Nuovo bollino affitti brevi, obbligatorio negli annunci

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Il Governo ha recentemente apportato delle novità in materia fiscale, in particolare nel testo del Decreto Crescita dove tra le modifiche vi sono quelle che prevedono cambiamenti in materia affittuaria.
Dal 30 giugno 2019 è infatti divenuto operativo il nuovo sistema inerente gli affitti brevi, in modo particolare quando legati ad annunci online, come ad esempio quelli riservati alla locazione di case o monolocali per uso vacanziero.

Il Decreto Crescita ora prevede l’utilizzo di un bollino di qualità, una sorta di codice obbligatorio richiesto da ogni sito internet per tutte le offerte di annunci riguardanti affitti brevi; il codice servirà ad identificare subito proprietari, dati di strutture e immobili collegati, senza più avere la possibilità di evadere il fisco, inoltre permetterà all’Agenzia delle Entrate di avere accesso a maggiori informazioni. Si tratta dunque di una nuova soluzione, giunta dopo tanti annunci di governo, che vada a contrastare le numerose evasioni fiscali riguardanti gli affitti brevi.

Il Decreto Crescita, inoltre, nel mese di agosto ha creato delle banche dati consultabili online che contengono informazioni precise su strutture ricettive, appartamenti singoli, case vacanze o immobili presenti sul territorio nazionale italiano e destinati a locazioni brevi.
Il database contiene l’elenco di tutte le strutture che hanno ottenuto il bollino destinato a certificare immobile e proprietari; il bollino non è altro che un codice alfanumerico utilizzabile nelle promozioni e nelle offerte per gli annunci pubblicati sul web. Ogni struttura possiede un proprio codice identificativo da dover rendere noto al momento dell’annuncio e grazie al quale l’Agenzia delle Entrate potrà verificare tipologia, ubicazione e caratteristiche della struttura.
L’obiettivo di queste banche dati non è solo legato al controllo degli immobili in modo da evitare così grosse evasioni fiscali, ma ha come finalità anche il miglioramento stesso della qualità dei servizi offerti assicurando dunque al cliente una maggiore tutela; sarà per questo possibile un’adeguata ospitalità che rispetti pienamente tutte le normative vigenti senza dare adito a possibili forme di irregolarità.

Già qualche anno fa, precisamente nel 2017, c’erano state delle modifiche sul piano degli affitti brevi tramite l’applicazione del regime facoltativo della cedolare secca al 21% anche su locazioni che avevano un soggiorno di durata inferiore ai trenta giorni. Il nuovo bollino utilizzato negli affitti brevi rappresenta dunque un’evoluzione al problema dell’evasione fiscale, evoluzione che adesso apporta sostanziali novità ed inoltre un più accurato controllo, infatti la mancata pubblicazione del codice identificativo vedrebbe l’applicazione di una severa sanzione pecuniaria che partirebbe da un minimo di 500 euro fino ad un massimo di 5.000 euro, spesa tutta a carico del portale sul quale si sceglie di pubblicare l’avviso e calcolata in base ad ogni singolo annuncio pubblicato; il Decreto Crescita impone dunque pene significative, raddoppiate in caso di reiterazione della violazione.

La pubblicazione del bollino è un obbligo fiscale ed è pertanto necessario ogni volta che si vuole diffondere online un qualsiasi annuncio di affitti brevi; tutti i dati riguardanti immobile e proprietario dovranno essere forniti in maniera corretta. Con l’introduzione stessa del bollino diventerà così molto più complesso evadere le tasse perché i proprietari saranno sempre costretti a dare tali informazioni.

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