Mutui a tasso fisso: scelta più sicura e conveniente

 

Contrarre un mutuo è un’operazione molto delicata al giorno d’oggi, dietro la quale si nascondono esigenze, speranze e non pochi dubbi e timori. Certamente richiederne uno non è un’operazione veloce e semplice, anche perché moltissime banche, sempre più prudenti, adoperano criteri molto restrittivi per valutarne l’eventuale concessione ed i tempi dell’operazione potrebbero essere anche molto lunghi. Tuttavia, superate queste iniziali criticità, ci si troverà ben presto di fronte scelte che avranno una risonanza costante e duratura per un lasso di tempo, di solito, non breve. Infatti, richiedere un finanziamento per investire sulla propria abitazione implica, per forza di cose, somme considerevoli e lunghi tempi di restituzione degli interessi, di solito tra i 25 ed i 30 anni. È evidente che, proprio in virtù di ciò, scegliere tra un tasso fisso ed uno variabile rappresenta uno spartiacque decisivo per il modo in cui la restituzione del denaro andrà ad influire sull’economia familiare.

Tasso fisso, perché conviene oggi?

Allo stato attuale, tanto il tasso fisso quanto quello variabile, offrono prospettive interessanti attestandosi, ormai da più di due anni, ai minimi storici. Ovviamente, se la situazione corrente dovesse persistere per i prossimi decenni, e se rimanesse tale anche il basso costo del denaro che caratterizza questa fase, un tasso variabile, che si aggira oggi addirittura intorno allo 0,93% rappresenterebbe la scelta migliore in assoluto, ed un risparmio cospicuo. Tuttavia, essendo questo scenario altamente improbabile, se non a brevissimo termine, ed avendo evocato la probabilità di un mutuo dilazionato in 25 o 30 anni, la scelta del tasso fisso resta, così come lo è stato nell’anno appena trascorso, quella più sicura e conveniente. Anzitutto perché i tassi di interesse per un mutuo a tasso fisso, oscillando intorno al 2% sono anch’essi estremamente bassi (solo quattro o cinque anni fa si parlava di un 5 o 6% , un valore significativo) e permettono, nel lungo termine, di avere un’ottima garanzia sul costo del mutuo, e dunque della rata, su livelli contenuti per tutta la durata concordata. Un mutuo a tasso fisso contratto oggi, sulla base di questi dati percentuali minimi, permetterà di sfruttare il momento conveniente anche in prospettiva, senza correre il rischio di trovarsi mutato di diversi punti il tasso d’interesse tra qualche anno. Per fare un esempio, anche un solo punto percentuale in più su un mutuo di circa 100000 euro, che è la cifra necessaria per mettere su casa, andrebbe a pesare 600 euro di interessi in più ogni anno, ed in prospettiva oltre 1200 euro in più del costo complessivo, cifre non propriamente da poco.

Come fare se ho già acceso un mutuo?

Per tali ragioni, visto il periodo storico favorevole, può essere conveniente, anche per chi ha un mutuo già da anni, rinegoziare lo stesso o optare per un mutuo di surroga. Il mutuo di surroga non è altro che un mutuo sostitutivo di quello in possesso, con una nuova banca e senza alcun costo aggiuntivo. L’operazione potrebbe permettere, anche a chi avesse acceso un mutuo dieci anni fa di risparmiare, visti i tassi di interessi bassissimi, dai 30000 ai 40000 euro, con risparmi ancor più alti per le surroghe di mutui contratti durante gli anni della crisi economica con i tassi di interesse elevatissimi. Molti italiani hanno già optato per una simile soluzione in particolare nel primo trimestre del 2017 con un 47% di richieste in più rispetto al corrispettivo del 2016. Tuttavia si deve ricordare di come le surroghe siano possibili solo su quei mutui in cui una parte del capitale sia stato già rimborsato.

La proposta delle banche

Richiedere un mutuo a tasso fisso, o rinegoziare il proprio, in questa fase storica rappresenta una scelta, sebben mai semplice, intelligente in prospettiva. Non a caso sono le banche stesse che frequentemente, una volta prese tutte le cautele, propongono ai loro clienti il tasso fisso. Questo perché, acceso un mutuo con una banca e sicuri di un tasso fisso al 2% anche tra dieci anni, permetterà alla stessa minori rischi di surroghe a favore di banche concorrenti, poiché difficilmente si troverebbero condizioni ancor più convenienti altrove, come invece con un tasso variabile potrebbe accadere.

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