Valerio Vacca: uomo dell’anno 2018

 

Quando alla domanda “qual è il segreto per arrivare fin qui?” la risposta è “Tempocasa“, capisci da subito perché proprio lui, alla Convention 2018, sia stato incoronato Uomo dell’anno.

A Valerio Vacca, top manager e direttore Tempo Quality, basta una sola parola per dimostrare come il riconoscimento più ambito dell’azienda non gli sia capitato per caso: l’Uomo dell’anno è infatti chi, parola dei Presidenti, incarna i valori biancoverdi e rappresenta il Gruppo più di chiunque altro. Esattamente quello che, dopo diciassette anni di lavoro, molti successi e inevitabili delusioni, è riuscito a fare Valerio.

A qualche giorno dalla nomina, che l’ha visto piangere di felicità sul palco del congresso, ripercorriamo con lui le tappe della sua carriera. Entrato in azienda nel 2001, non ci mette molto a farsi strada: “Comincio nell’area Gallucci Pisano, nell’ufficio di Milano – Città Studi/ Gorini. Non è il lavoro dei miei sogni, però sono attratto dall’ambiente e decido di provarci”, spiega. La crescita è fulminea: in un anno diventa responsabile, sei mesi dopo titolare di Milano Plinio. Brucia le tappe e, in un mercato simile all’odierno, sviluppa l’intera zona est del capoluogo lombardo.
“Le aperture fioccano, non sono programmate al millimetro come ora. Tra il 2005 e il 2007 arrivo a essere in società in ventiquattro punti vendita”, prosegue. Purtroppo la caduta lo aspetta dietro l’angolo: complice la crisi del settore, nel 2008 fallisce e perde tutto. “Rimango con quattro uffici, sono costretto a svendere Plinio e faccio i conti con fatturati vicini allo zero. Non ho più nulla”, ricorda. Eppure non molla, stringe i denti e pensa a cosa fare. Nel 2009 con il socio Cristian Fochesato (oggi suo area manager) coltiva l’idea di abbandonare la rete, vendendo le agenzie di Gorini e Milano Città Studi/Pacini (con cui nel 2017 vincerà il titolo di migliore ufficio d’Italia).
Alla fine tuttavia non lo fa e inverte rotta: vuole rimettersi in pista e vuole farlo in Tempocasa. Così “un pezzo per volta ricostruiamo quanto avevamo perso”.
In quel periodo, per uno scambio di notizie, incontra chi gli cambia la vita: il global manager Daniele Palermo. “Anche lui attraversa un periodo di difficoltà, ma per entrambi scatta la molla. Vogliamo rinascere. Nel 2010 entro in Tempocollege, proseguo lo sviluppo dell’area Gallucci Pisano e vi reintroduco classifiche e cene bimestrali. Intanto lavoro con Daniele per ripristinare la Convention, che negli anni precedenti ha perso fascino”, aggiunge.

Nel 2011 un cambio di piani lo porta a staccarsi da Gallucci e Pisano per creare un proprio gruppo. Dal 2012 al 2016 si gemella con il team dell’area manager Alessandro Polito e non smette di crescere.
Alla fine del 2016 sbucano poi due novità: la nomina a top manager (mancata per un soffio l’anno prima) e la progettazione di quella che diventerà di lì a poco Tempo Magazine. “Alla cena di Natale viene distribuita una sorta di rivista che racconta la nostra area. Il Presidente Mileto Ferra la vede e mi suggerisce di realizzarla a livello nazionale. Qualche mese più tardi nasce Tempo Quality, la società che oggi si occupa di comunicazione e post vendita”, continua.

Nel nuovo progetto Valerio ci mette il cuore: in otto mesi la squadra è formata e naviga a gonfie vele, mentre nella sua area lo sforzo è l’allineamento di ogni ufficio a standard precisi di efficienza. I sacrifici e l’impegno lo ripagano e, a marzo, la targa di Uomo dell’anno lo consacra. Il segreto? “Tempocasa.
L’ho sposata al 100 per cento: se esegui gli input, non sbagli. Il nostro metodo è infallibile, un manuale d’istruzioni da applicare alla lettera. Se assorbi l’energia che ti viene trasmessa, la unisci a passione, costanza e formazione tagli qualsiasi traguardo.

Nel 2014 sul mio libro dei sogni ho preso coraggio e ho segnato come primo obiettivo diventare Uomo dell’anno. È stato un percorso costruito nel tempo, a tratti faticoso, anche perché l’azienda alza continuamente l’asticella. Farcela è stata l’emozione più grande.

Questa vittoria è di tutti coloro che mi hanno aiutato a ottenerla”, conclude prima di lanciarsi in una nuova sfida. Quale? “Portare le mie agenzie a venticinque entro il 2021, consolidare Tempo Quality per dare beneficio alla rete e diventare di nuovo Uomo dell’anno in un futuro che spero non sia troppo lontano”.

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