tassi bassi.

Si tratta ovviamente di una scelta intelligente e matura considerando ciò che sta accadendo in campo finanziario. Dal punto di vista delle banche che hanno intenzione di alzare il monte erogabile però la questione si fa decisamente più complessa. Nonostante infatti il settore delle compravendite immobiliari sia in lenta ripresa, quest’ultima non può essere assolutamente paragonata all’esplosione che si verificò tra l’anno 2006 e 2007 durante il quale si riuscivano a vendere circa 800 mila case all’anno.

Oggigiorno invece le cifre sono nettamente diminuite: sembrerebbe infatti che il numero sia arrivato a 400 mila e soltanto la metà di esse viene finanziata mediante l’aiuto del mutuo. Questa situazione ha messo le banche nella condizione di aprire il varco ai mutui oltre l’80% del valore degli immobili in modo tale da poter erogare.

Si tratta senza dubbio di una scelta che comporta dei rischi ma che probabilmente, facendo un bilancio dei vantaggi e degli svantaggi, è decisamente conveniente. Un’altra grande novità che accompagna questo nuovo anno ha a che fare anche con gli spread applicati. Sembra infatti che in questi primi mesi del 2018 il trend di riduzione affermatosi tra il 2012 e 2013 non accenni ad arrestarsi.

Lo spread in sostanza costituisce il margine della banca sulle operazioni mutuo e molto spesso viene utilizzato per aumentare le erogazioni oppure per sottrarsi al mercato per un certo periodo di tempo. Al giorno d’oggi la prima ipotesi è indubbiamente quella più accreditata poiché le banche (anche nelle migliori circostanze) sono riuscite a portare lo spread allo 0,18% (un livello davvero molto ridotto, mai visto fino a questo momento).

Lo spread sul tasso fisso è sceso in maniera prepotente ma agli inizi del mese di marzo si sono viste delle riduzioni anche per ciò che concerne gli spread sul tasso variabile. Ciò costituisce senz’altro un grandissimo vantaggio per i mutuatari che potranno quindi godere di piani di ammortamento davvero positivi.

In ogni caso appare strano che le banche rinuncino al margine lordo abbassando lo spread quando in precedenza ciò ha costituito per loro una enorme fortuna. Il motivo per cui questo accade è comunque piuttosto semplice: attraverso il mutuo le banche riescono ad acquisire nuovi clienti con cui sviluppare nuovi rapporti.

Da ciò ne deriva che il mutuo sta quindi cambiando nel corso degli anni e si sta trasformando in un vero e proprio strumento efficace volto alla fidelizzazione di nuova clientela a cui poi sottoporre prodotti finanziari più vantaggiosi.

Per tale motivo i nuovi mutuatari dovrebbero approfittare di questa situazione prestando attenzione però a non lasciarsi ingannare sottoscrivendo altri prodotti decisamente meno convenienti.

 

 

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