Regole per modificare il colore della facciata del condominio

 

Per modificare il colore della facciata del condominio ci sono delle regole da rispettare definite dalla legge poiché le pareti esterne sono considerate delle parti comuni di un edificio. Per questo motivo, ogni tipo di intervento che si voglia realizzare sulla facciata deve essere assoggettato alla decisione assembleare.

Colore della facciata del condominio: chi lo decide

In linea generale è il costruttore a decidere che colore dare alla facciata di un edificio nel rispetto delle norme stabilite dal comune di appartenenza. I comuni, infatti, detengono delle linee guida relative alle tonalità da poter utilizzare per i condomini a seconda delle zone dove vengono fabbricati. Questo perché, secondo le norme edilizie vigenti in ambito locale, è opportuno rispettare e garantire una giusta armonia di colori tra i diversi stabili della città di appartenenza.
Molti comuni prevedono anche l’obbligo di rispettare una certa cromaticità per eventuali elementi accessori di una facciata condominiale come, per esempio, il colore delle tende: il tutto sempre per rispettare le suddette ordinanze sulle tonalità che mirano a evitare delle accozzaglie di colori che non siano esteticamente gradevoli.

Modifica del colore della facciata di un edificio

Nel momento in cui si decide di modificare il colore delle pareti esterne di un condominio occorre il consenso della maggioranza degli inquilini che rappresentino la metà del valore millesimale del condominio poiché l’intervento è considerato di notevole entità e caratterizza, più di ogni altra cosa, l’estetica di un edificio. Non solo, la modifica del colore della facciata del condominio è considerato un intervento di manutenzione straordinaria per il quale si prospetta una spesa generale abbastanza consistente. Quest’ultimo punto chiarisce il fatto che, per una modifica simile, è richiesto un voto favorevole da parte della maggioranza dei partecipanti non solo in prima convocazione ma anche in seconda convocazione.
Le modifiche del colore della facciata di un edificio sono sempre lecite a patto che non venga alterato il decoro architettonico dello stesso e quindi non deve essere utilizzato un colore particolarmente appariscente rispetto a quello preesistente.
Prima di decidere per un’eventuale modifica di cromaticità occorre sapere se il regolamento del condominio ottempera una decisione simile. In quest’ultimo, infatti, potrebbero essere predisposte delle clausole che vietano qualsiasi tipo di modifica, anche se considerate migliorative. In questo caso, tuttavia, il regolamento che assume forma contrattuale deve essere stato approvato all’unanimità.
Le modifiche del colore sono soggette ad autorizzazione da parte del comune di appartenenza che detiene il piano colore.
La legge stabilisce poi ulteriori norme a seconda della tipologia di edificio e della sua collocazione. Alcuni edifici sono infatti costruiti su zone definite vincolate per le quali è necessario ottemperare certe regole per la tinteggiatura; se l’edificio è alla pubblica vista, per esempio, deve rispettare le esigenze di estetica ambientale e di pubblico decoro.
Se invece l’edificio è situato in una zona soggetta a tutela paesaggistica e l’intervento di modifica del colore altera lo stato dei luoghi ove si trova o eccede i limiti previsti di manutenzione straordinaria, i condomini dello stesso dovranno richiedere il rilascio di un’apposita autorizzazione paesaggistica e dovranno dichiarare in via preventiva i colori che intendono utilizzare che saranno soggetti al vaglio da parte della Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio.
Le spese per l’intervento di modifica del colore di una facciata dovranno essere ripartite tra tutti i condomini, anche tra quelli che avevano votato in maniera sfavorevole, in proporzione ai millesimi.

Documentazione necessaria

Per ottenere il nulla osta da parte del comune occorre presentare una domanda in carta bollata redatta dall’amministratore di condominio completa di:
1. fotografie della facciata;
2. progetto di colorazione;
3. dati del direttore dei lavori;
4. relazione tecnica sui colori decisi e sulle tecniche di colorazione che saranno poste in essere;
5. estratto della mappa dell’edificio con evidenza delle zone che saranno oggetto di modifica;
6. dichiarazione di fine lavori;
7. varie eventuali autorizzazioni per le zone soggette a vincoli paesaggistici.

Contestazioni

I condomini che non sono d’accordo sulla decisione assembleare potranno impugnare la delibera sia nel caso in cui non siano stati rispettati i quorum che nel caso si contesti un’alterazione del decoro. Per quanto riguarda il primo punto i condomini dissenzienti devono agire entro trenta giorni dalla comunicazione del verbale della delibera.
Se la contestazione riguarda invece un’alterazione del decoro il condomino o i condomini dissenzienti avranno l’onere della prova in sede giudiziale.

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