Intervista doppia: i manager Tempocasa si raccontano

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Intervista doppia: Marcello Tiepido e Ivan Mola

A confronto i team manager Ivan Mola e Marcello Tiepido

Chi è il manager, di cosa si occupa e qual è la sua funzione?

Partiamo da queste tre domande per conoscere più da vicino un ruolo chiave all’interno delle dinamiche che muovono e strutturano un’azienda.

Prima di tutto bisogna precisare che essere manager significa, contemporaneamente, molte cose. Da un lato chi ricopre questa carica deve conoscere l’operatività vera e propria sul campo, dall’altro gli viene richiesto di avere uno sguardo ampio e strategico (uno sguardo per cui le capacità relazionali e quelle di coordinamento si rivelano fondamentali). Vivere appieno il ruolo di manager vuole dire prendersi cura e gestire il team di professionisti che si ha al proprio fianco, indirizzandolo verso un obiettivo comune e affiancandolo nella crescita. Il manager, più nello specifico, è colui che scopre e valorizza le potenzialità della sua squadra e fa da mediatore tra le varie figure.

Infine, tra i suoi compiti ci sono anche la divulgazione del “verbo” aziendale e la partecipazione in prima persona, grazie al suo gruppo di lavoro, allo sviluppo del business. Detto altrimenti, il manager è una figura chiave perché rappresenta l’azienda per cui lavora, ha la responsabilità diretta della gestione delle risorse e detiene poteri decisionali.

In Tempocasa le cariche manageriali si strutturano secondo uno schema piramidale: si parte dai project manager junior, si passa ai project senior fino ad arrivare a executive manager e team manager. Questi ultimi sono in cima alla scala e proprio da loro vogliamo partire per raccontare – attraverso testimonianze ed esperienze dirette – chi è il manager.

Per farlo abbiamo pensato a un’intervista doppia.

Oggi i protagonisti sono Ivan Mola e Marcello Tiepido, rispettivamente team manager dell’area Er1 (in Emilia Romagna) e dell’area Mont Blanc (a cavallo tra Piemonte e Liguria). Sono loro che ci stanno per raccontare i rispettivi step carriera, qual è il loro stile manageriale e quali sono le loro attività oggi. Sì, perché se il ruolo di manager ha delle caratteristiche ben definite, è anche vero che assume delle connotazioni peculiari in base allo stile e alle esperienze personali di ciascuno.

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Quando e come hai iniziato a lavorare in Tempocasa?

Mola: «Ho mosso i miei primi passi nel Gruppo nel 2002, quando ho cominciato a lavorare nell’agenzia di Castelfranco Emilia. Solo cinque mesi più tardi mi è stata offerta la possibilità di spostarmi nel punto vendita di Nonantola. Sotto consiglio di mio fratello Cristian – anche lui manager Tempocasa, ndr – ho accettato. A partire da quel momento i risultati sono fioccati in fretta. Nel 2003 ho aperto il mio primo ufficio, a cui se ne sono aggiunti in fretta molti altri. Finché nel 2004 ho deciso di uscire dalla rete insieme a un gruppo di collaboratori. Ma la mia vita “fuori” è durata poco: nel 2007 sono rientrato. L’anno della svolta per la mia carriera? Il primo è stato il 2009, quando la mia agenzia si è classificata tra le migliori d’Italia. Ma poi anche il 2012 è stato centrale, perché ho accettato l’incarico di coordinare un’area di 12 agenzie gravitanti nella zona di Modena. Quella che oggi è l’area Er1. Il progetto inziale prevedeva un ampliamento della rete in due anni. Nel 2014, con un anno e mezzo di anticipo sulla tabella di marcia, siamo passati a 24 punti vendita, raddoppiando a conti fatti il team. Sempre nello stesso anno sono stato incoronato Uomo dell’anno (il riconoscimento più prestigioso per il mondo Tempocasa, ndr). Infine, nel 2020 abbiamo raggiunto quota 47 punti vendita e ci stiamo proiettando verso i 58».

Tiepido: «Prima di conoscere Tempocasa mi sono cimentato in un altro lavoro. La mia esperienza con il Gruppo è partita ufficialmente nel 1998, con l’apertura del mio primo punto vendita, nel cuore di Settimo Torinese. Il mio obiettivo, da subito, era creare una rete capillare di agenzie in Piemonte, grazie alla selezione di persone competenti e con la voglia di crescere. Un obiettivo che si concretizza passo dopo passo, tanto che nel 2002 ho aperto il secondo punto vendita, questa volta a San Mauro Torinese. Nel 2004, poi, ho ricevuto la chiamata dal dipartimento di formazione interno Tempocollege e ne sono diventato relatore. Gli anni più difficili, non lo nego, sono stati tra il 2008 e 2010, quando la crisi immobiliare non ha risparmiato nessuno. Dal canto mio, sono stato costretto a chiudere otto uffici. La ripresa è arrivata con l’inizio del nuovo decennio. A seguire, nel 2013, sono stato eletto Uomo dell’anno, un riconoscimento importante per il duro lavoro nelle primavere precedenti. La mia area ha continuato a espandersi: a fine 2018 le agenzie erano 48 (il doppio rispetto a quelle del 2013). E sempre in quell’anno è arrivata un’altra nomina importante: quella a global manager (carica ora assorbita dalle nuove divisioni aziendali, ndr). Attualmente coordino un gruppo di 51 punti vendita. A questi se ne aggiungono altri 18 di prossima apertura, per un totale di circa 430 collaboratori e ben 12 manager. Il mio obiettivo? Riuscire a toccare il tetto di 69 uffici entro fine 2021».

Come definiresti il tuo stile manageriale?

Mola: «Sono un manager abbastanza pratico e poco da palcoscenico. Sono una persona concreta e mi piace ottenere subito i risultati a cui punto. Se voglio qualcosa, non mi piace aspettare».

Tiepido: «Sono un manager che esige il rispetto delle regole. Ho fatto il salto di qualità quando sono passato da mediatore a imprenditore. Voglio dare l’esempio ai miei collaboratori e in questo ci si può riuscire solo con tanta credibilità».

Che consiglio daresti a un ragazzo che ha l’ambizione di diventare manager?

Mola: «Nel corso di questi anni la nostra azienda è cambiata e oggi più che mai la formazione riveste un ruolo chiave. Il mio primo consiglio è quello di fidarsi: bisogna avere fiducia nelle persone che guidano la rete e ne stabiliscono le strategie di crescita. Insomma, un ragazzo che si approccia a questo mondo deve sapere ascoltare e avere voglia di imparare. D’altra parte, per un manager è fondamentale non considerarsi mai “arrivato”. Il continuo aggiornamento delle proprie competenze e capacità ci permette di rimanere concentrati e attivi, senza perdere dinamicità».

Tiepido: «Se dovessi dare un consiglio, gli direi che è importante imparare a immagazzinare velocemente ciò che viene detto da chi è più esperto. Bisogna imparare ad ascoltare, senza fare “taglia e cuci”. Questo non vuol dire che non si può migliorare un metodo, anzi. Si possono trovare sempre nuovi spunti. Però è bene ricordare che la garanzia di un successo è data proprio da un processo lavorativo consolidato e affermato».

Che consiglio avresti dato al te stesso di dieci anni fa?

Mola: «Devo dire la verità: dieci anni fa ero molto più impulsivo di oggi. Se incontrassi me stesso, gli raccomanderei di ascoltare un po’ di più e di imparare a essere più riflessivo».

Tiepido: «Direi al Marcello del 2011 di buttarsi un po’ di più. Di imparare a fare tutto con più parsimonia, più accuratezza e più amor proprio. In certi momenti, forse, ho dato più importanza a cose e persone, sacrificandone altre».

 

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