Più Mutui Casa: l’intervista a Carlo Chidini

 

Il presidente dal piglio deciso

Del suo percorso lavorativo rifarebbe tutto, ripercorrendone ogni singolo passo. Il perché lo dice sin dalle prime battute di questa intervista, che gli chiediamo in occasione dei festeggiamenti per i trent’anni di Tempocasa: “È il percorso che mi ha portato fin qui. E qui ho trovato la mia vera casa, dove coltivare i sogni per il futuro e continuare a camminare, perché la strada da fare è ancora tanta”.
Il segreto del successo di Carlo Chidini, presidente di Più Mutui Casa, sta tutto raccolto nella manciata di parole di questa risposta: Più Mutui Casa, e perciò Tempocasa, sono il suo posto nel mondo. Un’oasi che ha voluto con ogni fibra della sua mente e del suo corpo, che ha costruito un mattone dopo l’altro e che sta coltivando ancora oggi, con lo stesso impegno dell’inizio. Un’oasi in cui c’è anche un pezzo di famiglia: Giulio, il fratello maggiore, è infatti area manager della società di mediazione creditizia e tra i fautori della nascita della stessa Pmc.
La storia di Carlo prende il via in una fredda giornata del 1973, più precisamente l’11 dicembre. A festeggiarne la nascita ci sono la mamma, il papà e Giulio, che ha già compiuto due anni. La famiglia vive ad Arese, dove il padre è responsabile dello sviluppo dei progetti per il colosso Alfa Romeo.
I piccoli di casa crescono respirando a pieni polmoni l’ambiente dei motori: muovono i primi passi tra prototipi, disegni e modelli e si appassionano in un batter d’occhio alle due e alle quattro ruote. “Ci piacciono le moto e il mondo dell’automobilismo. Giulio inizia a divertirsi con i go-kart, io preferisco sperimentare le monoposto. Da ragazzo gareggio guidando auto da corsa e vado avanti fino ai trent’anni. Ci piace stare in pista, è un’esperienza che regala ogni volta una scossa di adrenalina. Non ci facciamo mancare neppure corsi di guida sportiva e veloce”, racconta.
Sul fronte scuola, dopo gli anni dell’obbligo e il trasferimento da Arese a Mortara, provincia di Pavia, si cimenta con il liceo scientifico. Libri, interrogazioni e lezioni non sono il “passatempo” preferito ma va avanti fino a quando non sceglie di cambiare indirizzo: niente più matematica e fisica, si butta nel campo dell’agraria. A coronamento dei cinque anni sui banchi porta appunto a casa un diploma da perito agrario, sebbene sappia dall’inizio che non è in quel settore che vuole cominciare a lavorare.
Portati a termine i dodici mesi di servizio militare, la prima esperienza arriva nel campo dell’immobiliare. A ventun anni sostiene un colloquio in un’agenzia di Vespolate, in provincia di Novara, esterna al mondo Tempocasa. Il titolare è colpito dalla parlantina e dalla voglia di fare di questo ragazzo e lo prende subito sotto la sua ala. Carlo parte come notiziere e ottiene i primi risultati. Nell’arco però di nove mesi si rende conto che più degli immobili in vendita o in affitto gli interessano i mutui e il settore finanziario. “Mi accorgo che i consulenti del punto vendita mandano via molti clienti perché non possono accendere mutui e comprare casa. Non possono più che altro perché non vengono fornite loro le giuste informazioni, mancano le conoscenze. In quelle settimane davanti a me si spalanca un mondo: comincio a studiare sul serio e mi appassiono alla materia. Sono certo di aver trovato un ambito dove poter eccellere”.
La fatica lo ripaga: saluta l’ufficio e si sposta in quello di un piccolo mediatore di una rete appunto di mediazione creditizia. “Si trova a Mortara ed è il più piccolo d’Italia, ha solo due agenzie immobiliari assegnate. Come mediatore i numeri sono buoni ed è lì che imparo a pensare che il mio primo cliente sia l’agente immobiliare. In quel periodo continuo a presentare al titolare amici e conoscenti e si instaura un meccanismo lavorativo particolare dopo soli otto mesi di collaborazione: lui segue la parte retributiva dei nuovi consulenti, io invece imparo a gestirli da un punto di vista organizzativo e ‘pratico’. Il processo funziona e si crea una catena di crescita, che ci permette di aprire altri tre negozi”, racconta.
Chidini non si ferma qui. Quando il marchio per cui lavora cambia nome il processo è come se si fosse automatizzato: in una decina di anni si occupa in prima persona dell’apertura di una cinquantina di avamposti, con una particolare attenzione alle situazioni più delicate o con problemi da risolvere. La sua peculiarità? Non vive la gestione a distanza, al contrario: va sul posto ad alzare in prima persona la saracinesca. “A conti fatti mi trasferisco ovunque la rete voglia piantare una nuova bandierina. Giro mezza Italia, cambiando casa con la facilità con cui di solito ci si cambia d’abito”, precisa.
Successivamente si impegna per altre iniziative, tra cui il lancio di diverse reti, finché non si dedica anima e corpo alla sua prima creatura: Più Unica. Il progetto è studiato e programmato nel più piccolo dettaglio insieme a Unicredit, prima che la nuova normativa e il decreto 141 arrivino a rivoluzionare l’organizzazione della mediazione creditizia. “L’idea è quella di creare una rete della banca, aprendo delle filiali ‘light’ dell’istituto di credito per distribuire prodotti. Fondiamo la società nel 2007. Nello stesso anno un’università viene a conoscenza di questa nuova realtà. La vuole scandagliare da vicino e lo fa con uno studio di settore. Al termine, entusiasti, gli accademici mi conferiscono una laurea honoris causa in Economia industriale”, spiega. La cerimonia va in scena nella splendida cornice di Montecitorio, a Roma, davanti al ministro Mirko Tremaglia. Un vero onore per Carlo, che tornando a casa mette nel cassetto il primo importante riconoscimento di una lunghissima serie.
I piani di crescita e sviluppo rischiano tuttavia di essere interrotti bruscamente nel 2008. La crisi del mondo immobiliare taglia letteralmente le gambe al settore e il crollo mette in ginocchio migliaia di persone. Unicredit blocca i mutui e per Chidini diventa chiaro che il tandem con la banca non è più pensabile per il futuro di Più Unica. Ammortizzato il colpo, non si arrende: “L’istituto non può più procedere, noi però sì. Così andiamo avanti da soli e lo facciamo per cinque anni interi, finché nel 2013 non arriva Più Mutui Casa”.
Intanto la vita personale non si ferma: nel 2009 Carlo conosce Ilaria e capisce di aver incontrato la donna della sua vita. La coppia si forma, il rapporto diventa granitico. Nel 2012, dopo la nascita del primo figlio l’anno precedente, i due si dichiarano amore eterno all’altare, davanti alle rispettive famiglie e agli amici. Dodici mesi più tardi anche il lavoro si prepara a regalargli una soddisfazione gigantesca: l’incontro con il Gruppo biancoverde e la conseguente nascita di Più Mutui Casa.
“Il primo confronto con Flavio Ferrari, Nicola Canino e Mileto Ferra dimostra in fretta come tra me e loro ci sia una condivisione di vedute e obiettivi praticamente totale, che mi permetto di definire magica sin dal principio. Ci rendiamo conto che siamo complementari da qualsiasi prospettiva perché le nostre esigenze, seppure diverse, si integrano alla perfezione. A quei tempi in Tempocasa la mediazione creditizia è sotto l’ala di Kinservice, a cui servono forse nuovi stimoli. Dal canto nostro abbiamo esperienza e capacità, ma ci manca la possibilità di mettere in piedi una società industriale, siamo solo una trentina. L’idea della fusione arriva subito: è chiaro che il mix di competenze ed esperienze professionali gioca dalla nostra parte”. Detto, fatto: seduti intorno a un tavolo, i protagonisti di questa vicenda firmano l’atto costitutivo di Più Mutui Casa. Carlo viene nominato presidente, Emidio Calvarese amministratore delegato del consiglio di amministrazione. Le due precedenti strutture si amalgamano: i collaboratori sono in totale una settantina e, nell’anno zero di attività sotto il nuovo marchio, erogano circa 75 milioni di euro. Pure da casa arriva il placet: “Prima di scegliere di imbarcarmi in questa avventura ne parlo a lungo con Ilaria e metto le carte in tavola. Chiarisco l’impegno che avrebbe comportato e mi dichiaro certo del fatto che lo stress salirà a mille. Parliamo dell’eventualità di trasferirci, poi la scartiamo subito: abitiamo a Reggio Emilia, qui la qualità della vita è nettamente migliore rispetto a Milano e non vogliamo rinunciarci. D’ora in avanti farò la spola tra la sede di Bresso e l’Emilia”.

La fusione non viene presa sotto gamba, il processo è complesso nonostante ci sia unità di intenti: “Ogni componente della squadra si mette a lavorare a testa basta, non ci facciamo distrarre da niente e nessuno. In questa fase è fondamentale la fiducia totale che i Presidenti Tempocasa mi e ci accordano. Mi danno il permesso di impostare nuove regole e altrettante strategie, ho carta bianca su come muovermi e questo facilita notevolmente il compito. Il gioco di squadra si conferma fondamentale,
a ogni livello: se la sera spunta un problema, so per certo che la mattina successiva uno dei Pres ne ha già risolto almeno il 50 per cento”. La conoscenza con i manager della rete immobiliare fa il resto: “Mi rendo conto di avere la fortuna di aver intrapreso un nuovo percorso con persone speciali, che mi accolgono e mi sostengono per fare del mio meglio. Tempocasa significa tutto per Pmc: Pmc è Tempocasa, al di là di ogni possibile differenza operativa legata alla normativa e al di là del fatto che le nostre sono attività distinte. Fin dalla nascita della società i nostri collaboratori e i loro indossano la stessa divisa, condividono gli stessi ideali, seguono le stesse regole e credono negli stessi valori. I ruoli sono differenti, la squadra è unica. Forte e unita più che mai”.
I vantaggi della fusione sono chiari a ogni soggetto chiamato in causa: a fronte di una crisi di mercato pesante, le due strutture che hanno scelto di scendere in campo hanno creato un’opportunità importante. “Da quando Pmc esiste, e si fonda su un’inesauribile sinergia con Tempocasa, 1+1 per me comincia a dare sempre 5 come risultato. Il servizio che offriamo è complementare a quello immobiliare: con il nostro supporto le agenzie hanno la possibilità di incrementare il fatturato e moltiplicare il loro business”, prosegue.
Con il tempo Pmc diventa uno dei cinque player più importanti sul mercato e lo diventa grazie ai volumi che sposta e alla credibilità che acquista, un cliente in fila all’altro. I numeri non fanno altro che confermarlo: nel 2018 l’azienda chiuderà l’anno con numeri pari a cinque volte quelli dell’esordio, mentre anche il personale cresce a passo spedito. L’obiettivo è quello di raddoppiare la rete entro la fine del 2022, toccando quota 250 collaboratori. “Le persone che lavorano con noi sono il nostro valore più grande. Per farle crescere, e permettere di conseguenza alla società di ingrandirsi, abbiamo sviluppato un iter formativo intenso. Puntiamo a portare le nuove risorse ‘in produzione’ nel minor tempo possibile. Parallelamente abbiamo incrementato la sezione della formazione rivolta ai professionisti che già da tempo sono fedeli alla nostra realtà”, aggiunge. Come se non bastasse, nel 2016 prende il via il progetto di Dorotea, il broker assicurativo legato a Pmc.


Infine, sempre nel 2016, arriva la consacrazione più attesa per Carlo: sul palco della Convention Tempocasa viene incoronato Uomo dell’anno. “Prima di alzare la targa al cielo non penso neppure sia possibile per me, che guido la divisione finanziaria del Gruppo, raggiungere un’onorificenza che è dedicata ai manager biancoverdi. Lo vivo come un momento davvero speciale, un onore. È la dimostrazione concreta della mia completa accettazione all’interno della holding. Sento che quell’azienda è diventata la ‘mia’ azienda, che sono parte di una squadra. È un attestato di stima frutto del lavoro di tre anni, indice della straordinarietà di quello che insieme siamo stati capaci di fare”, commenta. In quel preciso momento Carlo comprende fino in fondo di aver trovato una casa lavorativa a tutti gli effetti, che gli regala molte soddisfazioni personali: “Tutto quello che ho fatto dal primo giorno di lavoro in avanti mi è servito, mi ha aiutato a crescere sotto ogni punto di vista. Ne sono orgoglioso e non mi pento di niente, rifarei ogni mossa perché mi ha condotto qui”. Il “qui”, tuttavia, non è un punto d’arrivo, nonostante sia stato un gratificante traguardo da tagliare: “Questo lavoro mi consente di essere stimolato a fare meglio ogni singolo giorno. Di strada da percorrere ce n’è ancora parecchia e lo sappiamo, ma siamo pronti ad allacciarci le scarpe e andare avanti. Più Mutui Casa è il mio presente e il mio futuro”.

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