Gruppo Tempocasa spegne 32 candeline

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Gruppo Tempocasa spegne 32 candeline

I compleanni ai tempi del Coronavirus: anche Tempocasa è finita dritta nel lungo elenco di chi, in questi due mesi e mezzo, ha spento le candeline chiuso tra le quattro mura di casa. Oggi, 13 maggio, la nostra azienda si prepara infatti a festeggiare il suo trentaduesimo anniversario, accontentandosi di una maxi festa virtuale in attesa di poterci riabbracciare presto dal vivo.

Trentadue anni, a guardarli bene e da vicino, sono un traguardo a dir poco importante. Un traguardo che racconta una storia di ricca di successi, non senza qualche inevitabile alto e basso, ma sempre con uno sguardo proiettato al futuro e alla crescita della rete.

Oggi più che mai questo slancio si è dimostrato, ancora una volta, il punto di forza della nostra grande famiglia: in quasi ottanta giorni di quarantena forzata il Gruppo non ha mai smesso di evolvere. Anzi, anche grazie alla guida del neo presidente Daniele Palermo ha avuto la forza e le capacità di reinventarsi, mettendo letteralmente in piedi una struttura 3.0, a disposizione di affiliati e clienti. E che ci ha permesso di rimanere leader del mercato immobiliare, continuando a offrire servizi efficienti e impeccabili.

La nostra storia

Se dovessimo fare un passo indietro, e capire come questo colosso è nato, dovremmo tornare al 1988, nel cuore della Brianza. Più precisamente a Mariano Comense, dove nella primavera di quell’anno Flavio Ferrari, Mileto Ferra e Nicola Canino – allora tre agenti immobiliari all’apparenza come tanti altri – decidono insieme di portare il loro grande sogno dalla carta alla realtà: creare un franchising immobiliare a livello nazionale, con una forte penetrazione sul mercato. Se lo immaginano esattamente com’è oggi e da subito si rimboccano le maniche per centrare l’obiettivo. Il 13 maggio 1988, seduti alla scrivania di un notaio di Saronno, costituiscono la società: nasce Tempocasa. Il nome con cui battezzare il progetto lo trovano in fretta: “Il tempo è una componente essenziale in qualsiasi compravendita immobiliare. Non devi sprecarne neppure un secondo. D’altro canto il termine ‘casa’ è stato quasi un obbligo come scelta quando ciò che vendi sono appunto case. Unire le due parole è venuto da sé, così come scegliere un orologio per simboleggiare il marchio”, raccontano.

La prima agenzia, neanche a dirlo, è quella di Mariano Comense. A ruota la seguono gli uffici di Meda, Cermenate, Gerenzano e Caronno Pertusella, a cui si aggiungono Desio, Garbagnate Milanese, Cesano Maderno, Paderno Dugnano, Biassono, Inverigo, Erba, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo. Nel giro di un anno i punti vendita toccano quota quindici e l’azienda esplode. “Dopo la provincia entriamo diretti su Milano. Nel 1995 contiamo trenta uffici e di lì a poco facciamo conoscere il nostro nome fino a Bologna e Roma. Raggiungiamo Napoli, Bari, Messina. Facciamo il botto, andiamo dove vogliamo piantare la bandierina biancoverde e ci riusciamo”, proseguono.

>Ma il 1995 è una data fondamentale almeno per altre due ragioni: in quell’anno viene fondata la Tempo srl, ossia la società di franchising. Non solo: sempre in quell’anno inizia a lavorare nel punto vendita di Cesano Maderno (sempre in Brianza) un giovanissimo Daniele Palermo. Un ingresso quasi casuale in azienda, che ben presto però si rivelerà il vero asso nella manica per lo sviluppo della rete.

Gli anni passano e, alle porte del nuovo millennio, i soci fondatori decidono di fare il loro debutto all’estero: il Belpaese inizia a star stretto e vogliono fare di più. Scelgono la Spagna come prima destinazione e si piazzano a Valencia, Madrid e Barcellona. La conquista è rapida, tanto che otto anni più tardi le agenzie sono addirittura 117, di cui diciassette solo alle Isole Canarie.

Nel frattempo nascono i primi servizi rivolti agli affiliati e complementari all’intermediazione immobiliare, tra cui il centro servizi per le pratiche notarili, la società di mediazione creditizia per l’erogazione dei mutui e quella che si occupa di marketing e informatica. Oltre alle prime imprese edili per la costruzione di nuove soluzioni abitative. I soci fondatori non si accontentano. E così arriva persino l’organizzazione delle prime cene di premiazione degli uffici, finché nel 1998 nasce il format della Convention: una due giorni con cadenza annuale per incoronare i migliori consulenti, le agenzie più forti e le personalità di spicco dell’anno lavorativo precedente. Ci si inventa il premio “Uomo dell’anno”, il riconoscimento più ambito in azienda da lì in avanti, e iniziano a fioccare i super ospiti che colorano le edizioni del congresso.

Nel 2000 la srl diventa società per azioni e, sei anni più tardi, la holding che tutti noi conosciamo. Intanto Ferrari, Ferra e Canino sono perennemente in prima linea e girano l’Italia per non far mancare il loro supporto a ogni affiliato. La fatica c’è, è tanta ma viene ripagata goccia per goccia. Nel 2007 i contratti di franchising sono 530, un numero incredibile se si pensa ai cinque uffici di diciannove anni prima. Le prospettive sono rosee e rimangono tali fino al 2008. Poi tutto crolla, all’improvviso. Tempocasa, al pari di qualsiasi altro concorrente, cede sotto il peso di una crisi immobiliare senza precedenti recenti. Il mattone cola a picco e i prezzi calano alla velocità della luce, gli immobili si svalutano, le banche fanno sempre più fatica a concedere mutui, le agenzie chiudono i battenti perché non riescono più a coprire i costi, i consulenti scappano e cercano rifugio in settori più sicuri. La recessione colpisce l’Italia e pure la Spagna, dove i punti vendita che rimangono in piedi si contano sulle dita di una sola mano. Da noi invece si dimezzano e si fermano a 213, meno della metà del 2007.

La rinascita del Gruppo

Il Gruppo trema, incassa la botta ma non molla, anzi. È proprio la crisi, al contrario di quello che si potrebbe pensare, a giocare un ruolo fondamentale nello sviluppo successivo di Tempocasa. Se durante i primi giorni i soci fondatori si preoccupano, e diciamolo pure a ragion veduta, poi hanno la lucidità sufficiente per non farsi prendere dal panico. Stilano direttive precise e puntuali e rimettono in piedi l’azienda, un pezzo dopo l’altro. “Il 2008, archiviata la parentesi più nera in assoluto, segna una rinascita per noi. Da una parte il piano di sviluppo viene bloccato con un colpo secco, forzandoci a fare un passo indietro. D’altra parte ci fa prendere la rincorsa per ripartire più forti di prima. Ci teniamo stretti gli affiliati forti e con una mentalità aperta al cambiamento, il nostro ‘zoccolo duro’. Poi, come se potassimo un albero, tagliamo i rami secchi. Inutile negarlo: il cambiamento è radicale ma tassativo. Soffriamo questo passaggio, anche da un punto di vista umano, eppure abbiamo le mani legate: se vogliamo sopravvivere e riconquistare il settore, dobbiamo agire in questa direzione”.

La potatura del grande albero biancoverde porta con sé una ventata di novità, che permette all’azienda di adeguarsi e mettersi al passo con i tempi. In quel momento strumenti e schemi operativi vengono aggiornati alla versione 2.0 e, a conti fatti, nasce un nuovo metodo operativo Tempocasa. “In primo luogo, ribadiamo alla rete l’importanza di reclutare ragazzi giovani, la linfa vitale del nostro schema lavorativo. Secondariamente, incrementiamo le squadre negli uffici dal punto di vista numerico. In terza battuta, scommettiamo sulla formazione, operativa e teorica. Infine, motiviamo ogni consulente che ci sceglie e ci dà fiducia e ridiamo vigore alla competizione e alle cene”.

Uniformità e omogeneità diventano le parole chiave: le agenzie devono muoversi con lo stesso passo, la stessa velocità e gli stessi obiettivi. Ma non solo: “L’uniformità è anche d’immagine. Studiamo la divisa che ancora adesso indossiamo: abito blu, camicia bianca e cravatta aziendale. I clienti e le persone che ci incontrano devono capire che siamo parte di un’unica realtà”. Da ultimo, questa stessa uniformità si declina nei servizi che sono già nati a corollario dell’attività dei punti vendita: non ci si appoggia all’esterno, piuttosto vengono costituite società “parallele”, che parlano la medesima lingua e permettono di incrementare la qualità del lavoro. Impegno, negozi aperti fino a tarda sera, formazione e motivazione, apertura non stop di nuove realtà, collaborazione e interscambio diventano le parole d’ordine durante il post crisi. “Stare in Tempocasa significa viaggiare su binari che qualcuno ha già preparato per te e che ti portano dritto al successo. Il percorso è sicuro, chiaro. Non puoi sbagliare, i risultati sono garantiti”.

Gli strascichi della crisi si trascinano per circa cinque anni. Tuttavia, in Tempocasa si riparte con il turbo già nel 2013: in occasione della Convention di quell’anno Mileto Ferra presenta ai suoi uomini il progetto del raddoppio della rete. Un obiettivo che vuole raggiungere entro i successivi cinque anni, proprio in occasione del trentesimo anniversario. La platea risponde “presente” e ognuno si rimbocca le maniche. Ad affiancare i soci fondatori c’è una squadra manageriale ogni giorno più forte, che segue da vicino lo sviluppo e offre prospettive sempre nuove con cui guardare il mercato.

Da quel momento Tempocasa non conosce più crisi: i punti vendita si moltiplicano e la struttura diventa ancora più solida. Si va alla conquista di nuove città e nuove regioni, si ritorna in Spagna e si apre a Londra, il metodo operativo si rafforza ulteriormente. Insomma, la formula studiata prima a tavolino e poi sul campo dai tre fondatori si è rivelata e si rivela vincente: “Abbiamo dato vita a qualcosa di inimitabile. Chi entra in Tempocasa respira a 360 gradi un clima di rispetto, amicizia, collaborazione e stima. Si sente in famiglia, diventa parte attiva della nostra realtà e porta il suo contributo. Ecco, per noi l’attaccamento alla maglia ha valore più di qualsiasi altra cosa e ci abbiamo lavorato con costanza. La voglia di fare rete diventa un credo, la molla per andare avanti. Ciascun punto vendita è un polo di sviluppo, simile agli altri ma unico nella sua originalità. È come se la nostra società fosse un melograno: dall’esterno il frutto è uno, ma all’interno è composto da centinaia di chicchi uguali e diversi. Un’omogeneità particolare e unica nel panorama italiano, che ci ha fatti crescere senza fermarci”.

Tempocasa oggi

La solidità della struttura biancoverde non viene meno neanche all’inizio del 2020. In piena emergenza Coronavirus, sono poco più di 430 le agenzie operative sul territorio italiano. Di fronte a una situazione nuova e del tutto imprevedibile, il Gruppo reagisce così come ci si aspetta: nell’arco di una manciata di settimane, si rivoluziona da cima a fondo e mette sul piatto una serie di strumenti che danno vita a una nuova forma di intermediazione immobiliare. Nasce Tempocasa 3.0. I risultati parlano chiaro: la formula trovata per affrontare le conseguenze della pandemia è vincente. La macchina aziendale non si ferma, tutto il contrario: le agenzie continuano a macinare numeri, portando a casa proposte e chiudendo vendite.

A giocare un ruolo fondamentale è il presidente Daniele Palermo in prima persona, che guida gli affiliati in questa difficile fase e coordina progetti e attività a 360 gradi. “Nelle scorse settimane l’azienda ha studiato metodi di lavoro totalmente digital. Una scommessa vincente: nonostante il lockdown, siamo stati operativi al 100%, offrendo alla clientela un supporto a 360°, dalla consulenza online fino al rogito. Non ci fermiamo neppure in questa fase 2: le agenzie hanno riaperto con le cautele del caso e nel pieno rispetto della normativa. Siamo sempre al fianco dei nostri clienti”, spiega.

In un momento come questo Tempocasa ha saputo essere ancora una volta al passo con i tempi. Dimostrando come in un comparto come quello immobiliare – che da sempre fatica a tenere il passo con le innovazioni tecnologiche – non solo si può essere online, ma si può anche fare la differenza. L’ennesima prova di come, in questi trentadue anni, siamo sempre rimasti sulla cresta dell’onda del mercato immobiliare. Insomma, un motivo in più per festeggiare il nostro compleanno!

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